La notizia è arrivata lunedì mattina: Gérard Houllier è morto, all'età di 73 anni, appena rientrato a casa sua, domenica, dopo aver subito una nuova operazione aortica in un ospedale parigino. È un anno buio e triste che non finisce mai, per i big del calcio francese, come riporta l'Equipe: dopo Michel Hidalgo e Robert Herbin, un altro allenatore che ha segnato il suo tempo scompare lasciandosi dietro una grande tristezza. Il tutto - aggiungiamo noi - mentre siamo ancora sconvolti dagli addii di Maradona e Paolo Rossi. Il suo ultimo messaggio, alla fine della scorsa settimana, aveva lasciato una speranza: "Sto passando un periodo difficile, ma starò bene". Si era dovuto fermare per una dissezione aortica il 13 ottobre 2001, poco prima di una partita del Liverpool. Quel giorno era stato salvato, in pochi minuti, e da allora era stato sottoposto a importanti cure mediche. Aveva continuato a fare il suo lavoro - l'allenatore - per dieci anni, ma i medici glielo avevano vietato dopo un'ultima esperienza all'Aston Villa, nel 2010-2011. Era quindi stata necessaria una nuova operazione, circa tre settimane fa.

Una carriera ricca di successi

Gérard Houllier è stato un allenatore diverso e innovativo, e un uomo che avrà conosciuto tutte le professioni del calcio, tranne quella di un giocatore professionista. Ex giocatore dilettante, poi insegnante di inglese, era approdato nel calcio professionistico allenando Noeux-les-Mines, in D2, prima di entrare a far parte del Lens, in D1, per poi essere consacrato al PSG, campione di Francia nel 1986. Inizia quindi una seconda carriera alla FFF, assistente di Henri Michel e poi di Michel Platini nella squadra francese, prima della sua nomina alla carica di allenatore, nell'estate del 1992, per un'avventura di sedici mesi che si concluderà col trauma di Francia-Bulgaria (1-2), e l'eliminazione ai Mondiali, nel novembre 1993, al Parco dei Principi.
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Divenuto poi campione d'Europa con la Francia degli Under, la generazione Henry e Trézeguet, nel 1996, aveva trovato con il posto di ct una funzione commisurata alla sua intelligenza, prima di vivere i suoi migliori anni da allenatore. A Liverpool, prima, dal 1998 al 2004, con un 2001 eccezionale segnato da quattro trofei (Coppa, Coppa di Lega, Coppa UEFA e Supercoppa), poi a Lione, dove ha vinto due titoli, nel 2006 e nel 2007.

Ancora influente nel mondo del calcio

Negli ultimi dieci anni si era dovuto allontanare dal campo, ma mai dai ruoli di potere, giocando un ruolo nell'esplosione dei club della galassia Red Bull, da Lipsia a Salisburgo, passando per New York e diventando consigliere di Jean-Michel Aulas all'Olympique Lyonnais. Aveva mantenuto un vero potere all'interno del club del Lione e diverse decisioni importanti hanno continuato a portare il suo sigillo. Nel corso della sua carriera, aveva costruito vere alleanze e portato alcune inimicizie, come riporta l'Equipe, ma tutti ricorderanno che non aveva eguali per chiedere notizie e informarsi sulla salute di tutti, anche quando era preoccupato per la sua.

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