La mattina dopo è ancora peggio. Il risveglio lucido e razionale, all'indomani dell'eliminazione dai Mondiali per mano della Svezia nello spareggio, è il segno tangibile che non si è trattato di un incubo. Nemmeno la magia di San Siro, di uno stadio Giuseppe Meazza trascinante come un vero dodicesimo uomo, è bastata per evitare una catastrofe sportiva ed economica. Già perché per tutto il movimento italiano le parole “catastrofe”, “danno epocale”, “sciagura”, “tragedia” o “apocalisse” usate a turno da Ventura, Tavecchio, Malagò, Chiellini o Buffon oggi sono realtà. Almeno dal punto di vista economico. Sotto diversi aspetti.

FIGC: almeno 25 milioni di premio

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Il primo aspetto riguarda i premi che ogni federazione incassa partecipando ai Mondiali. Il montepremi di Russia 2018 dovrebbe essere incrementato di circa il 20% rispetto a quello dei mondiali brasiliani. Come scrive l’illustre firma del Sole 24 Ore Marco Bellinazzo, ciascuna delle 32 finaliste dovrebbe ricevere una somma di circa due milioni di dollari, mentre le 16 eliminate nella fase a gironi intascheranno comunque 10 milioni di dollari ciascuna. Quindi 12 milioni solo con la mera presenza per tre gare in terra russa. Passare i gironi e avviarsi verso la finale garantirà ulteriori entrate. Per fare esempi concreti 50 milioni di euro alla vincitrice e 40 alla seconda classificata. Ipotizzando un quarto di finale ci sarebbero sicuri almeno 25 milioni. 20 se il cammino si fermasse agli ottavi. Cifre che per il bilancio della nostra Nazionale (che nel 2016 con l’Europeo ha fatturato 174 milioni di euro e che nel 2018 puntava a fatturarne almeno altrettanti) sarebbero state indispensabili.

AnnoMilioni di euro (fatturato)
2016174
2015153
2014170
2013174

Ascolti: crollo spettatori, perdite per la RAI e per la FIFA

A rimetterci non sarà dunque solo la Federazione, economicamente ma anche a livello di pura immagine e di futuro Ranking (già abbastanza disastroso). Un ulteriore danno riguarderà ovviamente il filone legato alle televisioni. Gli Azzurri garantiscono una media di 12 milioni di spettatori a partita in una gara dei Mondiali con picchi di 20, ma comunque mai sotto i nove milioni. Per questo la RAI, come ci informa Calcio e Finanza, paga alla FIGC circa 25 milioni di euro di diritti televisivi. Una spesa ingiustificabile (e quindi ridiscutibile) per una Nazionale fuori dal Mondiale. Ovvio che la rassegna iridata è un evento globale e viene seguita a prescindere, ma senza l’Italia sicuramente le tv potranno garantirsi meno entrate dagli sponsor e a loro volta elargiranno meno denaro alla Federazione. Il Mondiale più ricco che senza di noi diventa più povero, soprattutto a livello di diritti tv, perché la mancata qualificazione dell’Italia a Russia 2018 costerà alla FIFA una perdita di circa 100 milioni di euro rispetto a Brasile 2014: fra Rai e Sky la FIFA aveva incassato circa 180 milioni, ora sarà dura superare quota 80.

Magliette, bar, ristoranti: meno entrate per tutti

Poi c’è tutto quello che riguarda l’indotto che trascina la Nazionale in un Mondiale d’estate. Non parliamo solo a livello commerciale dei 18,7 milioni annui di accordo con Puma fino al 2022 per quanto riguarda lo sponsor tecnico (Puma che ovviamente non gradirà l’assenza dell’Italia dai Mondiali, anche perché risulterà nulla la vendita di magliette che si concentra a ridosso di Mondiali). Ma di tutto quello che riguarda bar, ristoranti, pizzerie, ma anche centri commerciali (per acquisto di alcolici e bevande) e di tutte le aziende che lavorano con il calcio. Tutti esercizi che durante le partite dell’Italia a un Mondiale hanno possibilità di guadagno maggiori rispetto a un normale giorno lavorativo. Siamo sull’ordine di 5/6 milioni di euro a partita complessivi. Non dimentichiamo, infine, che viviamo in un Paese in cui la classifica dei 50 eventi televisivi maggiormente visti ne annovera 49 legati a partite di calcio, di cui 32 gare dei Mondiali. Piangono anche le casse dell’erario: le scommesse sugli Azzurri all’Europeo francese, che hanno mosso 19 dei quasi 268 milioni raccolti, hanno generato un flusso di un milione di euro per il Fisco. Numeri che certificano quanto prospettato dai nostri addetti ai lavori. Il danno economico senza l'Italia in Russia sarà devastante.

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