Vinny Samways. Alzi la mano chi se lo ricorda. Gli amanti di Premier e Liga certamente sì: a metà campo del Tottenham a cavallo tra gi anni Ottanta e Novanta e del Las Palmas tra i Novanta e i Duemila, c'era sempre lui. Non amava particolarmente la corsa, né superare il cerchio di metà campo: i suoi passaggi precisi lo facevano per lui. Eppure una delle pagine più belle della sua carriera la scrisse con la squadra che, in mezzo alla sua avventura tra Spurs e Canarie, l'Everton: Samways, 23 presenze in Premier tra il '94 e il '96, fu l'uomo a regalare l'ultimo trofeo ai Toffees.

Calciomercato
Moise Kean dall'Everton al PSG: ora è ufficiale!
04/10/2020 A 19:54

Era il 13 agosto 1995, 25 anni fa. Era il Charity Shield, a Wembley, vinto 1-0 contro il Blackburn Rovers di Alan Shearer, campione d'Inghilterra. Uno a zero era anche il punteggio con cui, pochi mesi prima, l'Everton aveva sconfitto il Manchester United, gol di Paul Rideout, ex Aston Villa e passato dall'Italia a Bari.

25 anni senza vincere a Goodison Park

Oggi Everton e Aston Villa sono in cima alla Premier: i Toffees con 12 punti in 4 partite - grazie ai successi contro Tottenham, WBA, Crystal Palace e Brighton) e il miglior attacco d'Inghilterra con 12 reti realizzate, i Villans con 9 su 3. La pausa per le nazionali è arrivata nell'apoteosi del vintage d'Oltremanica.

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Dall'Italia, come Rideout, è arrivato Carlo Ancelotti, che ha riportato in vetta la sponda blu di Liverpool come non succedeva dal 1987, in pieno tatcherismo. Gli anni d'oro di mister Howard Kendall avevano portato a Goodison Park, nel 1985, anche una Coppa delle Coppe contro il Rapid Vienna di Antonin Panenka. Ma dopo gli anni Ottanta, per l'appunto, quasi tutte storie di salvezze e posti anonimi a centro classifica. Su cosa si è basata la rivoluzione del buon Carletto, scelto come condottiero di un Everton che saluterà a breve il vecchio stadio per abbracciarne uno nuovo e avveniristico a Bramley-Moore Dock, il molo sul fiume Mersey? In Terra d'Albione è la domanda del momento.

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Lo "switch di Ancelotti"

La prima risposta arriva da Michael Keane classico centrale difensivo inglese di buon lignaggio, certo, ma che con Ancelotti è riuscito - finalmente - a compiere il classico salto di qualità. Così ha confidato al Mirror:

"Da quando Ancelotti è entrato nel nostro spogliatoio, tutto è cambiato. E' stato come uno "switch": ha lavorato sulla mentalità, ribaltandola. Ora pensiamo come una big, senza per questo essere presuntuosi. E' un atteggiamento che si riflette in campo. La storia di Ancelotti, il suo saperci fare con noi giocatori sta facendo la differenza."

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Rinforzi mirati e lavoro sulla rosa ereditata

Le ragioni del buon Keane risiedono nella storia recente dell'Everton, "capace" di spendere 400 milioni di euro dal 2016 all'avvento del tecnico di Reggiolo, senza mai ottenere risultati di rilievo sotto le gestioni Ronald Koeman, Sam Allardyce e Marco Silva. Anche Ancelotti ha chiesto giocatori, vero, ma solo per puntellare l'organico ritrovatosi in dote. Un paio di pretoriani come Allan dal Napoli e James Rodriguez (di cui sembra il depositario di ogni segreto per il suo rendimento), l'acquisto di del giovane centrale difensivo Ben Godfrey (dal Norwich City, per 27,5 milioni) e del centrocampista Abdoulaye Doucouré (dal West Ham per 22,1 milioni) e il gioco è fatto. Curiosità, quindi, per l'arrivo - in prestito dalla Roma l'ultimo giorno di mercato - per il portiere svedese Robin Olsen. In fase di uscita, l'ultimo partente, anche un po' a sorpresa, è stato l'attaccante italiano Moise Kean, partito in prestito al PSG.

