Epilogo peggiore non ci poteva essere. Non che quella contro l'Athletic sia stata l'ultima partita di Messi con la maglia del Barcellona, ma la gara giocata al La Cartuja di Siviglia potrebbe essere stata la sua ultima finale in carriera con la maglia dei catalani. Messi ha fatto di tutto per esserci, ma ha rimediato un pesantissimo ko e, inoltre, un cartellino rosso, il primo della sua carriera. Sintesi perfetta della prestazione dell'argentino che non è riuscito a caricarsi la squadra sulle spalle, per l'ennesima volta, e del periodo del Barcellona che non vince un trofeo da 20 mesi. La frustrazione mostrata nel finale è significativa di un Messi non felice per questa situazione di stallo in cui si è ritrovato: ovvero in un Barcellona 'normale'. Condannando ovviamente il gesto, si può capire lo stato interiore dell'argentino che si trova nelle sabbie mobili. Un gesto, così eclatante, che avvicina ancor di più l'addio a fine stagione. Sarà così?

Messi rosso shock: schiaffo a Villalibre e espulsione

Messi e l'ultima finale. Vincerà altri titoli da capitano?

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Barcellona ko: Villalibre fa partire la festa con la tromba
18/01/2021 A 00:21
Messi aveva fatto di tutto per rientrare dal problema al bicipite femorale per giocare contro l'Athletic. Un'occasione bisogna sempre sfruttarla e, paradossalmente, questa potrebbe essere stata l'ultima finale di Lionel Messi con la maglia del Barcellona. L'attaccante argentino andava a caccia del 35° titolo con la maglia dei catalani, il terzo da capitano della squadra. Niente di fatto, è arrivata la sconfitta e l'espulsione, con un'astinenza da titolo che dura ormai da 20 mesi per il Barça. Una brutta botta, soprattutto dal punto di vista psicologico, ecco spiegata - in parte la follia di fine partita con la manata ai danni di Villalibre che è costato il rosso. Un ko che segna e che apre un altro tema di discussione: questo Barcellona può ancora vincere qualcosa? E dire che già contro la Real Sociedad la provvidenza aveva scelto ter Stegen per portare i culé in finale, ma questo Barcellona non dà la sensazione ora come ora di poter vincere altro- Vedete un Barcellona che potrà andare in fondo in Champions League o in campionato? Il rischio c'è, ovvero quello di non vedere più un Messi vincente in questo Barça.
Le statistiche di Messi in finale col Barcellona
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E quindi, considerando questa domanda, ne facciamo un'altra: è arrivato il momento buono per lasciare il Barcellona? Al netto delle prossime elezioni presidenziali (dovesse vincere Laporta potrebbe esserci uno spiraglio per un nuovo contratto), il futuro di Messi sembra sempre più lontano dalla Catalunya. L'argentino stesso non si riconosce più in questa squadra...
MESSI VINCERÀ ANCORA UN TROFEO COL BARÇA?

La gabbia di Marcelino che ha chiuso Messi

Messi, inoltre, non è riuscito ad incidere in questa finale. C'è da dire che il suo rientro in campo lo si è visto, con l'argentino che è entrato nell'azione del primo gol di Griezmann, ma nella ripresa la Pulce è stata annullata dal centrocampo dell'Athletic. Quasi un fantasma, tranne una punizione pericolosa e quel servizio per de Jong che ha sprecato un gol nel finale. Difficile però fare la differenza quando si gioca al 60% e quando hai una doppia marcatura. Marcelino aveva studiato la gabbia per contenere Messi e ce l'ha fatta (roba per pochi) con Vencedor e soprattutto Dani García in marcatura sull'argentino.

Vencedor in marcatura su Messi - Barcellona-Athletic - Supercoppa di Spagna 2020/2021 - Getty Images

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Un po' come accadde nella finale di Coppa del Re del maggio 2019: Barcellona ko col Valencia... Di Marcelino. Messi segnò in quel 2-1, ma non fu libero di giocare come al solito, con la coppia Parejo-Coquelin che era riuscita a limitare il potenziale dell'attaccante dei catalani (nella ripresa anche Kondogbia aveva dato una mano). Anche questa volta la coppia di centrocampo ha avuto il compito di arginare Messi, con l'aiuto - inoltre - dei centrali difensivi. Si perché, a dispetto della gara contro il Real Madrid, l'Athletic ha rivisto le distanze tra reparti per questa sfida col Barça. Baricentro più basso, proprio per una maggiore attenzione difensiva, ma difesa più alta, con la coppia Yeray Álvarez-Íñigo Martínez a costituire un muro quasi all'altezza del limite dell'area di rigore.
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Se Messi passava la prima linea di contenimento, c'era subito la seconda, che bloccava la profondità, non essendoci nel Barça una vera prima punta, come poteva essere Benzema nel Real Madrid. Altro discorso, mai concedere l'uno-contro-uno all'argentino, con rapidi e repentini raddoppi di marcatura. Così facendo, l'Athletic si scopriva sulle fasce ma - tutto sommato - Capa e Balenziaga hanno fatto una buona prestazione difensiva. L'altro punto forte della squadra di Marcelino è stato il piazzamento di Raúl García su de Jong. L'olandese in semifinale era stato spina nel fianco della Real Sociedad con i suoi continui inserimenti, questa volta non è riuscito a muoversi più di tanto dalla sua posizione, con il suo passo rallentato proprio dalla marcatura dell'ex Atlético Madrid. Insomma, per difendere su Messi e sul Barcellona chiedete a Marcelino.

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La prima espulsione per Messi

Tra le tante statistiche che possiamo citare su Messi, c'è poi quella delle espulsioni. Si perché dopo 753 partite con la maglia del Barcellona, l'argentino ha ricevuto il suo primo cartellino rosso. Una manata ai danni di Villalibre che continuava a trattenerlo a centrocampo: Villalibre, per intenderci, era entrato per sostituire in tutto e per tutto Raúl García, anche nel ruolo difensivo. Messi aveva già ricevuto dei cartellini rossi, ma in Nazionale contro Ungheria (2015) e Cile (2019), ma con il Barcellona era sempre riuscito ad evitare l'espulsione.

Messi che lascia la fascia di capitano ad Alba dopo essere stato espulso da Gil Manzano - Barcellona-Athletic - Supercoppa di Spagna 2020/2021 - Getty Images

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Questa volta il rosso, diretto, dopo il replay mostrato dalla VAR al sig. Gil Manzano. Un gesto eclatante, che sintetizza al massimo quanto accaduto in finale. Un Messi non protagonista, che non è riuscito a regalare la vittoria alla sua squadra. Messi è il capitano del Barça, ma forse è una responsabilità che ancor di più lo affossa in questo periodo di confusione, con l'argentino che più volte si è detto lontano - con la testa - dal Barcellona. Un episodio che pone, quasi, i titoli di coda. Non ci sarebbe potuto essere epilogo peggiore, inoltre, quasi come il 'saluto' al calcio di Zidane con la sua testata a Materazzi nell'ultima partita giocata. C'è comunque la seconda parte di stagione ancora da giocare, col Barcellona impegnato nella Liga, in Champions League e in Coppa del Re. Ci sono tre trofei ancora in palio, è giusto ricordarlo, ma al momento il Barça non è tra i favoriti per conquistarli.

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