Italia-Lituania, match della sesta giornata del girone C delle Qualificazioni Mondiali andato in scena al Mapei Stadium di Reggio Emilia, si è concluso col punteggio di 5-0. Gara arbitrata dall'inglese Craig Pawson. A segno Raspadori (gol e autorete di Utkus provocata da un suo sinistro), Kean (doppietta) e infine Di Lorenzo. Lo stesso Raspadori si è visto annullare per fuorigioco un'altra rete, mentre Castrovilli ha colpito un palo. Qui di seguito le 5 verità della sfida.

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Qualificazioni Mondiali Europa
Le pagelle di Italia-Lituania 5-0: Kean luccicante
08/09/2021 A 21:01
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1) Niente paura: la vera Italia è questa

D'accordo, era la Lituania. Però qualche ansia stava progressivamente crescendo dopo il doppio pareggio degli scorsi giorni, quello sorprendente contro la Bulgaria e quello tutt'altro che entusiasmante di Basilea con la Svizzera. E quindi è buona cosa aver vinto e convinto, ribadendo una volta di più la forza morale e le indubbie qualità tecniche di una nazionale che meno di due mesi fa è salita sul tetto d'Europa. Insomma: niente paura. Rispetto per la Svizzera, che affronteremo il 12 novembre a San Siro in uno scontro diretto che si preannuncia decisivo, ma piano con i timori esagerati. L'Italia è l'Italia. E rimane la più forte del raggruppamento.

Moise Kean e Raspadori esultano per un gol durante Italia-Lituania - Qualificazioni Mondiali Qatar 2022

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2) Stop ai paragoni col 2017: siamo padroni del nostro destino

Già, la Svizzera. Una verità che arriva da Belfast, più che da Reggio Emilia. Perché la nazionale di Yakin si fa bloccare sullo 0-0 dall'Irlanda del Nord, fallisce un calcio di rigore (classica legge del contrappasso) e perde contatto col primo posto occupato dall'Italia. Con 6 punti di vantaggio (anche se con un paio di partite in più), una differenza reti già sostanziosa e uno scontro diretto da giocare in casa, i paragoni con l'Ital-Ventura e il disastro del 2017 non reggono. A differenza di allora, quando l'avversario numero uno del gruppo si chiamava Spagna, oggi siamo padroni del nostro destino. Senza una nazionale superiore a noi a metterci i bastoni tra le ruote.

3) Raspadori, che personalità: è destinato a volare altissimo

Ha compiuto 21 anni a febbraio, Giacomo Raspadori. Ma per come gioca, per come sta in campo, più che un bambino pare un trentenne fatto e finito. Il centravanti del Sassuolo non ha paura di niente, nemmeno di indossare per la prima volta dall'inizio la maglia dell'Italia dei grandi. Mancini lo ha portato agli Europei “non per fargli fare la mascotte”, come spiegò a suo tempo, ma perché considerato funzionale a un progetto tattico ad ampio raggio. E a medio-lungo termine. Raspadori non ha praticamente giocato, ma ha aumentato in maniera esponenziale un bagaglio d'esperienza già nutrito. E non è un caso che il Sassuolo abbia accettato di disfarsi di un centravanti da doppia cifra come Ciccio Caputo per consentire a lui e a Scamacca (altro esordiente, altro uomo del futuro) di crescere ulteriormente con tutta la calma del mondo.

Raspadori in azione durante Italia-Lituania - Qualificazioni Mondiali 2022 Qatar

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4) Kean sta imparando dai propri errori

La netta sensazione, nel momento in cui fu annunciata la lista dei convocati per gli Europei e ci rendemmo conto dell'assenza di Moise Kean, fu che gran parte della colpa era da attribuire proprio a lui. Qualità inequivocabili, si sussurrava, ma l'atteggiamento, insomma... Però Mancini conosce Kean. Si rende conto di avere tra le mani un gioiello e non ha alcuna intenzione di lasciare che si trasformi in un Balotelli bis. E Moise, finalmente, sembra aver imparato la lezione. Con grinta, con la voglia di spaccare il mondo e di sfruttare l'occasione concessagli dal ct. Ottime notizie anche per la Juventus.

Esultanza Moise Kean-Raspadori durante Italia-Lituania - Qualificazioni Mondiali 2022 Qatar

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5) Da Calabria a Castrovilli: non mancano nemmeno le alternative

Calabria entra in campo con il fuoco nei piedi, Castrovilli mantiene alto il livello della qualità, Scamacca si fa valere al centro dell'attacco nonostante l'emozione dell'esordio. Anche le “riserve delle riserve”, sempre tenendo in considerazione il livello bassissimo dei nostri avversari, hanno dimostrato di saperci fare. A conferma che il bacino nel quale Mancini può pescare, nonostante una Serie A tristemente imbottita di stranieri di dubbio livello, è particolarmente ampio e fornito.

Locatelli-Juve, che accoglienza! Applausi e l'abbraccio dei tifosi

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