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Ci sono storie che è doveroso raccontare. Non solo perché è bello e gratificante farlo ma perché possono servire come stimolo ed insegnamento anche per le persone comuni, a cui magari dello sport frega poco o nulla, ma che possono trarre ispirazione dal percorso umano di una persona che, tocca il fondo si rimbocca le maniche e dopo una lunga gavetta ha la chance tanto attesa per emergere e mostrare a tutti il proprio valore e talento.
Euro 2020
Quale campionato ha portato più gol agli Europei?
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Il protagonista della nostra storia è Federico Melchiorri, 26enne attaccante marchigiano che venerdì scorso alla prima partita in serie B con la maglia del Padova ha trascinato i biancoscudati di Mutti al primo successo stagionale sul Varese segnando un gol, confezionando un assist a Pasquato e guadagnandosi anche il rigore della vittoria.
Melchiorri in serie B non ci è arrivato perché uscito da qualche settore giovanile di serie A o perché sponsorizzato da qualche procuratore “scafato” abile ad aprirgli le strade. Ci è arrivato perché ha segnato gol a raffica nel campionato di Eccellenza regionale e di serie D, con le maglie di Tolentino e Maceratese. Squadre e campionati poco “cool”, lontani dai riflettori ma dove i giocatori forti e bravi si possono trovare se si ha la pazienza di cercare bene e non ci si fa prendere dall’esterofilia, quella strana malattia che porta tanti dirigenti sportivi a puntare su un giocatore purché abbia una nazionalità esotica.
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TALENTO PRECOCE – E pensare che questo attaccante classe ’87, sul treno giusto sembrava esserci salito in fretta. Mossi i primi passi nel Tolentino, a 17 anni debutta fra i prof con la formazione marchigiana e l’anno seguente segna 7 gol in 18 presenze in Serie D. Queste prestazioni fanno drizzare le antenne del Siena che a gennaio 2006 lo prende con sé facendolo giocare in Primavera e debuttare in A il 20 dicembre 2006 (un minutino nel derby contro l’Empoli). L’anno seguente il Siena spedisce Melchiorri a farsi le ossa al Giulianova poi inizia un peregrinare in serie C che lo vede vestire le maglie di Sambenedettese, Poggibonsi e ancora Giulianova. In totale colleziona 54 presenze ed appena 5 gol, numeri che sembrano essere l’anticamera di una carriera nella periferia del pallone. Invece il destino pare prevedere un destino ben peggiore per Federico.
ALL’INFERNO – Sul finire dell’aprile 2010, durante una sfida fra Giulianova e Cavese, riceve una scarpata in faccia. Nulla di grave ma i dottori lo obbligano a fare una tac di routine che nasconde una diagnosi devastante: angioma al cervello, una specie di tumore. Una notizia che cambia definitivamente gli scenari di Federico che lascia Giulianova, torna a casa ed inizia col padre chirurgo un lungo pellegrinaggio in ospedali ed istituti per vincere l’incontro più importante di tutti: quella per la vita. La partita dura 7 mesi ed ha il suo epilogo a Verona con un’operazione che per fortuna va a buon fine.
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LA RINASCITA – Melchiorri, confortato dall’amore della famiglia e della fidanzata Camilla, torna a Macerata ma il calcio come professione per lui sembra essere una parentesi chiusa. Inizia a frequentare la facoltà di Economia all’università e a gennaio 2011 torna a giochicchiare in una formazione di Seconda Categoria. Quel campionato però per uno coi numeri di Fede è sprecato: i dirigenti del Tolentino lo sanno e gli offrono la chance di rimettersi in gioco in Eccellenza. Lui la coglie al volo, iniziando a lavorare con quella serietà e quella grinta che impari di avere quando la vita ti fa superare ostacoli insormontabili. Melchiorri in sei mesi segna 12 reti in 23 presenze e l’anno dopo si laurea capocannoniere del torneo con 23 sigilli. In serie D lo corteggiano in tanti ma lui sceglie di vestire la maglia della sua città: quella biancorossa della Maceratese, club presieduto dalla pasionaria Maria Francesca Tardella. Un Pistacoppo (il soprannome con il quale sono conosciuti gli abitanti di Macerata) profeta in patria che ripaga alla grande la fiducia della sua gente: segnando 26 gol in 34 partite e trascinando la squadra alle finali nazionali e a un passo dalla promozione in Seconda Divisione a suon di doppiette, tris (epica quella a Pesaro nel derby vinto con la Vis) e quaterne (al Celano). Questo ruolino da bomber vero non lascia indifferenti gli osservatori anche di serie B: alla sua porta bussano Brescia, Ternana, Trapani e Padova. Lui alla fine sceglie la formazione veneta dove a volerlo è il responsabile dell’area tecnica Marco Valentini, maceratese doc che lo conosce da tempo e lo stima. A Macerata sanno che non possono proprio far nulla per trattenerlo e lo salutano come un idolo con tanto di lettera di congedo della presidentessa che lo celebra “come persona di sani principi e giocatore eccezionale”.
A Padova lo guardano con curiosità e un po’ di sano scetticismo: alla classica domanda se pensa di fare gol in D come in B Melchiorri risponde con una battuta: “In D o in B le porte sono larghe uguali”. Un’ernia alla schiena a metà agosto ne rallenta l’inserimento e lo costringe ai box per cinque settimane: la squadra è ultima e il neo arrivato Mutti, senza attaccanti a disposizione, venerdì scorso lo lancia e non se ne pente perché Melchiorri, come se davanti a sé ci fosse il Matelica e non il Varese seconda forza della cadetteria, segna di testa, fa segnare e trascina la squadra impressionando per fisicità, velocità, spirito di sacrificio e temperamento. Il Padova ha trovato un bomber e il calcio forse ha imparato qualcosa da questa vicenda: tra i Dilettanti i giocatori di talento ci sono, serve solo dargli un po’ di fiducia.
di Stefano DOLCI (twitter @stefano_dolci)
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