Le lacrime di tante azzurre al fischio finale hanno certificato l'alone di delusione per un'impresa sfumata sul più bello. Nonostante l'Italia fosse consapevole della superiorità dell'Olanda, campione d'Europa in carica, al triplice fischio si è resa conto della fine di un sogno. Ci credevano Gama, Girelli e compagne, credevano in una cavalcata epocale, consapevoli di avere le carte in regola per andare fino in fondo o quantomeno per conquistarsi il pass olimpico. Invece il miracolo non è arrivato, si è concretizzata la supremazia oranje e la Nazionale di Milena Bertolini ha dovuto accettare l'eliminazione ai quarti di finale. Un risultato comunque enorme per tutto il movimento femminile italiano, un risultato per certi versi insperato alla vigilia del torneo, ma giunto grazie a prestazioni maiuscole e alla forza di un gruppo che remava unito e compatto in un'unica direzione. Gli applausi e i ringraziamenti del numeroso pubblico azzurro di Valenciennes e di tanti personaggi di spicco del calcio maschile sui social (da Buffon a Mancini, da Del Piero a Chiellini) rappresentano il saluto più emozionante a una Nazionale che lascia un'eredità pesante e che deve essere da traino per l'imminente futuro.

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Liga
Calcio femminile in crescita: anche il Real Madrid avrà la sua squadra
25/06/2019 A 19:01

Investimenti in aumento, ora tocca alla FIGC

I risultati non arrivano mai per caso. Il calcio femminile italiano ha cominciato la sua risalita da un paio di stagioni a questa parte. Diversi top club, dalla Fiorentina alla Juventus, dalla Roma al Milan, fino all'Inter, stanno investendo in questo senso. Sky, assicurandosi la diretta della gara delle 12 la domenica e trasmettendo tutto il Mondiale, ha dato più visibilità a un movimento troppo spesso ignorato dal grande pubblico. La FIGC si è mossa per garantire una migliore organizzazione e sta lavorando seriamente per migliorare le condizioni delle calciatrici, che da noi non sono ancora considerate "professioniste". Il boom di ascolti e la copertura mediatica del Mondiale di Francia devono dare fiducia a tutto l'ambiente. La rotta è quella giusta e bisogna insistere. Il calcio femminile, pur con le scontate, grandi e banali differenze con quello maschile, ha dimostrato di avere fascino e ampi margini di miglioramento.

Il numero di tesserate: bisogna lavorare sui settori giovanili

In Italia attualmente ci sono circa 30 mila tesserate. Pochissime se pensiamo che un Paese come l'Olanda ne conta oltre 250 mila. L'obiettivo principale deve essere quello di lavorare sui settori giovanili, di aumentare il numero di scuole calcio, di plasmare nuove calciatrici che poi in futuro assicurino più scelte a club e Nazionale. Un percorso di crescita lento e che parta dal basso, sperando che la risonanza di questi Mondiali abbia un eco concreto nelle ragazzine e nei genitori, in chi prima era titubante o considerava il calcio femminile uno sport di nicchia.

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Serturini, Giugliano, Galli, Giacinti: si riparte da loro

E quest'Italia da chi deve ripartire? Gama, Guagni, Girelli, Cernoia, Sabatino, Bonansea, Mauro sono le più esperte: trentenni o quasi trentenni che faranno inizialmente parte anche del nuovo ciclo azzurro, ma che difficilmente saranno tutte presenti tra quattro anni alla prossima edizione iridata. Quest'Italia però ha anche un nucleo giovane e che fa ben sperare. Il portiere Giuliani è un '93, Linari un '94 così come Giacinti, Aurora Galli è nata nel 1996, Boattin e Giugliano sono del 1997, Serturini addirittura del 1998. Insomma, oltre a chi scopriremo nel prossimo quadriennio, c'è già una solida base da cui ripartire. Lo spirito e la voglia con cui si intraprenderà questo nuovo corso faranno la differenza. Con la grande speranza che questo splendido Mondiale azzurro sia solo l'inizio, l'incipit più inaspettato di un capitolo che deve ancora scrivere le sue pagine più belle.

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