Le gaffe di Gianni Infantino non sono certo una novità ma quella fatta a Los Angeles, a margine di un evento del Milken Institute, riguardo alle precarie condizioni di sicurezza e salute garantite agli operai addetti in Qatar alla realizzazione degli stadi del prossimo Mondiale, rischia di essere una delle uscite a vuoto più clamorose.
Il numero uno del calcio mondiale alla domanda dei cronisti di Associated Press riguardo a se e come la FIFA avrebbe utilizzato i suoi profitti per assumere qualsiasi tipo di impegno per aiutare le famiglie dei lavoratori morti per realizzare gli impianti nei quali si giocheranno le partite di Qatar 202, ha replicato argomentazioni discutibili e destinate a provocare enormi polemiche:
Non dimentichiamo una cosa, stiamo parlando di lavoro, anche un duro lavoro. L’America è un paese fondato sull’immigrazione e anche i miei genitori sono emigrati dall’Italia alla Svizzera. Quando dai lavoro a qualcuno, anche in condizioni difficili, gli dai dignità e orgoglio. Non è carità, tu non fai beneficenza. Non dai qualcosa a qualcuno e dici: ‘Resta dove sei. Ti do qualcosa e mi sento bene’. Aver costruito gli stadi dove si disputeranno i Mondiali è anche una questione di orgoglio e di aver potuto cambiare le condizioni di questi 1,5 milioni di persone, questo è qualcosa che rende orgogliosi anche noi".
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Infantino ha anche ridimensionato i numeri e le accuse mosse dal quotidiano britannico ‘The Guardian’, secondo cui 6.500 lavoratori sono morti costruendo infrastrutture per ospitare la prima Coppa del Mondo del Medio Oriente. Secondo il numero uno della FIFA solo tre persone sono morte nei cantieri degli stadi.
6.000 potrebbero essere morti nella costruzione di altre opere. La FIFA non è la polizia del mondo o responsabile di tutto ciò che accade nel mondo. Ma grazie alla FIFA, grazie al calcio siamo stati in grado di affrontare lo stato di tutti gli 1,5 milioni di lavoratori che lavorano in Qatar”.
Infantino ha tenuto a precisare come il Mondiale in Qatar ha contribuito a portare un cambiamento sociale positivo in Qatar: “Queste polemiche hanno sicuramente oscurato la preparazione”.

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