Quella di Belfast sarà soprattutto una questione di gol. Da fare. E da non prendere. Che serva una vittoria all’Italia di Mancini per volare in Qatar è pacifico. Che questa arrivi, magari ampia, è tutt’altro che scontato. L’Irlanda del Nord infatti si è fin qui dimostrata un avversario ostico per tante in questo girone. La squadra di Baraclough ha incassato solo 7 gol in 8 partite del Gruppo C, dimostrando di avere ottimi principi difensivi. Ma c’è di più: in casa, in questo cammino a Qatar 2022, non hanno mai perso. E’ questo il bottino dei nordirlandesi di fronte al pubblico amico di Windsor Park: 0-0 con la Bulgaria, lo scorso marzo; poi 0-0 con la Svizzera; infine la recente vittoria 1-0 contro la Lituania. Questo fin qui il bottino casalingo: i nordirlandesi dunque non solo non hanno mai perso, ma nemmenofin qui hanno subito gol!
La solita buona organizzazione difensiva che già si era vista sulla scia di quello lasciato da Marin O’Neill, manager super preparato nel mondo anglosassone e che era riuscito a portare la piccola nazionale nordirlandese fino agli ottavi di finale a Euro 2016. Ian Baraclough ha proseguito su questa strada e l’Irlanda del Nord, squadra dai mezzi tecnici modesti, è comunque riuscita a farsi strada con un percorso dignitoso, specie appunto tra le mura amiche.
Non ci sono grandi stelle, nell’Irlanda del Nord. E basta dare uno sguardo ai convocati. Tutti i giocatori nordirlandesi provengono più che altro dalle serie minori del calcio inglesi: 9 militano in Championship (la Serie B inglese), altri 8 provengono dalla League One (la nostra Serie C, per intenderci); 3 arrivano dalla Scottish Premier League (la Serie A scozzese) e solo 5 giocatori in rosa militano in Premier League, il massimo campionato inglese.
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I nordirlandesi si sono così schierati nell’ultima vittoria sulla Lituania, con un 3-5-2 che vedeva schierato così l’undici iniziale: Peacock-Farrel; McNair, Evans, Cathcart; Dallas, McCann, Davis, Saville, Shane Ferguson; Magennis, Washington.

I componenti della panchina dell'Irlanda del Nord, a Windsor Park, al momento dell'inno, nell'ultimo match vinto 1-0 sulla Lituania

Credit Foto Imago

I nomi più altisonanti nell’undici iniziale sono senz’altro il centrale d’esperienza ed ex Manchester United Jonny Evans, da tempo ormai in forza al Leicester; l’esterno destro di centrocampo Dallas, che con il Leeds di Bielsa sta facendo vedere discrete cose. Cathcart gioca in Premier con il Watford, ma al di là di questi nomi non ci sono clamorosi talenti. Certo, appunto, come dimostrano i risultati, sono però una squadra ruvida e organizzata difensivamente. Il che non renderà facile il compito alla Nazionale di Roberto Mancini, che a Belfast arriva incerottata e un po’ giù di morale.
Fondamentale per l'Italia sarà non subire gol “a sorpresa”, visto quanti pochi ne incassa questa Irlanda nel Nord. L’ultima squadra a segnare 2 reti in una partita ufficiale a Windsor Park è stata la Slovacchia esattamente un anno fa, nella vittoria 2-1 degli spareggi di qualificazione agli europei. Fu un match però terminato ai supplementari. Se ampliamo dunque la ricerca e andiamo nel campo dei 90 minuti, dobbiamo scorrere fino al 7 settembre 2020, quando in Nations League i nordilandesi subirono la furia di Haaland, autore di una doppietta con la sua Norvegia nell'1-5 finale. Esattamente ciò di cui avrebbe bisogno l’Italia di Mancini: una goleada e un grande bomber. Cose tutt'altro che scontate in questa vigilia. Nella speranza che, gli Azzurri, come la scorsa estate, riescano a sopperire qualche singola lacuna con il gruppo.

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