Come Dalic ha rivoluzionato la Croazia, la Nazionale che ha rischiato di non andare al Mondiale

A volte ci vuole coraggio e la Federazione croata ne ha avuto da vendere. Alla vigilia della sfida contro l'Ucraina, parliamo dellì'ottobre scorso, la Croazia cambia ct passando da Cacic allo 'sconosciuto' Dalic. Una mossa audace, ma che risulta essere efficace: anche in caso di pareggio la Croazia non sarebbe andata al Mondiale... Qualche mese dopo, la Croazia rischia di vincerlo.

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Ora tutti ad esaltare la Croazia. Il “gioco”, il “centrocampo”, “Modric”, “Rakitic” ecc ecc. Tutto giusto, e dire che la Croazia non si stava nemmeno qualificando ai recenti Mondiali di Russia… Inserita nel gruppo I di qualificazione europea insieme ad Islanda, Ucraina, Kosovo, Turchia e Finalndia, la Nazionale dei vari Mandzukic, Modric, Kalinic, Brozovic, Perisic ed altri, stava colando a picco nelle ultime gare. È dovuta intervenire la Federazione con un clamoroso esonero alla viglia della delicatissima sfida contro l’Ucraina. L’esito? Sotto gli occhi di tutti: una Nazionale vicina ad un flop clamoroso che, invece, si è ritrovata - con merito - a giocarsi una finale di un Mondiale. Bravi Dalic e Olic per il lavoro prodotto in questi mesi…

Cacic esonerato per fare spazio a Zlatko Dalic, la fortuna della Croazia

Facciamo qualche passo indietro e torniamo al 7 Ottobre 2017. Con il pareggio interno contro la Finlandia (dico Finlandia), la Croazia sprofondava al 3° posto nel girone di qualificazione, alle spalle di Islanda ed Ucraina. La fine sembrava vicina, considerando che l’ultima partita era proprio in casa dell’Ucraina di Shevchenko e Tassotti, con i Vatreni senza Rebic e con un Mandzukic in campo solo grazie alle infiltrazioni. Qui la mossa della Federazione che decide, con gran coraggio, di esonerare Cacic per promuovere un certo Zlatko Dalic. Coraggio, perché manca solo una partita (cosa può mai fare un allenatore in pochi giorni?) e perché Dalic era sconosciuto a molti. Oltre al suo lavoro come vice nell’Under 21 sotto la guida Slaven Bilic e Drazen Ladic, dal 2006 al 2011, era volato in Arabia Saudita e negli Emirati per allenare le varie Al-Faisaly, Al-Hilal e Al-Ain. Niente di che, ma è l’uomo giusto al posto giusto.

La cronistoria della Croazia da Ottobre ad oggi

2-0 sull'Ucraina a casa di Shevchenko e lo spareggio con la Grecia

Contro tutti i pronostici, la Croazia vince a Kiev per 2-0 grazie ad una doppietta di Kramaric. Sì proprio Kramaric, un altro elemento di tutto rispetto che vuole vincere qualcosa, avendo sfiorato la gloria al Leicester. Lui che faceva parte della squadra di Ranieri fino al gennaio 2016, ma che fu ceduto all’Hoffenheim non potendo così festeggiare l’incredibile titolo di Premier League. La vittoria di Kiev è tutta sua, ma anche di tutta la Croazia che messa alle strette ha finalmente tirato fuori gli attributi, non volendo chiudere con un altro flop l’avventura di una generazione dal potenziale fenomeale. Sì, perché la Croazia la sia aspettava già agli Europei 2012, ai Mondiali 2014 e agli Europei 2016, senza vedere però cose clamorose. Qui una nuova chance, con Dalic che viene confermato a pieni voti con un contratto fino al 2022. Dopo il rinnovo di Dalic, arriva anche la chiamata di Ivica Olic, come consulente - ovviamente - della fase offensiva. L’ex attaccante del Bayern Monaco e, appunto, della Nazionale croata ha grande voglia di fare, volendo far partire qualcosa di importante dopo non essere riuscito a lasciare il segno da calciatore.

L'inizio del Mondiale: 2-0 alla Nigeria e che tris all'Argentina!

