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Questo è il Brasile più brutto della storia?
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Pubblicato 29/06/2014 alle 02:59 GMT+2
La Seleçao di Scolari va avanti ma continua a balbettare: salvati da due legni contro il Cile, ora i verdeoro se la vedranno con la pericolosissima Colombia di James Rodriguez
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Il Brasile è ai quarti, ma un fattore che anche i tifosi della Seleçao non riescono a non notare è che la squadra di Scolari gioca male, veramente male, e non a caso contro il Cile è serviva la Dea Bendata (prima sotto forma di traversa, poi di palo, con un intermezzo di Julio Cesar) per evitare un’eliminazione che sarebbe stata a dir poco clamorosa.
Ma questo Brasile così “brutto” è il peggior Brasile della storia dei Mondiali?
INGHILTERRA 1966
Tra i trionfi di 1958, 1962 e 1970, c’è anche una Seleçao da dimenticare, quella di Inghilterra 1966, una squadra in cui Feola non riuscì a creare la chimica giusta tra senatori e giovani talenti, un tema che peraltro continua a essere molto attuale e non solo in Brasile… Pelé e Garrincha si presentarono al torneo in condizioni discutibili: segnarono entrambi al debutto, ma poi Pelé fu costretto a saltare la seconda gara per infortunio, mentre Garrincha finì per sedersi in panchina nel match decisivo contro il Portogallo, quando il ct provò a cambiare 9 undicesimi della formazione (tutti a parte Jairzinho e Lima) per invertire la tendenza dopo la sconfitta 1-3 con l’Ungheria. Ci pensò Eusebio a mettere fine al supplizio: la doppietta della Pantera Nera griffò un altro 3-1 che costò l’eliminazione ai gironi dei verdeoro per la prima volta dal 1930.
La formazione dell’ultima gara contro il Portogallo di Eusebio: il ct Feola cambiò il portiere e tutta la difesa, oltre a Gerson, Garrincha e Tostao.
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ITALIA 1990
Per una sola volta nella storia dei Mondiali il Brasile è uscito agli ottavi e fu nel ’90 in Italia, eliminato 1-0 dall’Argentina con un gol di Caniggia in un match che viene ricordato ancora per il malessere di Branco, stramazzato a terra in campo dopo aver bevuto del Gatorade “corretto” che gli era stato gentilmente offerto dalla panchina argentina (lo stesso Maradona l’ha ammesso una decina d'anni dopo in uno show televisivo). Era un Brasile solido, ma povero di talento davanti, anche perché il ct Lazaroni non si fidò di Romario e Bebeto puntando sul granata Müller e sul partenopeo Careca, che andarono in gol nel girone ma fallirono nel march decisivo…
La formazione della partita contro l’Argentina: Romario e Bebeto rimasero in panchina per tutti i 90 minuti
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BRASILE 2014
Arriviamo ai giorni nostri e al Brasile 2.0 di Scolari, che ha impostato la sua squadra in base a una filosofia simile al 2002, cioè quella di una squadra che sia in primis solida difensivamente. Il problema è che 12 anni fa davanti c’erano Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho, oggi Fred, Hulk e Neymar, che con tutto il rispetto non è la stessa cosa. La mancanza di un vero geometra in mezzo, poi, non permette al Brasile di fare un possesso efficace e così i verdeoro sembrano costantemente aggrappati alle invenzioni di Neymar. Finora è andata bene, ma basterà per arrivare in fondo come tutto il Paese si aspetta? Ce lo dirà James Rodriguez…
La formazione che si è salvata ai rigori contro il Cile: il tridente non punge…
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