10/09/2016, Glasgow, spalti del Celtic Park: un bambino di biancoverde vestito regge a favore di camera una lapide cartonata recante la seguente dicitura: "R.I.P. Rangers 1872-2012". Basterebbe questa diapositiva per illustrare il significato dell'Old Firm a un marziano appena sbarcato sul pianeta terra. L’accoglienza del Celtic ai "cugini” dei Rangers, assenti dal 2012 dai palcoscenici della Scottish Premiership causa fallimento societario, non è stata delle più soffici: 5-1 al cospetto dei sessantamila del The Paradise tanto per mettere le cose in chiaro sin da subito, senza concedere sconti. Risultato? 402° capitolo dell’eterna saga senza storia o giù di lì ma ugualmente significativo per l'impagabile spettacolo dentro e fuori lo storico impianto scozzese. Ben ritrovato Old Firm, abbiamo avvertito tutti la tua mancanza!

Cattolici/protestanti: More than a football game!

Scottish Premier League
Tripudio Rangers nell'Old Firm: vittoria a Celtic Park dopo 9 anni
29/12/2019 A 16:23
Questa è LA sfida per eccellenza del calcio scozzese: la secolare diatriba tra cattolici e protestanti, indipendentisti e unionisti, bhoys e gers. (Molto) più che una semplice partita di calcio, sorta di guerra dei mondi nell'accezione sportiva dell'espressione. Se si escludono i due incontri ravvicinati in Coppa di Scozia, il derby di Glasgow nel massimo campionato scozzese non si vedeva dal 29 aprile 2012, giorno di un sonoro 3-0 a favore del Celtic. Quattro anni dopo le gerarchie paiono immutate: per la matricola di lusso c’è ancora parecchia strada da percorrere prima di covare sogni di gloria (i punti in campionato da recuperare nei confronti dei bhoys ammontano già a quattro, con una partita in più nel serbatoio per giunta).

La partita: Moussà Dembelé Superstar

Monologo biancoberde al Paradise: l'acuto dell'attaccante dei Rangers Garner ad accorciare le distanze e autografare il provvisorio 2-1 è solo estemporaneo, il Celtic infierisce senza pietà sulla neo promossa. La star dell'Old Firm numero 402 è senza ombra di dubbio l'attaccante francese classe 1996 Moussa Dembelè, autore di una tripletta da sogno: stacco di testa imperioso, dribbling secco ad eludere l'intervento dello sciagurato ex Milan Senderos (poi espulso per somma di ammonizioni) ed esterno destro in buca d'angolo e sinistro di controbalzo da opportunista. Aggiungete un assist servito sul piatto d'argento al compagno Sinclair e la partita perfetta è servita, con tanto di pallone dello (storico) match in saccoccia. Per i biancoverdi si iscrive alla festa anche il centrocampista Stuart Armstrong.
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Il sinistro da favola di Espinoza: palla sotto il "sette"

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