#salvalaCavese, l’appello dei tifosi per la Cavese

Nel 2014 può succedere che la sopravvivenza di una squadra di calcio possa dipendere anche da una foto postata sui social network o da un hashtag.

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Il recente salvataggio del Bari, che ha seriamente rischiato di dover ripartire dai dilettanti prima di trovare una cordata (rappresentata da Gianluca Paparesta) capace di rilevare la società alla terza asta fallimentare per 4,8 milioni di euro, è stato possibile anche se non soprattutto grazie alla campagna di sensibilizzazione su Facebook e Twitter lanciata dai calciatori del Bari. Il centrocampista Sciaudone e compagni attraverso l’hashtag #compratelabari hanno creato un tormentone che è diventato ben presto un successo strepitoso che ha coinvolto calciatori di Serie A, attori, comici e celebrità dello spettacolo che hanno invaso la rete di appelli per salvare una squadra con 105 anni di storia alle spalle e in grado di portare oltre 30.000 tifosi mediamente allo stadio in Serie B. L’appello alla fine è stato ascoltato e il Bari e i suoi tanti aficiodanos ora possono guardare con maggiore fiducia al proprio futuro.
INCUBO FALLIMENTO –Bari però non è purtroppo l’unica società nel panorama calcistico italiano con l’acqua alla gola. Nel mare magnum del calcio dilettantistico sono decine i casi di società sull’orlo del baratro, che rischiano di non iscriversi al campionato. Tra queste società in difficoltà c’è anche la Cavese, gloriosa società campana che ha militato in Serie B agli inizi degli anni ‘80 riuscendo persino a togliersi la soddisfazione di scrivere una pagina storica battendo il Milan a San Siro 2-1 il 7 novembre 1982, ora rischia di incappare nel terzo fallimento in tre anni.
Dopo essere stata esclusa nel luglio del 2011 dal campionato di Lega Pro Seconda Divisione per gravi inadempienze finanziarie ed aver ricominciato dall’Eccellenza, la società campana rischia seriamente di non iscriversi al campionato di Serie D. La situazione è precipitata a marzo dopo le dimissioni del presidente Salvatore Manna, inviso da una parte del pubblico, che ha deciso di dimettersi e cedere la società dopo non aver ottenuto in gestione dall’amministrazione comunale un campo periferico dove si sarebbe allestito il settore giovanile. Nonostante il caos societario i giocatori, lo staff e il direttore sportivo, pur senza percepire le ultime mensilità, hanno comunque deciso di portare a termine la stagione che si è conclusa con un settimo posto in classifica e con una goleada che ha fatto parlare tutta Italia, Cavese-Licata 19-5. Un match in cui gli ospiti si sono presentati in campo con solo 9 giocatori della Berretti (causa problemi finanziari) e che la Cavese ha affrontato senza l’allenatore in panchina, dimessosi alla vigilia della sfida, insieme allo staff tecnico, dopo aver ricevuto pressioni da alcuni tifosi che volevano imporre nell’undici iniziale l’utilizzo di due giocatori.
#SALVALACAVESE - La paura che quella giocata il 4 maggio scorso sia stata l’ultima partita della Cavese in serie D cresce giorno dopo giorno e così per sensibilizzare gli imprenditori locali, l’amministrazione comunale ed eventuali acquirenti da una decina di giorni l’addetto stampa della società metelliana Lorenzo Ansaldi ha lanciato l’hashtag #salvalacavese chiedendo a tutti i tifosi, gli abitanti di Cava, giocatori, vecchie glorie, personaggi dello spettacolo di Cava de Tirreni, ex calciatori di Serie A di postare su Facebook e Twitter una foto con il messaggio “Salva la Cavese”. La mobilitazione ha avuto un successo superiore a tutte le più rosee aspettative come ci racconta lo stesso Ansaldi: “Ogni giorno ricevo decine e decine di fotografie e le visite sulla pagina Facebook della società sono passate in poco più di una settimana da 4.000 a oltre 100.000 contatti. Questo tam tam fa piacere perché, anche se non ha ancora risolto i dubbi sul futuro della società, ha accesso i riflettori di tanti sulla Cavese, una squadra con 95 anni di storia e un passato glorioso che non merita di fallire per la seconda volta in tre anni”. Fra i numerosi appelli (questa la pagina di riferimento) non mancano quelli di ex tecnici e calciatori che hanno vestito la maglia degli Aquilotti come il capitano Mario Galluzzi, l’ex tecnico dell'eroica Cavese che sconfisse il Milan Rino Santin o l’attuale centrocampista del Crotone Pietro De Giorgio ma anche qualche calciatore di Serie A come l’ex attaccante dell’Udinese Paolo Poggi e qualche vip, su tutti la cantautrice napoletana Teresa De Sio.
La speranza è che come successo a Bari questa mobilitazione porti con sé un happy ending anche se la reale situazione debitoria della società metelliana non si conosce. Stando a quanto riportato dal quotidiano IlMattino qualche giorno fa, i debiti verso la Lega tra vertenze non pagate a ex tesserati e multe ammonterebbero a circa 110 mila euro, quelli verso privati a circa 20.000 euro, quelli al Comune per l’affitto dei campi sui 12.000 euro. La vera incognita riguarda l’Iva visto che qualcuno sussurra la società non abbia mai provveduto a pagare questa tassa. Ansaldi da parte sua parzialmente ridimensiona questi discorsi e non perde l’ottimismo: “Non so dire con certezza quanto siano vere le stime fatte dalla stampa ma va considerato che gli eventuali debiti, ad esempio l’Iva, sarebbero rateizzabili. Detto ciò di sicuro in questo momento c'è che la scadenza più ravvicinata è la domanda di iscrizione alla Serie D da presentare entro il 30 giugno e per cui servono 30.000 euro. Tornando alle manifestazioni di interesse per la società non mi sbilancio ma posso dire che c’è qualche discorso in stato avanzato soprattutto con un imprenditore che, in questa fase vuole tenersi lontano dai riflettori, ma sembra avere ottimisti propositi. Già prima della metà di giugno l’auspicio è che dalle parole si passi ai fatti e si possa ufficializzare la nuova proprietà, chiudere definitivamente questa pagina ripartendo con entusiasmo ed ottimismo per la nuova stagione”.
di Stefano DOLCI (twitter @stefano_dolci)
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