Pierangelo Manzaroli, lo Special One di San Marino
Eurosport su Google13 anni, 6 mesi e 21 giorni. Da tanto durava il digiuno di risultati positivi della Nazionale di San Marino di calcio.
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Era il 25 aprile 2001 quando a Riga, capitale lettone, i titani strapparono un 1-1 storico in casa della Lettonia in una sfida valida per le qualificazioni ai mondiali di Corea e Giappone. I cellulari non facevano ancora le foto, a malapena avevano il display a colori, Mark Zuckenberg era un semplice 17enne studente del liceo che solo tre anni dopo avrebbe partorito l’idea di creare il social network Facebook e un giovane Francesco Totti, di lì a un mese e mezzo, avrebbe vinto il suo primo (e finora unico) scudetto con la Roma allenata da Fabio Capello.
Ben 4952 giorni trascorsi a ingoiare bocconi amari (unica gioia la vittoria per 1-0 in amichevole contro il Liechtenstein del 28/4/2004, ndr)contro le nazionali più disparate e a inanellare goleade sul groppone. Casa o trasferta, che fosse, l’unico denominatore comune: la sconfitta, una scomoda compagna di viaggio a cui non ci si abitua mai anche se sei perfettamente consapevole di rappresentare la Repubblica più piccola d’Europa e che, ogni volta che scendi in campo, è un po’ come se andasse in scena una battaglia fra un esercito di ciclopi e un battaglione di lillipuziani.
Sabato 15 novembre 2014 contro l’Estonia allo Stadium di Serravalle ecco però che finalmente le cose cambiano. I ragazzi della Repubblica del Titano sono corti, ben organizzati e rispondono colpo su colpo agli attacchi dell’avversario che sbatte contro un muro e rischia addirittura di subire un gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo velenoso battuto dalla destra. L’Estonia nella ripresa alza il baricentro e la pressione, Aldo Simoncini, numero uno della Serenissima è attento sia in uscita bassa sia sulle palle alte, a meno di dieci minuti dal 90’ con un colpo di reni prodigioso smanaccia via anche una palla diretta proprio sotto l’incrocio dei pali. Gli avversari capiscono che non è serata e che questa volta a finire dalla parte sbagliata della lavagna tocca proprio a loro. Dopo tre interminabili minuti di recupero l’arbitro Brych fischia la fine della partita e in campo esplode la festa: i giocatori sammarinesi si abbracciano e finalmente assaporano il dolce gusto dell’impresa. Sulle tribune gli applausi di famigliari, appassionati e giovanissimi scrosciano mentre i collaboratori e i dirigenti portano in trionfo Pierangelo Manzaroli, il 45enne commissario tecnico sammarinese che con una gara perfetta ha imbrigliato gli estoni e posto le basi per il primo pareggio in un match di qualificazioni Europee e interrompe la serie di 61 sconfitte di fila.
IL MISTER DELLE PRIME VOLTE – Nato a Rimini il 25 marzo 1969 ma sammarinese purosangue Manzaroli prima da centrocampista poi da allenatore ha partecipato in prima persona agli exploit della Nazionale del Titano. E’ in campo il 28 ottobre 1992 quando a Serravalle, la Nazionale pareggia 0-0 contro la Turchia ottenendo il primo risultato positivo della sua storia. C’è anche 9 anni dopo quando (alla 35esima gara in Nazionale) a Riga la Serenissima inchioda sull’1-1 la Lettonia strappando il primo pareggio esterno in gara ufficiale. Dal campo alla panchina anche qui scrive pagine memorabili. Nell’estate del 2007 diventa il primo allenatore a conquistare un pareggio alla guida di una formazione del campionato sammarinese in un match di qualificazioni alla Coppa Uefa (Libertas-Drogheda United 1-1). Il resto è storia recente il 6 settembre 2013 sulla panchina della Nazionale U-21 ottiene la prima storica vittoria in gara ufficiale contro il Galles sconfitto 1-0 grazie a una rete del 18enne Juri Biordi mentre sabato alla quinta partita da ct della nazionale maggiore ha guidato la squadra alla conquista del primo punto in una competizione continentale: “Mi fanno piacere queste coincidenze ma ciò che più mi rende orgoglioso e felice, è il fatto che sabato i ragazzi abbiano raccolto un grande risultato meritato scrivendo un’altra pagina memorabile e vedendo premiato il loro spirito d’abnegazione, la