Chi si aspettava di godersi due ore di calcio spettacolo è rimasto profondamente deluso. La prima uscita del Brasile, da sempre etichettato come la nazionale più divertente del pianeta, è da archiviare in maniera positiva solo per il risultato, che premia i verdeoro in cattiva serata e punisce eccessivamente una Croazia combattiva fino all'ultimo, che non avrebbe certamente rubato se la partita fosse finita in parità.
A risolvere un confronto più sofferto del previsto è un lampo di Kakà, unico lato funzionante di un quadrato magico nel complesso ben al di sotto delle aspettative. Se il rossonero è stato l'unico a mostrare lampi degni del suo invidiabile repertorio, lo stesso non si può certamente dire di Ronaldo e Adriano, imballati e praticamente mai nel vivo della partita. Perfino Ronaldinho sembra aver smarrito quel sorriso che lo contraddistingue e la sua prestazione è stata ugualmente deludente. La scarsa inventiva e il pressochè nullo movimento senza palla facilitano il compito della difesa croata, che senza sbavature controlla la situazione. Gli unici pericoli per Pletikosa arrivano da due tiri dalla distanza: il primo di Roberto Carlos, che al 15' calcia con le tre dita da fuori area e costringe il portierone croato ad alzare sopra la traversa. Poi, sul corner successivo, Ronaldinho tenta di imitare Pirlo e mira il secondo palo. Ma la traiettoria subisce una deviazione e Pletikosa si salva ancora.
Col passare dei minuti la Croazia prende coraggio e manda i primi segnali a Dida con una conclusione di Kranjcar. Al 39' il Brasile rischia grosso sulla punizione di Srna, con Tudor e Niko Kovac che mancano di un soffio la deviazione da pochi passi. Proprio il fratello del difensore juventino Robert, fra i migliori fino a quale momento, deve lasciare il campo al 41' per un problema alle vie respiratorie avuto in seguito a un contrasto. Il suo posto viene preso da Leko. Emerson è particolarmente falloso e viene ammonito al 42'. Il primo tempo sembra avviarsi stancamente alla conclusione, ma al 44' una combinazione tutta di marca milanista sblocca il risultato. Cafù serve in orizzontale Kakà, bravo con una finta a eludere l'intervento di due avversari e micidiale nel piazzare la palla sotto la traversa di piatto sinistro.
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Il fatto di andare al riposo in vantaggio non tranquillizza il Brasile, che nella ripresa soffre ancora di più una Croazia scesa in campo senza timori reverenziali. Prso, sempre pericoloso con le sue incursioni laterali, va via a Lucio e impegna Dida, che si ripete di lì a 4 minuti sul destro violento ma centrale di Klasnic bloccato in due tempi. Al 56' si vede per la prima e unica volta Ronaldo, che riceve da Kakà e sorvola la traversa con destro violento da fuori area, dopo essere stato lasciato colpevolmente solo. Il momento è favorevole al Brasile, che al 62' va ancora vicino al raddoppio con un colpo di testa di Ronaldinho (non proprio la sua specialità) sventato da un sempre attento Pletikosa.
Parreira si decide e al 69' toglie Ronaldo sperando di trovare nuova linfa con l'inserimento di Robinho. Ma sono i croati un minuto dopo ad avere la clamorosa occasione per pareggiare, Babic fa tutto bene ma calcia troppo centralmente e Dida si ritrova il pallone tra le mani. Kakà prova da solo a chiudere la partita al 72', ma il tiro incrociato sul secondo palo esce di un soffio. Due minuti dopo il tiro cross di Robinho incoccia su Adriano e la palla sfiora il palo. Nel finale il Brasile riesce ad addormentare la partita e le velleità della Croazia si spengono definitivamente.
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