Come sempre la premessa è più che doverosa: stilare una classifica a un mese dalla conclusione del mercato - e soprattutto dopo l’immobilismo generale che ha più o meno colpito tante società di Premier in questa strana estate – è piuttosto complicato. Ma in fondo siamo qui per questo. E allora spazio all’analisi e al borsino delle rose che si presentano al via del campionato più seguito al mondo.

20 – Watford

Per la serie voglia di essere prolissi, il capitolo Watford meriterebbe un approfondimento a sé stante tra trasferimenti e il colpaccio promozione dei Pozzo. Non essendo questa l’occasione giusta ci concentriamo quindi sui dati. I Pozzo hanno stabilito un nuovo record e con il quinto manager in meno di un anno – dieci mesi per la precisione – ad avvicendarsi sulla panchina degli Hornets si entra in un territorio piuttosto scivoloso. A sparire questa volta è stato l’uomo della promozione Slavisa Jokanovic. Al suo posto Quique Sanchez Flores. Non solo un cambio di guida ma anche di filosofia. Nel mezzo un mercato poco convincente: il solito via-vai di nomi sul triangolo Udine-Granada-Londra e tante conoscenze italiane come Britos e Behrami. La sensazione è che non sarà per nulla semplice ripetere quando fatto in Championship lo scorso anno.
Premier League
Ecco come Wenger ha zittito Mourinho
03/08/2015 A 09:09

19 – Bournemouth

Lo chiamano “The insivible man”. Non rilascia interviste. Non si è mai visto al Dean Court. E non si sa molto altro se non che faccia affari nel campo del petrolchimico. Non si conosce molto di più del 44enne Maxim Demin, il proprietario russo di una delle più affascinanti storie degli ultimi anni in Inghilterra. In 90anni di storia il Bournemouth aveva messo piede due volte in Championship… figuratevi cosa può essere significato il doppio salto nel giro di un nulla. Ma qui i meriti passano al campo e alla panchina. Eddie Howe è considerato uno dei più promettenti tecnici inglesi e ha portato le Cherries alla storica promozione in Premier al primo colpo. Il Bournemouth si presenta così: con la forza di chi non ha davvero nulla da perdere e che proprio su quello vorrà puntare. Un discorso molto simile a quello di Sean Dyche lo scorso anno a Burnley. Sappiamo tutti com’è andata a finire.

18 – Norwich City

Che gioia per chi scrive questo articolo rivedere i Canaries. Con una promozione arrivata quasi a sorpresa dopo un solo anno di purgatorio e a discapito del più accreditato Middlesbrough, riecco il magico Carrow Road in Premier League. Alla squadra di Alex Neil si sono aggiunti Mulumbu e Dorrans dal WBA e il giovane Robbie Brady dell’Hull City. In avanti è rientrato dal prestito al St.Etienne anche quel Ricky van Wolfswinkel che allo Sporting Lisbona sembrava in rampa di lancio verso ben altra carriera solo un paio di anni fa. La sensazione però è che nonostante questo il giovane Neil - solo 34 anni - dovrà affidarsi ancora al blocco che gli ha regalato la magica rimonta valsa poi la promozione: Redmond, Jerome e l’ex Celtic Gary Hooper su tutti. Canaries che partono alla pari con Bornemouth e Leicester. Qui sarà davvero questione di pochi punti.

17 – Leicester City

Che bella patata bollente si è andato a pescare Claudio Ranieri. Il romano eredita una squadra reduce da una delle più incredibili cavalcate salvezza della storia della Premier League: 22 punti nelle ultime 10 partite; Foxes per rendimento davanti persino al Chelsea poi campione. Non sarà facile sostituire il tecnico dei record Nigel Paerson ma soprattutto la sensazione è che non sarà facile aver a che fare con il suo fantasma. L’addio di uno come Cambiasso poi in mezzo al campo è una perdita grave per il Leicester, anche se in difesa le Volpi hanno trovato con l’arrivo di Huth un uomo d’esperienza che nella stagione scorsa forse mancava. La strada per la salvezza sarà lunga e tortuosa, ma Ranieri conosce la dinamiche della Premier e se verrà fatto lavorare può farcela.

Leicester City, Ranieri

Credit Foto Eurosport

16 – Sunderland

Dopo la salvezza sofferta dello scorso anno Dick Advocaat si è guadagnato la meritata riconferma, ma Sunderland resta una piazza ad alto rischio. Dall’Ucraina – sotto consiglio evidentemente olandese – è arrivato Jeremain Lens per dare un po’ di brio all’attacco che perso definitivamente la speranza Connor Wickham si affiderà ancora all’estro e ai guai di Adam Johnson. Dietro è stata messa a posto una difesa che con due uomini come Coates e Kaboul trova certamente una buona dose d’esperienza e gente che conosce la Premier. Questo potrebbe essere fondamentale alla lunga della difficile lotta alla salvezza.

