Quando si dice: "Una foto vale più di mille parole..."

L'esultanza di Georginio Wijnaldum e Frenkie De Jong nel corso di Olanda Estonia ha fatto il giro del mondo. Un'esultanza per dire "no" al razzismo, ancora una volta: un "no" ribadito andando alla ricerca delle telecamere e delle macchine fotografiche, mettendo uno a fianco all'altro i due avanbracci.

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L'esultanza di Wijnaldum e De Jong

Credit Foto Twitter

Un gesto sempre importante, ancora di più in questo momento, visti i vari episodi di razzismo che si sono verificati in tutta Europa e anche e soprattutto in Italia: i casi di Koulibaly, Kessie e Balotelli hanno indignato non solo il Bel Paese ma tutto il mondo, mentre all'estero hanno purtroppo avuto risalto i buu razzisti sentiti durante Bulgaria-Inghilterra nel 10 novembre scorso nei confronti dei giocatori inglesi e anche il gesto di stizza di Taison, che con il suo dito medio ha risposto ai cori discriminatori dei tifosi della Dinamo Kiev e come conseguenza è stato espulso dal campo di gioco.

Senza dimenticare - perché non dobbiamo farlo - i casi dell'attaccante della Cavese Goh ("Insultato perché nero") e di quello di Ahmad Medes Moreira, in gol dopo i buu razzisti.

Bianco o nero non fa differenza. C'è bisogno di ripeterlo 100 volte? Lo faremo.

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