Giornata speciale al Quirinale dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto la nazionale femminile di calcio, reduce da un grande cammino ai Mondiali in Francia, fermato solo dall'Olanda nei quarti, un percorso che però ha generato grande entusiasmo nei confronti di tutto il movimento. Accompagnate dal numero uno del Coni Giovanni Malagò e dal presidente federale Gabriele Gravina, la ct Milena Bertolini, la capitana Sara Gama e le altre ragazze si sono presentate a Roma e hanno così ricevuto i complimenti dal Capo dello Stato.

Mondiali femminili
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13/06/2020 A 09:18

La ct Bertolini:

Non abbiamo vinto il Mondiale ma credo che abbiamo vinto il nostro Mondiale. Adesso chiediamo riconoscimenti, diritti, uguaglianza, valori presenti nella nostra costituzione. E' un onore per noi essere di nuovo qui oggi dopo qualche mese, grazie per la considerazione verso queste ragazze che hanno onorato il nome dell'Italia. Noi l'abbiamo fatto con il cuore, l'impegno, il sorriso ma anche la serietà, riuscendo a far innamorare l'Italia e anche un po' il presidente della Repubblica

Poi, rivolgendosi a Mattarella:

Noi ci permettiamo di affidare a lei le nostre speranze affinché il calcio femminile possa raggiungere il mondo del professionismo eliminando le disuguaglianze che mostrano sempre più il loro anacronismo

Sara Gama, il capitano azzurro:

Non è più possibile rimandare, non si può rinunciare a determinati diritti. Non si gioca alla pari, se vogliamo competere e portare a casa domani un Mondiale bisogna fare così. Ci auguriamo che tutte le forze, dalla federazione al governo a tutti gli stakeholder si occupino di questa cosa. E' un giorno di festa per noi, celebriamo questo grande percorso. Si chiude un cerchio e si apre molto altro, ci sono tantissime cose da fare, questo è solo l'inizio

E poi Sara ha citato l'articolo 3 della Costituzione che parla di "uguaglianza":

Porto il numero 3 sulla maglia e il numero 3 della nostra bellissima Costituzione dice che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese

Il presidente Sergio Mattarella ha detto:

Non tocca a me decidere le forme, ma non è razionale e accettabile una diversa condizione tra calcio maschile e femminile. Lo sport è importante, è importante le sfida sociale, avete spinto moltissime ragazze e bambine a frequentare il mondo del calcio. Questo amplierà la platea di reclutamento per il futuro, e se con una platea così ristretta abbiamo una nazionale di alto livello possiamo sperare ulteriormente per il futuro. Grazie per questi ricordi, complimenti e auguri per il futuro

Ha parlato anche il presidente della FIGC Gabriele Gravina:

Abbiamo la consapevolezza che questo è solo il punto di partenza, sappiamo che adesso inizia il difficile, dare struttura e futuro a questo progetto del calcio femminile, finalmente apprezzato da molti. La federazione si è mossa con largo anticipo sia nelle sedi istituzionali sia al suo interno per riconoscere non solo il semplice status di professioniste bensì un contesto lavorativo maggiormente tutelato e più in equilibrio di quello attuale. Solo così si creerebbero le giuste condizioni per riconoscere all calciatrici tutti i vantaggi del professionismo senza arrestare lo sviluppo di questa splendida disciplina