15 – Newcastle United

Dopo due promozioni fallite con il Derby County il premio per Steve McClaren è la scottante panchina del Newcastle. Nella scorsa stagione i Magpies se la sono vista bruttissima e ai nastri di partenza di quest’anno i bianconeri non è che si presentino molto meglio. Dalle incognite sul ‘Wolly with a brolly’ – storico e cattivissimo nomignolo affibbiato a McClaren nella notte che costò all’Inghilterra l’Europeo del 2008 – alla curiosità di vedere all’opera Mitrovic. Il resto della squadra però presenta le stesse lacune della passata stagione: un centrocampo di fantasisti – o presunti tali – tenuto in piedi dal solo Sissoko. Pochino, per ora.

Steve McClaren

Credit Foto Eurosport

14 – Crystal Palace

Cabaye dal PSG e Connor Wickham dal Sunderland. Bastano questi due colpi per descrivere la buona estate delle Aquile. Alla squadra di Pardew si aggiungono due acquisti di assoluto livello e che vanno a dare maggiore qualità laddove il Crystal Palace probabilmente ne aveva più bisogno. Spese mirate quelle del Palace e che per ora lasciano a Pardew una buonissima base di partenza per portare in porto una salvezza tranquilla.

13 – Stoke City

Stoke on Trent non brilla certo per bellezza paesaggistica o particolari attrazioni turistiche. Per questo motivo da un paio di stagioni a questa parte i Potters hanno rinunciato alle tranquille salvezze a marca Pulis per buttarsi su un progetto di calcio più divertente a nome Mark Hughes. Picco di questa filosofia si registra probabilmente in questa campagna acquisti dove dal Barcellona arrivano Afellay e Moha che si vanno così ad aggiungere a Bojan e l’altro nuovo acquisto iberico Joseu - prodotto delle giovanile del Celta che ha fatto fortuna in Germania. Tutto bene quindi? Non così in fretta. Lo Stoke ha perso un punto di riferimento fondamentale come N’Zonzi – passato non a caso a gente attenta alla qualità come i dirigenti del Siviglia – e il baluardo Asmir Begovic. Pronto a sostituire il portierone c’è l’under 21 Jack Butland mentre dal Chelsea arriva in prestito van Ginkel. Con Adam e Crouch con un anno in più la sensazione è però che non sarà così semplice trovare una nuova quadratura alle cose.

12 – Aston Villa

Dopo l’ennesima stagione deludente l’Aston Villa riparte nuovamente da zero e lo fa facendo shopping in Francia. A Birmingham è arrivata mezza Ligue1 ma non si può dire che certi nomi non siano promettenti. Jordan Amavi, Idrissa Gueye, Jordan Ayew sono i preziosi investimenti arrivati grazie alla cessione di Benteke. Già, l’uomo che aveva permesso a Tim Sherwood di ritrovare gol e punti salvezza nel finale della scorsa stagione ha preso la strada di Liverpool. Davanti è arrivato quel Rudy Gestade che tanto ben prometteva a inizio carriera ma che si è decisamente perso nel tempo. Non sarà facile per Sherwood ritrovare la giusta amalgama ma la sensazione che si sia dato un taglio netto al passato ha in questo caso un’accezione positiva. E’ questa una delle nostre scommesse.

Tony Pulis

Credit Foto Eurosport

11 – West Bromwich Albion

Qui non servono particolari precisazioni o riflessioni sul mercato. Vi basti sapere che in panchina c’è Tony Pulis, l’uomo che José Mourinho ha definito “pura matematica”. “Come società hai un obiettivo? – ha detto Mourinho – Prendi Pulis e lo raggiungi”. Il never relegated man prosegue il suo percorso sulla panchina dei Baggies e dopo l’ennesima impresa della scorsa stagione si appresta a ottenere un’altra salvezza tranquilla: in difesa è arrivato un giocatore interessante come James Chester ma è in attacco che si registra il botto con il nome Rickie Lambert. Se resta Berahino – e dovrebbe – il West Brom viaggia tranquillo a centro classifica.