Inizia il Mondiale, e anche se le favorite sono altre, c’è spazio per prevedere che la Croazia faccia bene in questa rassegna. Diversi giocatori potrebbero essere alla loro ultima esperienza e devono dare tutto il possibile per lasciare un segno del loro passaggio in Nazionale. Mandzukic non si fa attendere e completa una prestazione super contro la Nigeria, al debutto, provocando un autogol e un calcio di rigore poi trasformato da Modric. Ok la Nigeria, ma alla partita successiva la Croazia fa jackpot battendo l’Argentina per 3-0. È un successo così netto, contro un avversario comunque di livello, che alimenta qualche sospetto: questa squadra può davvero pensare di poter vincere il Mondiale?

La clamorosa esclusione di Kalinic e l'esempio di Mandzukic

In mezzo a queste due partite, poi, una clamorosa esclusione, quella di Nikola Kalinic. Contro la Nigeria, nel finale, Mandzukic viene sostituito da Pjaca, ma il prescelto sarebbe dovuto essere l’attaccante del Milan. Kalinic, però, si rifiuta di fare solo quei 5 minuti, e l’indomani, dopo una riunione con l’intero staff tecnico, Dalic decide di spedire Kalinic a casa. Detta oggi, sembra la cosa più normale del mondo, ma bisogna sempre ponderare ogni scelta e capire quelle che possono essere le conseguenze. Via Kalinic, come ne risentirà il gruppo? Beh, a giudicare dai risultati… L’esatto opposto di uno come Mandzukic, che getta sempre il cuore oltre l’ostacolo. Dalic è stato bravo anche in questo: non solo un padre severo, ma è stato anche capace di esaltare le caratteristiche di tutto il suo gruppo, ricordando sempre l’esempio di Super Mario.

La rinascita di Rebic, il salto di qualità di Perisic, le tattiche di Olic

Non solo consigli, Dalic è stato anche bravo a creare una squadra con diverse soluzioni tattiche. La Croazia già aveva un certo tipo di qualità, ma in questo Mondiale ha dimostrato di saper fare quasi tutto. In attacco, come dicevamo, molto del merito va attribuito alle ‘tattiche’ di Ivica Olic. Lo staff tecnico è stato bravo anche a rilanciare Ante Rebic, sì proprio il giocatore che non si fece ammirare né con la Fiorentina né con l’Hellas Verona. E che dire di Perisic che dall’essere solo un motorino sulla sinistra, ha ampliato il suo raggio d’azione, avendo una visiione più totale del suo gioco. Brozovic davanti alla difesa, e Modric e Rakitic che a turno si preoccupano di fare il trequartista. Un’alchimia strana, ma efficace. Tutti i giocatori sanno quello che devono fare e quando farlo. Dalic ha avuto pochi mesi a disposizione, ma è riuscito ad entrare nella testa dei giocatori, condividendo un sogno insieme a loro.

Una squadra che sa soffrire e ha tanta pazienza

La Croazia è una squadra incredibile. La Nazionale di Dalic è stata pochissime volte in svantaggio, ma dagli ottavi in poi ha sempre lasciato segnare per primi gli avversari. Un punto debole che si è trasformato in un punto di forza. La Croazia va sotto? C'è sempre tempo per pareggiare e poi vincere... Guardando le altre partite, sono state pochissime le rimonte e generalmente chi segna per primo ha poi la forza di portare a casa il risultato. Non è lo stesso per la Croazia che ha saputo sempre rimontare, con pazienza, avendo nella testa le armi necessarie per soccombere anche ai momenti negativi della gara. Che dire, poi, nel supplementare contro la Russia: Croazia in vantaggio con Vida, ma Mario Fernandes pareggia allo scadere. Qualunque Nazionale avrebbe perso la testa, la Croazia no e ha ottenuto comunque il pass per la semifinale ai tiri di rigore.

La semifinale contro l'Inghilterra e il miglior risultato della storia

In semifinale, il capolavoro. Il 2-1 contro l’Inghilterra vale un posto in finale, e già questo è il miglior risultato della propria storia dopo il 3° posto nel ’98 con gente come Suker, Boban, Simic, Bilic, Jarni ecc. Ancora una volta è la Croazia ad andare sotto, ma nella ripresa arriva la rimonta che si completa ai supplementari con il gol di Mandzukic. E ora? Dove può arrivare questa Croazia?
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