loro grinta e la loro totale dedizione per la causa. Non va dimenticato mai che per la nostra Repubblica il calcio è lo sport più complicato nel quale provare a competere. Mi trovo a poter scegliere su un gruppo di 30-35 giocatori che a parte un paio di eccezioni (gli unici tesserati con un club di Lega Pro sono Palazzi e Stefanelli che militano nel San Marino mentre la leggenda resta Andy Selva, 38enne ex attaccante di Sassuolo e Verona ora bomber de La Fiorita che detiene il record di marcature, 8 reti in 68 gettoni, ndr) militano in un campionato che equivale per livello a quello di una Promozione italiana. Ci alleniamo 3-4 volte la settimana, in ritiro spesso non riusciamo nemmeno a esserci tutti per inconvenienti di carattere familiare o impegni di lavoro: eppure proviamo sempre a dare il massimo e a fare del nostro meglio per migliorare e mettere in difficoltà i nostri avversari. Ho avuto la fortuna di vincere il campionato sammarinese sia da giocatore che da allenatore e centrare un bel risultato con un club sammarinese in una competizione Uefa, ma nulla può eguagliare la gioia che si prova con la Nazionale. Ti senti parte di qualcosa di più grande, un tutt’uno con la tua terra e il tuo popolo e assapori momenti che ti restano indelebilmente nella mente e nel cuore. Per questo le lacrime di commozione di sabato sera del presidente Crescentini e giocatori penso non le dimenticherò mai”.
PRIMA O POI VINCEREMO – Impiegato in una ditta sammarinese fino all’anno scorso, marito e padre di una bambina di 11 anni di nome Margherita: Manzaroli da febbraio ha assunto la carica di ct della Nazionale sammarinese, rimpiazzando il longevo Giampaolo Mazza, ma iniziando ad occuparsi anche del settore giovanile e di tutti gli aspetti di crescita insieme al suo staff: “Fra gli impegni in famiglia e il campo la giornata è bella piena. La federazione da anni sta lavorando per incentivare la pratica del calcio attraverso la nascita di strutture e campi dove allenarsi e giocare. I numeri stanno crescendo e io cerco di supervisionare e anche dirigere delle sedute per dare la mia impronta e infondere il mio entusiasmo. La cosa straordinaria che differenzia San Marino dagli altri piccoli stati come Gibilterra e Far Oer è che la nostra Federazione è rigida con le naturalizzazioni. Preferiamo privilegiare chi è veramente sammarinese e questo fa sì che qualunque ragazzino che inizia a giocare a calcio può realmente pensare di arrivare un giorno a vestire la maglia della Nazionale”.
Commissario tecnico per vocazione e per scelta, Manzaroli impressiona chi lo ha visto giocare, sia per la meticolosità nel lavoro sia per l’attenzione dei dettagli: le sue squadre sono sempre corte e raramente si limitano ad attuare il catenaccio provando a distendersi e anche a far male in ripartenza: “In Nazionale non possiamo permetterci di lasciare l’uno contro uno e per questo giochiamo con un 5-4-1 con Selva chiamato a un grande lavoro di sacrificio. Andy a 38 anni è ancora un esempio è un po’ quello che Totti è per la Roma. Se potessi però giocherei un calcio offensivo: ammiro Guardiola e Bielsa per l’idea di calcio e la capacità di variare e cercare sempre di arrivare alla vittoria attraverso il gioco. Per la personalità mi affascina Mourinho, i giocatori per lui sono sempre pronti a gettarsi nel fuoco. Ciò sta alla base dei suoi successi”. Nel futuro di Manzaroli c’è la sfida di cimentarsi anche in un club: “La Nazionale avrà sempre la precedenza per me, perché a me guidare il San Marino dà lo stesso brivido che dà a Conte allenare l’Italia o a Low la Germania. Non nego però che mi piacerebbe cimentarmi in un’avventura tra i professionisti. Ho il patentino Uefa A e in passato ho declinato la possibilità di allenare i club di Lega Pro romagnoli ma se dovesse capitare l’occasione buona chissà, perché no…”. Prima però c’è da rompere l’ultimo tabù la vittoria in gara ufficiale: “Lavoriamo duro per essere pronti a realizzare anche quest’ultimo step… Prima o poi ce la faremo!”. Visto il passato, meglio prendere sul serio l’uomo dei record di San Marino…
di Stefano DOLCI (twitter )
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