10 – Everton

Al 7 di agosto in quel di Goodison Park la lista degli ingressi recita Tom Cleverley e Gerard Deulofeu. Diciamo che dopo un primo anno strepitoso e un secondo piuttosto deludente, Roberto Martinez si trova al vero banco di prova. Il tecnico del miracolo Wigan deve evitare i problemi di compattezza registrati lo scorso anno e da questo punto di vista l’Everton si è giocato la scommessa Cleverley: promessa del ManU mai realmente esplosa ma reduce da un anno discreto all’Aston Villa. Tanto passerà anche dalla vena di Lukaku chiamato anche lui, dopo il grandissimo primo anno, a riscattare una stagione deludente. Il materiale c’è e da qui alla fine arriverà certamente dell’altro. Anche perché affrontare una stagione con 2 soli centrali di ruolo – Stones e Jagielka – pare complicato.

Everton manager Roberto Martinez (L) and club captain Phil Jagielka (R) attend a press conference in Singapore

Credit Foto Imago

9 – West Ham United

A proposito di scommesse, ecco il West Ham di Bilic. E’ forse la squadra che più incuriosisce in questa nuova stagione di Premier. Come per l’Aston Villa è stato dato un taglio netto al passato, ma a differenza dei Villans non è successo in campo bensì sulla panchina. Tra big Sam Allardyce, società e tifosi è finita come doveva finire: ovvero con ognuno che prende la propria strada dopo due campionati condotti senza altri ne bassi. Bilic eredita comunque una squadra non spettacolare ma certamente solida e a cui si sono aggiunti Ogbonna, Obiang e Dimitri Payet su tutti. Se Sakho confermerà quanto fatto lo scorso anno e Carroll avrà intenzione di giocare almeno una ventina di partite senza farsi male, il nuovo West Ham potrebbe proporsi come un outsider molto interessante.

8 – Southampton

Altro giro, altra corsa al supermercato. Lo ammettiamo, lo scorso anno da queste pagine prendemmo un’incredibile cantonata piazzando i Saints molto in basso; ma chi si aspettava un’annata del genere dopo quella rivoluzione? Anche quest’anno il Southampton vede andar via due dei migliori della scorsa stagione – Clyne e Schneiderlin – per far spazio ai soliti arrivi dall’Olanda: Cuco Martina e Jordy Clasie. Riuscirà Koeman a ripetere l’impresa della passata stagione? Noi scommettiamo ancora contro. Pellé non è più una sopresa, Tadic e Mane due giocatori splendidi ma che la Premier nella seconda parte di stagione ha imparato a leggere. Saints più prevedibili e meno forti; quindi più in basso.

West Ham manager Slaven Bilic is sent to the stands

Credit Foto Reuters

7 – Swansea City

Fondamentalmente la squadra della passata stagione con in più André Ayew da Marsiglia e Eder dal Braga a fornire alternative sul piano offensivo dopo la partenza – che comunque non aveva portato particolari difficoltà già da gennaio – di Bony. Niente male per un allenatore in grado di sorprendere tutti come Garry Monk. I perni Sigurdsson e Shelvey sono inoltre ancora ai loro posti di comando e non si vedono particolari stravolgimenti in una squadra che in questi anni ha fatto della programmazione il suo credo... e del bel calcio la sua filosofia. In alto.

6 – Tottenham Hotspur

Scaduti 5 contratti e venduti Paulinho, Holtby, Capoue, Kaboul e Stambouli. Dieci elementi della rosa salutano White Hart Lane e agli ordini di Pochettino arrivano Trippier, Wimmer e Alderweireld; un terzino destro e due difensori centrali. Non in molti lo sanno ma dalla stagione 2009/2010 il Tottenham chiude il mercato in attivo e se anche quest’anno dovesse valere questa regola significherebbe che per la campagna acquisti di Pochettino ci sarebbero non più di 10 milioni di sterline. Pochino per poter piazzare un colpo ad effetto o avvicinare gli Spurs alle 5 big che le stanno davanti. Insomma, same old storynel nord-est di Londra. Riuscirà l’argentino a spingere un po’ più in su i suoi o come sempre sarà la prima “tra le altre”? Noi propendiamo per la seconda opzione.

Manuel Pellegrini

Credit Foto Reuters

5 – Manchester City

Sarebbe clamoroso vederli fuori dalle prime 4 vero? Specie con un Guardiola ormai già d’accordo da quasi un anno… Ma attenzione ai tanti segnali negativi che orbitano intorno agli Skyblues Il primo, su tutti, è la conferma forzata di un allenatore a scadenza a cui si chiede “solo” di terminare nelle prime 4. Il secondo, invece, è che il Manchester City è una squadra vecchia in tanti reparti: dalla coppia di centrali Kompany e Demichelis (a cui Mangala non ha saputo sostituirsi) e che già nella scorsa stagione tanto ha sofferto, alla mediana ancora sulle spalle di Yaya Touré. Perso anche Dzeko, poi, davanti, si è paradossalmente passati dall’abbondanza alla povertà con i soli Aguero, Bony e Sterling – al momento – a dover sopportare il peso di 4 competizioni. Tanti uomini chiave sul finire di carriera o alle prese con condizioni fisiche sempre altalenanti + progetto già finito ancor prima di iniziare la stagione. Attenzione perché spesso questo è un mix terribile.

