Mesut Özil dice addio alla nazionale tedesca e lo fa a 29 anni. Ma a destare scalpore non è l’età e non l’addio in sé. Sono le motivazioni addotte dal trequartista dell’Arsenal. Che, a quasi un mese di distanza dall’eliminazione a Russia 2018, ha deciso di affidare a un lungo comunicato stampa le proprie motivazioni. Un attacco durissimo alla Federcalcio tedesca e in particolar modo al suo attuale presidente Reinhard Grindel.

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Özil ha spiegato di non avere rimpianti per la sua controversa foto insieme al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha suscitato domande sulla sua fedeltà alla nazionale tedesca in vista del Mondiale. Rompendo il silenzio sull'istantanea che ha causato polemiche durante il torneo, il centrocampista dell'Arsenal ha dichiarato su Twitter di essere fedele alle sue origini turche e tedesche e ha ribadito di non voler rilasciare dichiarazioni politiche. "Come molte persone, le mie origini risalgono a più di un paese: mentre sono cresciuto in Germania, il mio background familiare ha le sue radici ben radicate in Turchia", ha detto. "Ho due cuori, uno tedesco e uno turco".

Ozil ha spiegato di aver incontrato Erdogan per la prima volta nel 2010, dopo che il presidente turco e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno assistito insieme ad una partita tra Germania e Turchia. "Da allora, le nostre strade si sono incrociate un sacco di volte in tutto il mondo", ha proseguito Ozil. "Sono consapevole che l'immagine ha causato molte discussioni sui media tedeschi, e mentre alcune persone potrebbero accusarmi di mentire o di essere ingannevole, la foto non conteneva messaggi politici. Il mio lavoro è quello del calciatore, non del politico, e il nostro incontro non è stato un'approvazione di alcuna politica", ha aggiunto Ozil. "Capisco che questo può essere difficile da capire, poiché in molte culture il leader politico non può essere pensato come separato dalla persona, ma in questo caso è diverso. Qualunque fosse stato il risultato delle elezioni, avrei comunque scattato la foto".

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