Il Barcellona rischia ancora grosso. Il peggio sembrava alle spalle, soprattutto perché sul mercato la dirigenza si è dimostrata molto attiva quest’estate e le amichevoli sono andate molto bene (nessuna sconfitta e il successo sul Real). In mezzo alle critiche, in particolare quelle di Nagelsmann (allenatore del Bayern), sono arrivati Lewandowski (45 milioni), Raphinha (58 milioni), Koundé (50 milioni), Kessié e Christensen a parametro zero. Un vero e proprio mercato faraonico con cui far tornare i sogni di titolo ai tifosi dopo il secondo posto dell’anno scorso. Non è però tutto oro quel che luccica. Sì, perché ieri ESPN ha rivelato che l’ex rossonero Kessié e Christensen potrebbero già lasciare i blaugrana a gratis qualora il club non riuscisse a registrare i loro trasferimenti prima del 13 agosto. Per tesserarli, la società dovrebbe soddisfare i criteri di fair play finanziario della Liga, e ancora non è in grado. I due giocatori potrebbero allora avvalersi di una clausola contrattuale e così tornare sul mercato. Sarebbe un caso clamoroso. Ma già l’eventualità che ciò accada, ci obbliga a fare chiarezza sulla situazione del club.
Come sta quindi il Barça? Lo abbiamo chiesto al nostro collega, Felix Martin, della redazione spagnola di Eurosport. Innanzitutto, contrariamente a quanto potremmo pensare, ci ha rivelato che i tifosi non sono preoccupati. Nell’ambiente blaugrana ancora le persone si fidano delle parole del presidente Laporta, che in queste settimane è apparso, almeno in pubblico, tranquillo. Tuttavia, i catalani sono sicuramente alla ricerca di fonti di entrata per sistemare i conti. Il debito a marzo 2021, quando è tornato Laporta, era gigantesco: 1,3 miliardi. Frutto di una gestione pessima di Josep Bartomeu, unico responsabile della situazione finanziaria. Ora, la società ha un disavanzo annuale negativo di 144 milioni, che è necessario colmare per iscrivere i nuovi calciatori. Gerard Piqué si è addirittura proposto di giocare senza essere pagato, ma questa non può essere l’unica soluzione.
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SPOTIFY, I DIRITTI TV, SOCIOS.COM

Ecco allora che, oltre all’accordo commerciale molto importante con Spotify (del valore di 435 milioni), il Barcellona ha studiato dei possibili introiti dai diritti tv. Così, in due transazioni, ha ceduto il 25% dei ricavi che incasserà dalla Liga per i diritti tv nei prossimi 25 anni ad una società di investimento globale, la Sixth Street. Prima il 10% per 207,5 milioni di euro, che a livello contabile dovrebbe valere 267 milioni di euro, una cifra utile a salvare il bilancio 2021/22. Poi l’altro 15% per altri 300 milioni circa, che nel bilancio 2022/23 diventeranno quasi 400 milioni di euro. Nel dettaglio, in quest’operazione il Barcellona ha creato una nuova società, partecipata al 50% dal club e al 50% dalla società americana, e riceverà complessivamente 667 milioni. Tuttavia, è emerso che di questo totale, 150 milioni arrivano dallo stesso Barcellona, che li ha prima versati nella nuova holding e poi incassati. Questo giro di soldi non è legittimo per il Fair Play Finanziario secondo La Liga. I catalani sono allora obbligati a fare altre operazioni e così hanno venduto il 24,5% di Barça Studios a Socios.com per 100 milioni di euro. "Stiamo facendo quel che serve per registrare i giocatori”, ha affermato Laporta nella conferenza di presentazione di Koundé, ed ha aggiunto: "Presumo che non metteranno alcun ostacolo sulla nostra strada. Spero che La Liga dia la nostra stessa interpretazione. In caso contrario, troveremo una soluzione”. La verità però è che il Barcellona ha bisogno di altre entrate. E le piste da percorrere sono due. La prima è la cessione a Socios di un altro 24,5% di Barça Studios. Se questa si verificasse, i catalani avrebbero bisogno di ottenere dal mercato in uscita almeno altri 20/30 milioni per poter registrare sia i cinque acquisti che Sergi Roberto e Dembelé.

