Volano stracci. Purtroppo. Come spesso capita quando di mezzo c’è una celebrità conosciuta e amata in tutto il mondo, quando gli interessi – affettivi ma soprattutto economici – in ballo sono tantissimi. Una figura pessima, una guerra tra medici, infermieri e avvocati che rischia di rovinare i tanti bei ricordi che in questi ultimi giorni si sono visti sui campi da gioco di tutto il mondo, e di tutti gli sport, per ricordare Diego Armando Maradona. Una storia triste alimentata da accuse, sospetti, invidie, veleni sputati da chi Maradona lo conosceva da vicino e che avrebbe dovuto proteggerlo e invece ora si ritrova a rovistare nella spazzatura del “bidone delle colpe”. Intendiamoci, ci saranno delle indagini e se sarà provato allora se qualcuno dovrà provare di un’eventuale colpa. A oggi, però, sono solo accuse, cattiverie, forse scaturite da dolore, invidie e interessi. Tutte cose che però Diego non si meritava.

Maradona, dottor Luque: "Diego era un paziente difficile"

La guerra tra medici

Calcio
Maradona: la figlia Dalma si commuove al gol del Boca
30/11/2020 A 07:39
In Argentina è aperta la ‘caccia alle streghe’ verso il neurochirurgo Leopoldo Luque, medico personale di Diego Armando Maradona, indagato per omicidio colposo: l’accusa, infatti, è quella di aver trascurato la saluta dell’ex Pibe de Oro. Dagli atti è infatti emerso che la psichiatra che aveva in cura Diego nelle ultime settimane, Agustina Cosachov, aveva espressamente richiesto per l’ex capitano del Napoli un'assistenza specialistica e infermieristica 24 ore su 24, rifiutata da Luque che ha risposto così: "Se la dottoressa Cosachov mi avesse scritto una relazione precisa, avremmo potuto internare Diego in una clinica psichiatrica. Senza questo documento, però, nessun paziente può essere sottoposto a trattamenti sanitari obbligatori. E Maradona non voleva più mettere piede in ospedale, aveva deciso di farsi curare in casa: stava meglio, io non l'ho certo abbandonato, è morto d'infarto e non era prevedibile"
Maradona non era in grado di decidere da solo. E' caduto e ha battuto la testa, ma non l'hanno portato in ospedale per una risonanza magnetica o una Tac...

... e le accuse dell'infermiera

E se non bastasse, ci si è messa anche l’infermiera di Maradona a buttare ulteriore benzina sul fuoco. “Maradona non era in grado di decidere da solo. E’ caduto il mercoledì (della settimana precedente) prima della sua morte. E' caduto e ha battuto la testa, ma non l'hanno portato in ospedale per una risonanza magnetica o una Tac ...", le dichiarazioni della signora Gisela Madrid tramite il suo avocato che ha poi evidenziato come comunque Maradona avesse battuto il lato destro della testa, la parte opposta a quella interessata dall'operazione.
Era lui il responsabile, toccava a lui organizzare l'assistenza per Maradona che invece è stato lasciato solo

La rabbia delle figlie di Diego

"Era lui il responsabile, toccava a lui organizzare l'assistenza per Maradona che invece è stato lasciato solo”, le dure accuse della prima moglie di Diego, Claudia Villafane, e delle figlie Dalma e Giannina. Secondo l’avvocato dell’ex fenomeno argentino, Matias Morla, invece l’inchiesta dovrà chiarire i comportamenti di "criminali idioti”. A chi si rivolge l’avvocato di Maradona? Solo l’inchiesta, forse farà chiarezza, ma i giornali argentini stanno lavorando – e lucrando – solo su questo raccogliendo testimonianze più o meno veritiere come quelle di cuoche, nipoti e domestici di casa Maradona.
Un epilogo tristissimo. Perché oltre al dramma, e l’aver perso uno dei più grandi sportivi della storia e una persona che nel bene e nel male ha segnato generazioni di appassionati e non, il post Maradona rischia di cadere nel trash e trascinarsi per mesi, anni, tra tribunali, accuse e indiscrezioni spazzatura da tipica novela sudamericana. Diego non meritava tutto questo. Rispetto che spesso non ha ricevuto in vita. Ora, lasciamolo riposare in pace.

Maradona, l’omaggio da brividi della Bombonera

Liga
Messi, gol e dedica speciale a Maradona
29/11/2020 A 13:33
Calcio
Maradona: i racconti di Ottavio Bianchi e Salvatore Esposito
26/11/2020 A 17:09