La tanto attesa riunione di Premier League è stata effettuata. In videocall con le dirigenze di tutti i club, sono stati analizzati diversi punti riguardo ad una potenziale ritorno alle competizioni e alla gestione dell'emergenza da coronavirus in queste settimane.
La Premier, come primo passo, ha ringraziato tutti i club che già stanno facendo qualcosa per la propria comunità dal Tottenham che si è adoperato con il suo personale a distribuire cibo agli anziani che non possono uscire di casa durante l'isolamento al Liverpool che ha messo a disposizione i suoi steward per aiutare la cittadinanza con la spesa evitando code (e possibilità di contagio) nei supermercati.
Premier League
La Premier League senza VAR e con 5 sostituzioni a partita: il 3 aprile si decide quando ripartire
02/04/2020 A 16:12

Si ripartirà, ma non a maggio

La Premier League ha avvisato tutti i club che non si ripartirà a maggio come inizialmente stabilito. Solo adesso il virus sta facendo il suo corso in Gran Bretagna e non è prevedibile quando l'emergenza potrà considerarsi conclusa. Ecco perché non ci sono date fissate per l'inizio del campionato. L'unica cosa certa, che la Premier ha ricordato ai club, è che la UEFA ha messo a disposizione anche i mesi di luglio e agosto per terminare i campionati e definire le squadre che parteciperanno alle Coppe europee della prossima stagione.
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VAR e 5 sostituzioni

È una proposta che era stata anticipata nella giornata di ieri. Ricominciare senza VAR, proprio evitare assembramenti nella zona operativa (ci vogliono 3 ufficiali nella stessa stanza) e 5 cambi a disposizione nei 90 minuti per ovviare al discorso della mole di partite da giocare in poche settimane. Sono proposte che verranno certificate solo quando si conoscerà la reale data di partenza del campionato.

Donazioni

La Premier League si impegnerà anche sul sociale. Verranno subito donati 20 milioni al servizio di sanità nazionale (NHS) per fronteggiare la crisi da coronavirus. La Premier si impegnerà anche nel supporto dei campionati minori, quindi dalla Championship (seconda divisione inglese) alla National League (dilettanti), con il versamento di 125 milioni che verranno distibuiti delle stesse Leghe per evitare che alcuni club possano fallire durante il periodo di stop obbligato.

Riduzione del 30% degli ingaggi

Veniamo alla nota più dolente. La Premier ha chiesto a tutti club di applicare una riduzione dell'ingaggio dei giocatori del 30%, in modo da poter assicurare il compenso a tutti i dipendenti. Questo la richiesta della Premier - alcuni club hanno già operato per conto loro come Newcastle e Tottenham - ma ovviamente verrà sentito il Sindacato dei giocatori e il Sindacato degli allenatori per avere una decisione unanime sulla risposta da dare all'emergenza.
Inoltre, il capitano del Liverpool Jordan Henderson ha contattato tutti gli altri capitani delle squadre della Premier League, con l'iniziativa di aprire un fondo per raccogliere quanto più denaro possibile in favore del servizio di sanità nazionale.

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