Un gol dell'ex palermitano Trajkovski al terzo minuto di recupero, al termine di una gara in cui gli azzurri hanno clamorosamente peccato di concretezza offensiva, condanna l'Italia alla seconda esclusione di fila dalla fase finale dei Mondiali: a sfidare il Portogallo sarà la Macedonia del Nord grazie al clamoroso 0-1 dello stadio Renzo Barbera di Palermo. Qui di seguito i voti ai protagonisti della partita.

Le pagelle dell’Italia

Gianluigi DONNARUMMA 6 – Sul gol non ha colpe: Trajkovski si inventa il gol della vita, una bomba all’angolino, con la palla che schizza via anche sul campo. Incolpevole.
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Alessandro FLORENZI 6 – Salva su Churlinov dopo la stupidaggine Mancini nel primo tempo. E’ l’ultimo a mollare, con il potente tiro nel finale non deviato in porta all’ultimo minuto di recupero.
Gianluca MANCINI 5,5 – Leggerezza che rischia di costare cara, la sua, nel primo tempo, quando sbaglia il controllo e poi obbliga agli straordinari. Dal 90’ Giorgio CHIELLINI – sv.
Alessandro BASTONI 6,5 – Insieme a Verratti l’unico giocatore di spessore, stasera, in questa incredibile sconfitta dell’Italia. Non gli si può appuntare nulla, ha giocato una partita attenta, è spesso uscito ben con il pallone tra i piedi.
EMERSON 5,5 – Primo tempo sotto tono, una ripresa in crescendo. Non basta però. All’Italia sarebbe servito qualcosa in più, in spinta, sull’esterno.
Nicolò BARELLA 5 – Parte bene, forte. Ma cala quasi subito, sbagliando troppo spesso le scelte decisive sul passaggio. Poco lucido, insomma. Come ormai lo è anche nel proprio club da tre mesi a questa parte. Dal 77’ Sandro TONALI 6 – Un finale di gara senza nulla da segnalare.
JORGINHO 5,5 – Non dirige malissimo la manovra, ma non riesce ad alzare a sufficienza il ritmo azzurro, a trovare l’imbeccata giusta.
Marco VERRATTI 6,5 – Il migliore degli azzurri. Dà la sensazione, a lungo, di predicare un po’ in un deserto tecnico, dove manca il guizzo in più per stanare una preda sempre in trincea, in barricata.

Verratti (Italia) dopo il gol della Macedonia

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Domenico BERARDI 5 – Male, si mangia un gol a porta vuota. Che alla fine è quel che conta. Dall’89’ Joao PEDRO – sv.
Ciro IMMOBILE 5 –Si sbatte, perché corse per tentare di aprire gli spazi ne fa. Però è poco incisivo quando dovrebbe, oltre che pasticciare un po’ troppo nei controlli. E così, alla fine, passa un’altra serata senza gol. La fotografia, purtroppo, di questa Italia: che nelle partite che contavano - Svizzera, Svizzera, stasera - alla fine non ha mai segnato. Dal 77’ Lorenzo PELLEGRINI 5 – Avrebbe una buona occasione, prima della beffa, ma fa un mezzo-tiro cross che è un disastro.
Lorenzo INSIGNE 5 – Malino. Anzi, male. Conclude poco, ispira ancor meno. Anche da palla ferma calcia male un paio di corner di troppo. Prestazione sotto tono, incolore. Peccato. Dal 64’ Giacomo RASPADORI 6 – Entra col piglio giusto, ma la Macedonia del Nord a quel punto è ormai convinta di poter tenere su la propria barricata. Qualche buon guizzo, ma non basta all’Italia.
C.t. Roberto MANCINI 5 – In un Paese con la memoria da pesce rosso, è giusto non dimenticare due cose: 1. Quanto fatto in estate. 2. Se Jorginho avesse segnato anche solo uno dei due rigori alla Svizzera, l’Italia stasera a Palermo avrebbe giocato un’amichevole di preparazione al Qatar. Detto questo, stasera, i suoi Azzurri, sbagliano la partita. Non tanto nell’approccio iniziale, quanto nella sufficienza con cui da metà primo tempo in poi si sono adattati al concetto così riassumibile: “siamo in controllo, prima o poi lo facciamo”. Così non è stato e Mancini da questo punto di vista ha evidentemente le sue colpe. Un’aggiunta: è vero che gli assenti sono sempre gli eroi, ma un giocatore col cambio di passo e in grado di saltare l’uomo come Zaccagni o Zaniolo avrebbero fatto comodo a gara in corso.
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Le pagelle della Macedonia del Nord

