1) Il Paris Saint-Germain "vede" la stella, sarà ancora dominio parigino?

La Ligue 1 che prende il via nel weekend non sembra prevedere eccezioni in quanto alla regolare routine dei pronostici: tutte dietro al Paris Saint-Germain, ça va sans dire. Nonostante i segnali di risveglio delle altre grandi di Francia, dal Marsiglia al Lione aspettando il Monaco, nessuno appare in grado di contestare la superiorità, tecnico-economica prima di tutto, della squadra di Tuchel, pronta a dare la caccia alla tanto agognata stella, ossia a quel decimo titolo che soltanto il Saint-Étienne è riuscito ad ottenere nella storia del calcio francese. L'obiettivo è il quarto titolo consecutivo, l'ottavo nelle ultime nove stagioni, qualcosa meno di una tirannia interrotta soltanto dal Monaco di Jardim, Falcao e... Mbappé, nella stagione 2016/2017. Indipendentemente dall'epilogo della Champions League, la sensazione che il PSG rimanga hors catégorie per qualunque avversario dentro l'Esagono è netta oggi più mai, nonostante un progetto tecnico, quello che vede alla guida Thomas Tuchel, che nella passata stagione aveva fatto segnare qualche passaggio a vuoto soprattutto fuori dal campo, nei rapporti con la proprietà ed in particolare con il presidente Nasser Al-Khelaifi oltre che con la dirigenza (Leonardo). In tutta questa grandeur, però, andranno metabolizzate al meglio alcune partenze ingombranti come quella di Thiago Silva, per anni leader indiscusso della difesa parigina, inserendo alternative di livello ai vari Mbappé, Neymar, Icardi e Di Maria, specie dopo la separazione con Cavani. Eppure, mai come in questa stagione, il vero avversario del PSG sembra essere il PSG stesso.

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2) Esiste un'alternativa credibile alla dittatura del Paris Saint-Germain?

Guardando alla scorsa stagione, verrebbe da puntare sull'Olympique Marsiglia, a sua volta ad un solo titolo da quella stella agognata dal PSG di cui sopra (l'ultimo, però, è datato 2010). Riassumere in poche righe l'ambiente marsigliese è impresa impossibile, di certo il primo anno di André Villas-Boas al Vélodrome ha saputo restituire entusiasmo e fiducia ad un OM capace di chiudere al secondo posto dopo sette anni, rientrando così dalla porta principale in Champions League. In estate ha tenuto banco la trattativa con il saudita al-Walid Bin Talal, un clamoroso cambio di prospettive che non si è (ancora?) verificato ma che potrebbe modificare le gerarchie del calcio francese così come il QSI (Qatar Sports Investments) fece intervenendo nel PSG (2011). Restando in tema di outsider, vale la pena citare anche l'altro Olympique, soprattutto dopo la cavalcata in Champions che ha visto fermarsi il Lione soltanto in semifinale. Un inno alla totale imprevedibilità della banda Garcia, reduce da un deludente settimo posto in campionato prima dello show portoghese con gli illustri scalpi di Juventus e Manchester City. Più per il blasone che per i risultati recenti, è lecito aspettarsi molto anche dal Monaco: dopo annate di magra, nel Principato è arrivata una ventata di novità, dal nuovo ds Paul Mitchell, ex Lipsia chiamato a portare un po' della filosofia RB nell'ambiente storicamente freddo del Louis II, fino a Niko Kovac, di nuovo in panchina dopo la pessima esperienza alla guida del Bayern Monaco nella passata stagione. Due scommesse, a due passi dal Casinò.

3) Ogni anno una sorpresa, chi può far saltare il banco nella prossima stagione?

