I "Barea" alla conquista del Continente Nero. Il Madagascar è in estasi, in questi ultimi giorni, per la prima e storica qualificazione della nazionale di calcio alla Coppa d'Africa, in programma il prossimo giugno in Camerun. "Barea" come gli zebù, i particolari bovini di origini asiatica, caratteristici dell'isola al largo del Mozambico, la quarta più grande al mondo, la cui storia infinita ha mescolato etnie, culture specie animali e vegetali, disegnando una complessità descrittiva più unica che rara.

Il calcio dei Barea fa sognare Antananarivo

Calcio
Coppa d'Africa: prima storica qualificazione per il Madagascar
16/10/2018 A 17:53
Mai, prima del 16 ottobre 2018 - data ovviamente trasmessa alla leggenda - il Paese immerso nell'Oceano Indiano aveva conosciuto le gioie del calcio, lo sport più globalizzante al mondo. Gli "Scorpions" (altro nomignolo affibbiato alla selezione malgascia), affiliati alla Fifa dal 1962 e alla Confederazione Africana nel 1963, non erano mai arrivati alla fase finale di qualsivoglia competizione internazionale. Per la Coppa d'Africa 2019, addirittura, è stata la prima nazionale a ottenere il pass dopo i 10 punti ottenuti nei primi 4 incontri del raggruppamento preliminare, che comprende anche Senegal (anch'essa qualificata) e le già eliminate Guinea Equatriale e Sudan. Decisivo, nel match di martedì, il mancino imprendibile di Njiva Rakotoharimalala, attaccante in forza ai talandesi del Sukhothai. Il gol è valso l'1-0 definitivo, che ha mandato in delirio Antananarivo e tutto il Paese.

Nicolas Dupuis: un genio di ct... senza contratto

Sagace assemblatore di una nazionale i cui talenti, una volta partiti dall'isola, solitamente non mandavano più indietro notizie di sé, è ancora una volta un francese semi-sconosciuto (come spesso è accaduto in Africa), che qui ha trovato gloria e popolarità internazionale: il 50enne Nicolas Dupuis, ex libero a livello dilettantistico e allenatore - prima di volare in Madagascar - del piccolo club transalpino dell'As Yzeure, in quarta serie. Gloria, popolarità ma, incredibilmente, senza un contratto vero e proprio: la federcalcio malgascia lo ha infatti assoldato "in prova", che oggi può dirsi ampiamente superata.

I giocatori del Madagascar esultano insieme al ct Nicolas Dupuis dopo aver ottenuto la qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)

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Dupuis ha avuto il merito di riunire i tanti giocatori militanti in Europa, in particolare in Francia, paese da cui Antananarivo ottenne una faticosissima indipendenza il 26 giugno 1960. Molti di questi, nelle serie minori, che - appunto - Dupuis conosce a menadito. Malgasci di nascita o solo di origine attraverso i genitori: ecco, allora, il portiere Ibrahima Dabo del Gobelins, i difensori Toavina Rambeloson dell'Arras Football, Thomas Fontaine (Reims), Dimitry Caloin (Les Herbiers, finalista della Coppa di Francia), Jérôme Mombris (terzino sinistro Grenoble), Romain Métanire (terzino destro del Reims); tra i centrocampisti, da segnalare Rayan Raveloson (Troyes), Pascal Razakanantenaina (Arras Fooutball) e Lalaina Nomenjanahary (Paris FC), a cui occorre aggiungere il compagno di reparto "europeo" Marco Ilaimaharitra, anch'egli di passaporto francese ma che milita in Belgio, tra le fila del Charleroi. Là davanti, oltre ai vari Njiva, Andria e Zout (abbreviazioni d'obbligo) ecco capitan Faneva Imà Andriatsima (ex Sochaux, ora al Clermont) e il 26 enne William Gros del Vitré.

Nessuna paura: nemmeno del grande Senegal

L'impresa è sembrata possibile dopo il pareggio ottenuto per 2 a 2 contro il Senegal, "big" del calcio africano, al cospetto di una difesa guidata dal "napoletano" Kalidou Koulibaly e dal portiere spallino Alfred Gomis. Match al termine del quale, purtroppo, si registrarono un morto e 37 ferite sugli spalti di uno stadio letteralmente gremito. A livello sportivo si è trattato di un pari di prestigio e di grande utilità, che ha fatto seguito alla vittoria (dell'anno scorso) per 3-1 in Sudan e da apripista al doppio successo per 1 a 0 contro la Guinea Equatoriale. Non mancano le voci dei soliti maligni, che vedono la neo presidenza alla CAF del malgascio Ahmad Ahmad come chiave di questo trionfo. La realtà è che questa nazionale ha grinta da vendere e lo sta dimostrando.

Ahmad Ahmad, dal 2017 presidente della CAF - Confédération Africaine de Football (Getty Images)

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Orgoglio malgascio: "La nostra non è Africa ma l'Africa la conquisteremo"

Lo stesso orgoglio di rivendicazione che aveva il pur contestatissimo primo Presidente del Madagascar post indipendenza Philibert Tsiranana, accusato di attuare, in ogni caso, una politica filo-francese ma che, al cospetto degli altri stati africani non transigeva. E che, all'inizio degli anni '60, durante le prime conferenze degli stati del continente all'alba del postcolonialismo, era solito dire: "Il Madagascar è separato dall'Africa non solo da 250 miglia di mare - si legge in "Se tutta l'Africa" di Ryszard Kapuscinski - ma da molti altri elementi. Il Madagascar osserva quanto accade in Africa". Un crocevia di stato, di isola, in cui - alle popolazioni autoctone - si insediarono altre di origini asiatico-indonesiane, arabe, africane ed europee. Ora il calcio può essere il volano per rispolverare la propria identità. O l'elemento di riscatto sociale di un paese in cui, dopotutto, oltre il 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e la corruzione appare la moneta di scambio più forte sui gradini della piramide sociale. Sono questi i temi che occorre sottolineare, prima delle inutili citazioni sull'impronunciabilità dei cognomi malgasci e cartoni animati kolossal dai contorni edulcorati.

Madagascar - Due bambini giocano a calcio con un pallone di stracci per le vie di Antananarivo (Getty Images)

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"E' tutto merito del nostro selezionatore"

Si diceva del capitano degli Scorpions, Faneva Imà Andriatsima. L'attaccate, al termine della sfida decisiva alla Guinea Equatoriale ha dichiarato:
Non riusciamo a renderci conto della nostra impresa. Il merito va a mister Dupuis, che ha saputo a riunire tutte le nostre forze sparse per il mondo, come nessuno mai fino ad ora. In Camerun non andremo come vittima sacrificale: venderemo cara la pelle e faremo ancora parlare di noi. E' assicurato.

L'attaccante del Sachaux e capitano della nazionale del Madagascar Faneva Imà Andriatsima si congratula con il difensore dell'Olympique Marsiglia e della nazionale giapponese Hiroki Sakai (Getty Images)

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