1) L'Italia è tornata nel cuore degli italiani

Vedere il pubblico di Palermo divertirsi, applaudire, chiedere in maniera scanzonata il decimo gol dopo aver appena festeggiato il nono, riporta con la mente alla terra bruciata che circondava l'Italia appena un paio d'anni fa. Un abisso di fiducia e di amore, ancor più che di qualità tecniche. Povera di talento e di campioni, la Nazionale non piaceva. E lo choc dell'estromissione dai Mondiali non aveva fatto altro che aumentare il distacco della gente. Che pian piano, attratta da un'idea di bel calcio e dalla lodevole capacità di Roberto Mancini di affidarsi sempre e comunque al gioco, si è riavvicinata alla maglia azzurra. Il commissario tecnico ha ottenuto il primo obiettivo che si era prefissato al momento della sua nomina. I risultati, la striscia di vittorie, i record, vengono paradossalmente - ma neppure troppo - di conseguenza.

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19/11/2019 A 08:40

Roberto Mancini - Italia-Armenia - Euro 2020 qualifier - Getty Images

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2) Ma ora urgono test più probanti

Tutto bello, tutto facile. 11 vittorie di fila, un girone chiuso in maniera trionfale, record su record. Ma ora la curiosità è d'obbligo: cosa sarebbe in grado di combinare l'Ital-Mancini contro avversari di livello superiore rispetto alla povera Armenia vista a Palermo? L'Europeo si avvicina ed è una risposta che arriverà a fine marzo, quando Bonucci e compagni sosterranno con ogni probabilità una doppia amichevole di lusso: si parla di Inghilterra e Germania. Due prove generali in vista dell'appuntamento di giugno. Due test nei quali si capirà realmente il grado di avanzamento del progetto azzurro.

Orsolini - Italia-Armenia - Euro 2020 qualifier - Getty Images

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3) Immobile risponde a Belotti: che duello per la 9!

Dopo la gara con la Bosnia avevamo sottolineato la prova di Andrea Belotti, autore a Zenica di un gol e un assist. Toccava a Ciro Immobile rispondere al guanto di sfida idealmente lanciato dal rivale granata. E l'attaccante della Lazio, capocannoniere della Serie A, non si è fatto pregare: due gol, un assist al miele per Zaniolo, un palo. E un desiderio quasi vorace di mantenersi in pole nelle gerarchie di Mancini. Il quale, ora, ha definitivamente capito: Belotti o Immobile, Immobile o Belotti, da lì non si scappa. I prossimi mesi, e lo stato di forma delle due punte all'avvicinarsi di giugno, saranno decisivi per capire chi, tra i due amiconi, si prenderà la maglia da titolare agli Europei.

4) Il deb Orsolini incanta: il futuro azzurro è finalmente roseo

Non è da tutti vestire per la prima volta in carriera la maglia dell'Italia - maglia gloriosa, leggendaria, pesantissima - e, in un tempo soltanto, annoverare nel proprio tabellino un gol, un assist e un rigore procurato. Bene: Riccardo Orsolini ci è riuscito. Superando a pieni voti l'esame con l'azzurro dei grandi, dopo aver furoreggiato con l'Under 20 ai Mondiali di un paio d'anni fa ed esser transitato dall'Under 21. Difficile, concorrenza sugli esterni alla mano, immaginare il mancino del Bologna tra i 23 prescelti per l'Europeo, ma poco cambia: Mancini si ritrova tra le mani un manipolo di giovani, del quale fanno parte anche i vari Meret e Castrovilli, che possono costituire la vera polizza assicurativa dell'Italia negli anni a venire. Gente che non si fa il minimo scrupolo nell'entrare all'intervallo e fare il bello e il cattivo tempo, come ha fatto l'Orso al Barbera.

5) Personalità e polivalenza: Zaniolo sugli scudi

E pensare che, poco più di un anno fa, in pochi avevano capito davvero il suo valore. Ne è passata di strada, dal sorprendente e timido debutto del Bernabeu. Oggi Nicolò Zaniolo è un potenziale campione. Visione di gioco, assist, tiro, tecnica sopraffina: non gli manca nulla. Oltre alla capacità di ricoprire più ruoli, dall'esterno d'attacco alla mezzala: nel primo tempo ha giostrato in attacco e nella ripresa è arretrato in mezzo al campo. E che personalità, che capacità di dialogare con compagni più scafati e più esperti di lui. Perdonato da Mancini dopo la “punizione” per quanto accaduto in estate nel ritiro dell'Under 21, al Barbera Zaniolo è stato premiato dai suoi primi due gol con l'Italia dei grandi. All'Europeo, inserito formalmente tra i centrocampisti oppure tra gli attaccanti, un posto sarà suo.

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