4 – Liverpool

Ecco perché il Liverpool può sperare. Tanto – tantissimo –dipenderà da Brendand Rodgers e da quanto rapidamente riuscirà trovare un nuovo punto di partenza per una squadra che come ogni anno ricomincia da zero. Anche quest’estate i Reds hanno infatti speso tantissimo – al momento 77 milioni di sterline, più di tutti! – ma è anche vero che a differenza della passata stagione sono arrivati nomi importanti. Se la cifra investita per Firmino resta discutibile, Danny Ings ma soprattutto Christian Benteke rappresentano i giocatori giusti per dare profondità alla manovra d’attacco. E’ arrivato poi un uomo d’esperienza come Milner che può senz’altro garantire equilibri importanti a centrocampo ed è rientrato dal prestito al Lilla anche Divock Origi. Poi Ibe, Markovic, Sturridge, Coutinho. Dietro è arrivato Clyne anche se qualche perplessità resta per la coppia di centrali. Insomma, il Liverpool resta un cantiere a cielo aperto ma a differenza del City c’è tanto talento e tantissima gente giovane. La media della rosa è infatti al momento di 25 anni: la più bassa delle Premier Legaue! Se Rodgers non perde troppo terreno all’inizio i Reds possono andare in Champions.

3 – Arsenal

Secondo voi una rodine fa Primavera? Spieghiamoci meglio: Wenger pare essersi convinto che a volte è meglio abbandonare la filosofia per passare al più saggio – e vincente – pragmatismo. La domanda è: dobbiamo crederci? L’alsaziano riuscirà ad adottarla nei match che contano anche sul lungo periodo? Vedremo. Quel che è certo intanto è che ai Gunners manca ancora qualcosa. Wenger ha con Cech finalmente risolto il decennale problema portiere ma la campagna acquisti è di fatto nata e morta lì. Resta quindi un altro decennale problema: l’uomo da 20/25 gol. Se l’alsaziano si convince a prendere un volo per Napoli e portare via Higuain i Gunners entrano nella lotta al titolo. Altrimenti sarà, as usual, terzo/secondo posto.

Louis van Gaal

Credit Foto AFP

2 – Manchester United

Non c’era un tale fermento in casa Manchester United dagli anni dei Calypso Boys. La sensazione che hanno in tanti – sottoscritto compreso – è che al ManU si sia lavorato benissimo in estate. Schneiderlin e Schweinsteiger hanno risolto ogni genere di problema in mediana. Darmian libera Rojo di tornare al centro. Sono partiti giocatori poco funzionali a van Gaal – Falcao, Di Maria e van Persie – ed è arrivato Depay. Allo United mancherebbe solo il grande colpo di attacco ma segnare, vista anche la presenza del ritrovato Mata, non dovrebbe essere un problema. Cosa frena quindi il ManU dal ruolo di favorito? Beh, la presenza dello stesso van Gaal e di José Mourinho. L’olandese non avrà più tempo per esotici esperimenti. Se troverà una quadratura fin dall’inizio potrà tenere il ritmo; se varierà più di 30 formazioni titolari diverse come nella passata stagione potrebbe perdere il treno del portoghese; che si sa… non aspetta proprio mai i ritardatari.

John Terry and Chelsea players

Credit Foto Reuters

1 – Chelsea

Stessa identica squadra dell’anno scorso. Stesso manager. Stessa filosofia. Al momento nel bilancio dei Blues si registra addirittura un +15 milioni di sterline nel rapporto entrate/uscite che lascia Mourinho libero di muoversi a piacimento nell’ultimo mese. Il Chelsea conferma il ruolo di favorita per la continuità del progetto, ma il gap rispetto alla passata stagione si è parecchio assottigliato. Attenzione quindi a quello che sarà l’ago della bilancia nel rendimento dei Blues: il numero di presenze di Diego Costa (e l’inserimento dell’alternativa Radamel Falcao). Sembra farla facile ma tutto passa da lì: senza i gol e il lavoro sporco del brasiliano il Chelsea non è la stessa cosa e la seconda parte della passata stagione è lì sotto gli occhi di tutti. Ecco perché Mourinho in queste ore è estremamente preoccupato dai problemi alla coscia di Costa ed ecco perché è arrivato uno come Falcao. Un’incognita non da poco ma che non priva Mourinho del ruolo di lepre. Anche perché Hazard, Fabregas, Matic, Terry, Cahill e Courtois sono sempre lì al loro posto.
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