Stole DIMITRIEVSKI 5 – Aveva regalato all’Italia il pass per il Portogallo. Berardi l’ha rifiutato. Non accettare gli omaggi è maleducazione. Italia subito punita dal karma.
Stefan RISTOVSKI 7 – La Macedonia si difende compatta per 90 minuti. Dalla sua Insigne ed Emerson non creano grossi problemi.
Darko VELKOVSKI 7 – Si pianta dietro a insieme a Musliu mette su una bella diga. Ciò che volevano fare dal primo minuto. E ciò che sono riusciti a fare.
Visar MUSLIU 7 – Vedi sopra.
Ezhjan AILOSKI 7 – Un salvataggio importantissimo su Berardi nel finale. Ma la di là di quello, una gara attentissima dietro.
Darko CHURLINOV 6,5 – Quella dei macedoni è una gara difensiva sì, ma anche sempre attenta alle ripartenze. E’ lui a spaventare l’Italia nel primo tempo sull’unica mezza occasione: la distrazione di Mancini.
Arljan ADEMI 6,5 – In mezzo al campo si mette lì, a copertura dello schermo difensivo macedone. Fa il suo. Dal 59’ Stefan ASKOVSKI 6,5 – Il concetto è lo stesso per tutti: tra i macedoni non c’è un singolo giocatore che non abbia svolto a dovere il compito difensivo.
Enis BARDHI 6,5 – Corre tanto, fornendo costanti raddoppi in tutte le situazioni di gioco che le richiedevano.
Boban NIKOLOV 6 – Non vede tanti palloni, ma come tutta la Macedonia si sacrifica a lungo. Esce dopo un’ora. Partita onesta. Dal 59’ Stefan SPIROVSKI 6 – Una mezz’ora finale dove fa il suo.
Milan RISTOVSKI 6 – Davanti ne vede poche, anzi, nessuna. Però dà una mano come tutti, mettendosi dietro la linea del pallone spesso. Dal 72’ Bojan MIOVSKI 6 – Combatte, come tutti i suoi compagni, anche nei pochi minuti.
Aleksandar TRAJKOVSKI 10 – Dieci. Fa la cosa più importante della giovane storia di questa nazione. Non è una frase fatta: è davvero il gol più importante della storia della Macedonia del Nord, quella che li manda a giocarsi la chance di entrare ai mondiali! Ai mondiali! Ed è tutto suo, con una giocata che rivista è comunque pazzesca: controlla, si sposta e pesca una bomba all’angolino. Cosa si può dare se non il massimo del voto per la cosa più importante della storia del suo paese e della sua carriera calcistica? Dieci.
C.t. Blagoja MILEVSKI 7 – Fare con quel che si ha. Sa che non può giocarsela con l’Italia e allora tira fuori la ricetta più antica del mondo: barricate e ripartenze. Che sulla partita secca, contro una nazionale che fa comunque fatica a segnare, è sempre un buon piano. Vince lui, all’ultimo, con un jolly clamoroso. Ora il Portogallo. Proverà il bis. Difficile, ma non impossibile. Di impossibile nel calcio non c’è nulla. E come italiani, stasera, l’abbiamo dovuto testare sulla nostra pelle ancora una volta.

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