Non aveva mai perso la Croazia al Maximum Stadium di Zagabria in 35 partite uifficiali. A dare il primo dispiacere alla rappresentativa di Bilic ci pensa l'Inghilterra, che sotto la guida di Fabio Capello si prende una bella rivincita dopo la bruciante sconfitta di Wembley che aveva compromesso in extremis la corsa agli ultimi Europei e portato all'esonero di McClaren.
Parlare di vendetta è ancora prematuro, perchè il cammino verso i Mondiali del 2010 è appena cominciato. Certo è che con la vittoria di Zagabria l'Inghilterra assume subito una posizione di forza nel gruppo 6, comandato a punteggio pieno dopo le prime due partite a braccetto con l'Ucraina di Shevchenko, vittoriosa 3-1 in Kazakhstan con il milanista a segno.
Capello esclude dall'undici titolare Beckham, dato in formazione alla vigilia, e schiera dal primo minuto Theo Walcott. Mai mossa si rivelò più azzeccata. La velocità sulla destra del 19enne attaccante dell'Arsenal si è rivelata un'arma letale per l'impacciata e nervosa difesa croata, che ha vissuto grazie a lui e a Rooney una notte da incubo. E dire che l'undici di Bilic aveva interpretato meglio la partita, chiudendo l'Inghilterra nella propria metà campo nei primi 20 minuti. Al 13' l'occasione più ghiotta, con la girata di Corluka che si esaurisce sull'esterno della rete.
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Ma alla prima occasione sono proprio i britannici a colpire. Al 26' uno sfortunato rimpallo tra Pranjic e Robert Kovac favorisce Walcott, che supera Pletikosa con un diagonale non irresistibile che la 'piovra di Spalato' riesce solamente a toccare. Immediata la reazione della Croazia, passano tre minuti e un'uscita infelice di James spalanca la porta a Petric che calcia a porta sicura ma ci pensa Brown sulla linea a evitare in extremis il pareggio croato.
La sconfitta assume i contorni della disfatta nella ripresa, quando la situazione precipita irrimediabilmente in dieci minuti. Al 53' Robert Kovac allarga il gomito su Joe Cole, costretto a lasciare il campo per vistosa una ferita sulla fronte. Michel estrae il rosso e la Croazia rimane in dieci. L'Inghilterra ne approfitta subito e infila l'uno-due che anestetizza il confronto. Al 59' su sponda di Heskey, Rooney allarga per Walcott che trova il secondo palo con una rasoiata vincente. Quatttro minuti dopo c'è l'erroraccio di Corluka, che perde malamente un pallone sulla destra. Jenas serve un pallone comodo a Rooney che insacca di piatto destro all'altezza del dischetto.
L'Inghilterra continua a infierire e al 76' trova ancora la via del gol con la girata fulminea di Lampard, ma Michel aveva fermato il gioco per un blocco irregolare di Heskey su Simunic. Due minuti dopo la Croazia trova il gol della bandiera con Mandzukic, da poco subentrato a Olic e al primo gol in nazionale. L'azione in realtà è viziata da un gioco pericoloso di Srna su Terry non rilevato dall'arbitro. Ma è ancora Walcott a ristabilire le distanze al minuto 82, segnando la terza rete personale dopo essere scattato in posizione regolare sul secondo assist servitogli di Rooney. Può bastare così per Don Fabio, che si è tolto la prima grande soddisfazione da ct dell'Inghilterra proprio contro chi aveva fallito il suo predecessore.
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