Ha avuto più mercato lui in poche ore che molti giocatori strapagati per stare in panchina. L’Arsenal, dopo 27 anni di assoluta fedeltà, aveva licenziato "Gunnersaurus", storica mascotte del club che ha letteralmente attraversato generazioni di tifosi. Ci ha pensato Mesut Özil a non spezzare il sodalizio del simpatico dinosauro verde con i Gunners, dopo una vera e propria insurrezione dei sostenitori del club: il centrocampista tedesco si è offerto, per la durata della sua permanenza a Londra, di pagare l’intero stipendio di Jerry Quy, l'uomo all’interno del travestimento.

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Tramite un tweet è arrivato l’annuncio del 10 dell’Arsenal, che paradossalmente era finito nell’occhio del ciclone della contestazione social alla società, venendo additato come uno dei primi esuberi da smaltire per le sue 350mila sterline di ingaggio settimanale “per restare in panchina”.

Comunque la storia trova un immediato lieto fine, considerando che in pochissime ore dalla diffusione della notizia era stata subito attivata una campagna di crowdfunding da parte dei tifosi per salvare il posto di lavoro di Gunnersaurus e squadre come Atalanta e Siviglia, in stile calciomercato, si erano proposte per assumerlo. Per fortuna il ‘lato buono’ dei social esiste ancora.

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