Nonostante la crescita degli anni precedenti, in pochissimi potevano aspettarsi un Rennes a podio, pronto ad affrontare per la prima volta l'avventura della Champions League. La programmazione bretone non è una novità, fa parte invece di una progettualità che nel corso degli anni ha contraddistinto Roazhon Park come un'isola felice capace di rivitalizzare giocatori in cerca di fiducia (Grenier, Niang) e allo stesso tempo lanciare i giovani dal vivaio, uno dei migliori di Francia. L'ultimo, Eduardo Camavinga, è stato in grado di fare la differenza al primo anno tra i professionisti, prevedere quanto rimarrà in rossonero è un semplice esercizio di fede, la sensazione è che sia già pronto per una big europea e che il trentanovenne mago Julien Stéphan, presto, potrebbe trovarsi tra le mani altre pepite. Una filosofia simile è quella del Lille, che può contare su uno dei migliori scopritori di talenti a livello mondiale, ossia Luis Campos. Bernardo Silva, Bakayoko e Lemar ai tempi del Monaco, Pépé, Rafael Leao e Osimhen una volta arrivato "Giù al Nord", sono soltanto alcune delle intuizioni diventate poi plusvalenze che hanno trasformato lo spagnolo nel vero re del mercato. Gestire il processo di crescita in Ligue 1 è compito del tecnico Galtier, forse il "miglioratore" per eccellenza, capace di di aumentare la competività della rosa fin dai tempi di Saint-Étienne, un ruolo che sembra accomunarlo a Patrick Vieira, pronto dopo un settimo ed un quinto posto, a dare la caccia alla Champions League alla terza stagione da allenatore del Nizza, grazie al ritorno in Ligue 1 di Rony Lopes, ex monegasco pronto a rigenerarsi in Costa Azzurra come Ben Arfa e Balotelli prima di lui.

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4) Ligue 1, campionato dei giovani: chi sarà il nuovo enfant prodige?

Da sempre la carta d'identità ha un peso relativo, in Francia il talento non conosce limiti di età. Anche la stagione che prende il via va seguita cercando i nuovi possibili crack, come per esempio Adil Aouchiche, passato in estate dal PSG al Saint-Etienne dopo aver fatto intravedere lampi di talento in Youth League e aver compreso la necessità di esprimerlo lontano dal Parco dei Principi. In questo senso lo "Chaudron", nell'anno zero dei Verdi, sembra la scelta migliore per il trequartista 2000, già habitué delle selezioni giovanili francesi. Stessa età, meno attaccante e più fulcro del gioco, è Enzo Le Fée, gioiellino (1,70) capace di trascinare a suon di giocate e leadership (!) il Lorient in Ligue 1: è lui il nuovo Petit Prince del calcio francese, alla Moustoir già si fregano le mani. Arriva invece dal Belgio l'ultima scommessa del Lille, esattamente come fu dodici mesi fa per Victor Osimhen: Jonathan David, 18 gol lo scorso anno con il Gent, ha vent'anni, passaporto canadese, ottima tecnica e grande fiuto del gol. Allo stade Pierre-Mauroy si augurano possa essere l'ennesimo déjà vu.

5) Protocollo Covid-19, quanto inciderà sullo svolgimento del campionato?

E' stato il primo campionato a fermarsi, l'unico dei top 5 a non concludere la passata stagione, con il titolo assegnato in base alla ratio punti/partite, il primo a doversi confrontare con nuovi casi di positività Covid-19. L'aperitivo della prima giornata avrebbe dovuto essere Marsiglia-Saint-Étienne, i quattro positivi in casa OM hanno portato al rinvio ufficiale, come da protocollo della federazione francese, già al centro di mille polemiche. I dubbi che da subito avevano accompagnato la scelta di interrompere la stagione scorsa stanno facendo di nuovo capolino, la corsa Champions di OL e PSG (più riposate rispetto alle dirette concorrenti) ha solo in parte mitigato la preoccupazione di chi vede all'orizzonte una stagione fatta di rinvii e di giornate forzatamente spezzatino. Nel taglia e incolla del calendario, l'ouverture sarà Bordeaux-Nantes, con gli impegni di OM, Lione e Paris Saint-Germain posticipati, chi causa COVID, chi in funzione del cammino in Champions. Una partenza a singhiozzo, sperando (davvero) di non doversi fermare più.

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