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Argentina, Paraguay e Uruguay si candidano per ospitare i Mondiali 2030: le prime indiscrezioni

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L'une des tribunes du Stade Monumental de River Plate

Credit Foto Getty Images

DaAgenti Anonimi
10/04/2018 A 08:02 | Aggiornato 10/04/2018 A 08:02

Dal nostro partner Agenti Anonimi

I Mondiali di Russia 2018 inizieranno tra un paio di mesi, ma è già tempo di pensare al futuro: se da un lato i Mondiali 2026 verranno assegnati a breve e vedranno sfidarsi le candidature del Marocco e del terzetto USA-Canada-Messico (uniche realtà a presentare la regolare domanda entro i termini), dall’altro si inizia già a pensare ai Mondiali 2030, ed è stata formalmente presentata nella giornata di ieri una candidatura decisamente suggestiva. Nel 2030 cadrà il centenario del primo Mondiale, e allora ecco che la CONMEBOL ha studiato un modo per omaggiare quella ricorrenza nel migliore dei modi: ospitare il Mondiale in Sudamerica, nella fattispecie dividendo la manifestazione tra Argentina, Uruguay e Paraguay. Inizialmente la rassegna era stata pensata per svolgersi totalmente nel paese dell’Albiceleste, ma il primo Mondiale si disputò in Uruguay e non coinvolgere la Celeste come nazionale ospitante sarebbe stato assurdo: da qui, è nata l’idea di aggiungere anche il Paraguay, confinante con l’Argentina. Un confine vissuto in maniera ”liquida”, dato che molti argentini hanno antenati legati al paese dell’Albirroja e viceversa: i vari Barrios, Ortigoza, Bobadilla e Iturbe sono argentini di nascita e naturalizzati per giocare nel Paraguay (l’ex Roma ha fatto un meraviglioso doppio salto: giovanili nel Cerro e inizio con l’U20 albirroja, salto nell’U20 argentina e ritorno nel Paraguay dei grandi), per fare qualche esempio che spieghi meglio questo legame tra i due paesi.

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Ma come è stata pensata questa candidatura tripartita, che verosimilmente si ritroverà a sfidare un’europea (Francia?) e una Cina intenzionata a ospitare uno dei prossimi Mondiali? La conferenza stampa di ieri, che si è tenuta alla Casa Rosada (sede dell’AFA) alla presenza del presidente federale Claudio Tapia, del segretario allo Sport Carlos MacAllister (il padre di Alexis, Francis e Kevin, proprio lui) e di varie autorità argentine, uruguagie e paraguaiane, ha chiarito tutti i dubbi: gli stadi coinvolti saranno 12, 8 in Argentina e due a testa per Paraguay e Uruguay. E subito si sono scatenate le prime ipotesi sugli impianti che verranno coinvolti all’interno del progetto-Mondiale.

Gli impianti designati per l’Argentina dovrebbero essere il Monumental (River Plate, Buenos Aires), il Gigante de Arroyito (Rosario Central, Rosario), il Malvinas Argentinas (Godoy Cruz, Mendoza), il Mario Kempes (Talleres/Belgrano, Cordoba), l’Estadio Ciudad de La Plata (Estudiantes, La Plata) e il Cilindro (Racing, Avellaneda). 6 impianti che sembrano praticamente certi di essere coinvolti per la loro storia e tradizione, anche se va tenuta d’occhio la Bombonera, che al momento pare tagliata fuori, ma potrebbe rientrare in corsa. Per i due impianti restanti, al momento l’idea è quella di rivolgersi al Futbol del interior: un candidato forte è il Bicentenario di San Juan (stadio del San Martin SJ), ma occhio alle ipotesi che porterebbero al coinvolgimento di Tucumán (con l’Estadio Monumental Josè Fierro) o alla costruzione di nuovi impianti. Il governo argentino infatti valuta se rivolgersi solo a stadi esistenti (sarebbe una prima volta) o creare anche nuovi stadi: le tre aree che si sono candidate a ospitare nuovi impianti (in caso di bisogno) sono Villa Mercedes nella provincia di San Luis, la zona settentrionale del paese (il dipartimento di Santiago del Estero) e la Patagonia. Il rischio di creare cattedrali nel deserto però è alto, e secondo noi alla fine l’Argentina opterà per stadi esistenti e dalla grande tradizione.

Una scelta che verrà condivisa dall’Uruguay e dal Paraguay: il paese charrúa ha proposto al momento il Centenario di Montevideo, lo stadio che ospitò la finale del primo Mondiale e potrebbe candidarsi a ripetere l’esperienza nel 2030, e l’Estadio Campeon del Siglo (casa del Peñarol). Proposte suggestive anche dal Paraguay, che ha candidato il Defensores del Chaco (Asuncion, ha grande valore simbolico) e la Nueva Olla, casa del Cerro Porteño. Riusciranno i tre paesi più calienti del Sudamerica a riportare il Mondiale nel continente a 16 anni dall’edizione brasiliana? Sembra difficile che una candidatura così articolata e importante dal punto di vista della ricorrenza storica del centenario dei Mondiali possa essere sconfitta, ma in un calcio sempre più politico mai dire mai. Intanto Argentina, Uruguay e Paraguay incassano l’importante appoggio della Spagna, e sognano di avere come testimonial e volto della candidatura un certo Lionel Messi. Sempre che Leo non diventi allenatore nei club o ct dell’Argentina da qui al 2030 (avrebbe 43 anni): a occhio avrebbe parecchio da insegnare alle nuove generazioni, non trovate?

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