Un rendering dello Spotify Camp Nou

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IL MERCATO IN USCITA: DE JONG E NON SOLO

Dunque cosa succederà? Secondo Felix Martin ci sono alcuni giocatori in uscita, che potrebbero sbloccare la situazione. De Jong, Aubameyang e Depay questi i nomi in partenza. I primi due interessano al Chelsea. Per l’olandese ci sarebbe un’offerta da 85 milioni ma il centrocampista non sembra intenzionato a rinunciare al suo stipendio da 21 milioni a stagione. E difatti i rapporti sono molto tesi tra il club e il giocatore, con il primo che ha minacciato di denunciare l'ex Ajax per il contratto stipulato con la dirigenza precedente. Per Aubameyang il discorso è diverso. I tifosi lo stimano, Xavi conta su di lui, ma Tuchel sta spingendo per ottenerlo e la situazione del Barcellona potrebbe favorire il suo trasferimento. Infine, Memphis Depay piace alla Juventus. Se restasse, non avrebbe tanto spazio vista la concorrenza in attacco. Laporta sarebbe disposto alla risoluzione contrattuale e quindi a perderlo a zero per guadagnare spazio salariale necessario per registrare i nuovi colpi.

Frenkie De Jong, amichevole contro il Pumas, 2022/23

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L'ALL IN DI LAPORTA E I DUBBI SULLA GESTIONE SPORTIVA

E’ strano però che il Barcellona abbia deciso di muoversi così tanto sul mercato prima di avere la certezza di poterlo fare. L’impressione del nostro collega spagnolo è che Laporta abbia scelto di fare una sorta di “all in” per questa stagione per ottenere buoni risultati ed avere delle entrate dalle prestazioni della squadra. Una strategia molto rischiosa: qualora il Barça non rispettasse le aspettative, il progetto andrebbe in rovina. Certo, alcuni nomi nuovi fanno ben sperare, su tutti Lewandowski. Tuttavia, è necessario fare luce anche sul fatto che la gestione sportiva degli ultimi anni è stata pessima. Tanti acquisti, pochi giocatori funzionali. Per un club abituato soprattutto a promuovere i giovani de La Masia prima di cercare elementi sul mercato. Da quando il direttore sportivo è Mateu Alemany, le cose sembrano leggermente migliorate. E’ però arrivato Memphis Depay, già pronto a partire, Adama Traoré, in prestito e non riscattato. C’è ancora in rosa anche Martin Braithwaite, che è l’acquisto più strano della recente storia blaugrana ma precedente alla gestione Alemany.

Martin Braithwaite, uno degli acquisti flop del Barcellona

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Alemany ha fatto poi un grande investimento per Ferran Torres (55 milioni), un giocatore importante per Xavi, che ha però tolto minuti alla stella emergente del 2002, Ansu Fati, a cui è stata affidata la numero 10 di Lionel Messi. Dunque, un’altra decisione un po’ controversa. In attesa di scoprire l’impatto dei nuovi acquisti, si può infine dire, secondo Felix Martin, che la cantera non ha più la stessa rilevanza di una volta. Alejandro Baldé e Iñaki Peña non saranno mai schierati e Nico González è appena stato prestato al Valencia. L’unico che avrà un ruolo chiave è Gavi a centrocampo.

LA TOP5 DEGLI ACQUISTI FALLIMENTARI

GiocatoreSpesaStagioneCeduto a
Coutinho135 mln17/18Aston Villa (20 mln)
Pjanic60 mln20/21Besiktas (prestito), ora al Barça
Malcom41 mln18/19Zenit (40 mln)
Paulinho40 mln17/18Guangzhou (42 mln)
Braithwaite18 mln19/20Ancora al Barça

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