STAGIONEALLENATORECALCIOMERCATO (MLN €)
2020-2021Carlo Ancelotti 96,87
2019-2020Marco Silva/Ancelotti121
2018-2019Marco Silva99,8
2017-2018Koeman/Sam Allardyce203,2
2016-2017Ronald Koeman86
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James-Carletto, binomio perfetto: i punti di forza dei Toffees

I punti di forza del suo 4-3-3, si diceva, sono anzitutto il talento colombiano James Rodriguez, alla terza avventura a braccetto con Ancelotti. La sua imprevedibilità tra le linee è ben nota dall'allenatore italiano: James sembra funzionare bene solo con l'ex tecnico del Milan, con cui ha realizzato 17 reti nella stagione 2014-2015 al Real Madrid e 3 in 4 partite di Premier, nella stagione appena iniziata all'Everton. In mezzo, la troppo fugace esperienza condivisa al Bayern: i due si incrociarono nell'annata 2017-2018, in cui però Ancelotti venne prematuramente esonerato a fine settembre. James voluto fortemente da Carletto ai tempi di Napoli, durante la quale, tuttavia, patron Aurelio De Laurentiis non è riuscito a regalargli.

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Da Napoli, invece, è arrivato Allan, già colonna portante dei Toffees che, invero, esultano per i gol - quasi inaspettati - di Dominic Calvert-Lewin. Il merito di Ancelotti? Aver trasformato un giocatore più simile a una seconda punta che a un bomber, in un numero 9 puro, che aggredisce porta, avversari e pallone. E anche coi "compiti da portare a casa": a Calvert-Lewin, infatti, è stato imposto di studiare da "attaccante vero" guardandosi i video dei gol di Filippo Inzaghi e Cristiano Ronaldo, che Ancelotti ha allenato al Milan e al Real Madrid.

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Il "miracolo Calvert-Lewin", ora paragonato a Inzaghi

Una carriera come tante altre, quella di Calvert-Lewin, che sembrava dovesse attestarsi tra la Championship e la media Premier League: prodotto "casalingo" del settore giovanile dello Sheffield United, Dominic appena 5 anni fa giocava tra i dilettanti di sesta serie dello Stalybridge Celtic: un mese abbondante in prestito in Conference North, dove ha realizzato 6 centri in 5 partite.

Non del tutto prolifica fu poi la seconda esperienza a titolo temporaneo al Northampton Town, in League One (terza serie), in cui durante la stagione 2015-2016 colleziona 5 gol su 20 apparizioni. L'anno successivo le Blades - ancora ai tempi in League One - lo lasciano andare di fronte a un'offerta di 1,5 milioni si sterline all'Everton, in cui parte da comprimario sino a diventare titolare, senza però mai trovare abbondanza realizzativa. A cambiare gli scenari (9 reti in 6 partite tra Premier e League Cup), ci ha pensato proprio Ancelotti, così descritto da James Kilpatrick, collega di Eurosport UK:

"Ancelotti ha cambiato mentalità all'Everton portando anzitutto la semplicità nel modo di giocare dei Toffees, che consente alle stelle della squadra James Rodriguez, Richarlison e Dominic Calvert-Lewin di esprimersi in modo creativo. Concentrandosi maggiormente sul talento individuale dei suoi giocatori offensivi, come ha già fatto negli ultimi tempi al PSG e al Real Madrid, ha creato una cultura vincente, molto positiva per il club. Inoltre, concependo Calvert-Lewin come punto focale dell'attacco, Ancelotti ne ha fatto la sua vera e propria bocca da fuoco. E Calvert-Lewin ha beneficiato di Ancelotti, che alle spalle gli ha piazzato gente importante: non solo Rodriguez, bensì anche Doucouré e Allan hanno fornito all'attaccante molte chance di segnare. In questo senso, l'allenatore italiano sta quindi lavorando anche sulla testa di Calvert-Lewin paragonandolo al suo vecchio attaccante del Milan Filippo Inzaghi. E sì, la voce delle clip su Superpippo e CR7 è assolutamente vera".

Ancelotti: "Con James dietro segnerei anche io..."

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