Ad ogni prematura eliminazione degli Azzurri a una competizione internazionale, Europei o Mondiali che siano, scatta sistematicamente la corsa alla "magra consolazione" dell'arbitro: "Sarà un italiano a dirigere la finale della Coppa del Mondo". L'ultima volta ad aver sentito questa frase era proprio al termine di Brasile 2014 con Nicola Rizzoli a dirigere l'atto conclusivo tra Germania e Argentina. Ma, questa volta che, addirittura, la Nazionale non sarà nemmeno presente alla competizione iridata, il fatto che il tricolore sia rappresentato dal fischietto Gianluca Rocchi di Firenze (e dagli assistenti Elenito Di Liberatore e Mauro Tonolini) passa decisamente inosservato. Ci si può, tuttavia, "aggrappare" ad altro: ovvero al fatto che non sarà solamente la categoria arbitrale a rappresentare il nostro Paese. Lo farà anche un giocatore, l'unico italiano a Russia 2018: l'estremo difensore della SPAL Alfred Gomis, che ha risposto alla convocazione del Senegal del ct Aliou Cissé.

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11/06/2018 A 15:04

Un cuneese tra i Leoni della Teranga

La storia dei Gomis è ormai nota: quattro fratelli - Lys (classe '89), Alfred ('93), Maurice ('97) a cui si è aggiunto poi il piccolo David di 7 anni - i primi tre tutti portieri professionisti, cresciuti nel settore giovanile del Torino. Tutti e quattro sono nati e cresciuti a Cuneo (per la verità Alfred è nato a Ziguinchor, in Senegal, dove la faglia era temporaneamente rientrata), figli di Charles, punto di riferimento della comunità senegalese e africana della città piemontese, per via dell'Associazione "Manko", da lui stesso fondata a favore dei processi di integrazione nel territorio italiano. Il primo a esordire in Serie A è Lys, che subentra a Padelli in un Torino-Genoa (1-1) del 30 novembre 2013, per poi non giocarci più, cominciando una discesa costante dalla Serie B alla C fino alla Paganese nella stagione appena passata agli archivi. Un episodio, quello di 5 anni fa, che tuttavia passa alla storia perché Lys diventa il primo portiere di colore a giocare nel massimo campionato. E il secondo chi è? Proprio il fratello Alfred con i colori della SPAL di cui è titolare nell'anno della salvezza da poco terminato. Per lui, sembra profilarsi un futuro in pianta stabile nella Serie A, così come per il giovane Maurice, intento a fare gavetta dalla Primavera Granata al Delta Porto Tolle, al Mestre, al Cuneo e, ora, alla Nocerina.

Alfred Gomis, Spal, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Il viaggio a Dakar e il recupero delle origini

Che siano tutti e quattro italianissimi, non è da mettere in discussione ma origini e discendenze sono quelle che hanno spinto Alfred - che ha giocato nella nazionale azzurra under 20 - a una vera e propria esperienza di vita, come raccontato sulle colonne de Il Corriere della Sera:

Sono arrivato a Cuneo a tre anni e ho girato l'Italia per giocare a pallone, da Torino a Crotone, da Cesena a Salerno. E ora Ferrara. Mi sento pienamente italiano ma la scorsa estate sono tornato in Senegal per visitarlo a dovere, dopo 15 anni che mancavo. Stare con mia nonna è stato bellissimi, anche se non capivo una parola del dialetto con cui si esprime. Sono stato all'isola di Gorée, da dove partivano gli schiavi diretti in America ho visto stanze in cui venivano ammassate dalle 200 alle 300 persone, è stato un colpo al cuore dietro l'altro".

Alfred, in Senegal, è andato anche a visitare la tomba di papà Charles, morto recentemente. Sempre per il Corriere della Sera, il ricordo commosso:

Al cimitero parlavo con lui e ripercorrevo gli immensi sacrifici che ha fatto per me e per i miei fratelli. Ho scelto di rappresentare il Senegal anche e soprattutto per lui.

Il portiere della SPAL Alfred Gomis durante una sessione di allenamento con la nazionale del Senegal prima del Mondiale di Russia 2018 (Getty Images)

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"L'Italia? Non è razzista ma c'è qualche problema di ignoranza"

Gomis, che in Russia indosserà la maglia numero 23 (proprio come quello del suo idolo Michael Jordan), dovrà ritagliarsi un posto al cospetto dei colleghi di ruolo Abdoulaye Diallo del Rennes e Khadim N'Diaye, che gioca nell'Horoya, in Guinea. Con la maglia dei Leoni della Teranga (che proprio ieri, in Austria, hanno battuto 2-0 la Corea del Sud nell'ultima amichevole pre-mondiale, disputata a porte chiuse), Alfred ha già esordito, nell'ultima gara di qualificazione, disputata a Dakar contro il Sudafrica, vinta 2-1. Nell'avventura iridata, il suo Senegal (dei Koulibaly, dei Keita Balde, dei Mané e dei Niang) é inserito nel girone H contro Colombia, Giappone e Polonia. La chiosa, dell'intervista al Corriere, è però tutta "italiana":

Pur essendo e sentendomi italiano, c'è sempre qualche piccolo turbamento: quando entri in un locale, noto che la gente cambia il loro sguardo nei miei confronti, ma tutto torna alla normalità non appena mi sentono parlare perfettamente la lingua. Non è, tuttavia, una questione di razzismo: è un problema dovuto alla situazione politica attuale induce a non prendere in considerazione altre culture e a incrementare pregiudizi.

Il portiere Alfred Gomis con la maglia della nazionale "B Italia" Under 20 (Getty Images)

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