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L'Italia affronta la Nazionale cipriota nella prima partita di qualificazione in vista dei Mondiali del 2010

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Due anni e qualche mese dopo il Mondiale vinto sotto il cielo di Berlino, l'Italia del Lippi-bis è pronta a iniziare il cammino verso il Sudafrica, sede, nel 2010, della prossima rassegna iridata.
La gara che apre ufficialmente la corsa verso la difesa del Mondiale conquistato in Germania, parte da Cipro. Avversario scomodo, non tanto per le qualità tecniche quanto per le insidie che può nascondere una gara sulla carte tutto sommato agevole.
Lippi tiene alta la concentrazione: "Vogliamo i primi tre punti del girone. Non giocheremo all'Olimpico o al Maracanà. Ci sarà un manto poco erboso, così come poche saranno le persone sugli spalti: ma a me questo non interessa, io voglio vincere".
Il messaggio del Commissario Tecnico è piuttosto chiaro: vincere serve a vincere. Il tecnico campione del mondo non comunica la formazione ("Prima la devo dire ai miei giocatori", ndr), anche se dagli ultimi allenamenti non sembrano esserci grandissimi dubbi.
In porta (ovviamente) Buffon, con una linea quattro formata da destra a sinistra da Zambrotta, Cannavaro (che torna dopo l'infortunio pre-Europeo), Gamberini e Grosso. A centrocampo Pirlo, De Rossi e Gattuso, alle spalle del tridente Camoranesi-Toni-Di Natale, anche se non è da escludere la possibilità di arretrare Camoranesi a centrocampo (con l'esclusione di Gattuso) per fare spazio a Iaquinta.
Il tempo delle parole è terminato, ora servono i fatti. E Lippi, per spiegare il concetto, utilizza un proverbio toscano: "I discorsi li porta via il vento, ora dobbiamo agire. Non sono ammessi errori di sottovalutazione dell'avversario e dell'ambiente. Ma sono sbagli che persone intelligenti non commettono e il nostro gruppo è maturo". Assolutamente d'accordo.
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