Una sessione povera di iniziative, di denaro e di intuizioni. Un calciomercato al risparmio. Quella che si è appena conclusa, infatti, sarà certificata come la prima finestra di mercato in attivo per la Serie A negli ultimi 10 anni. Le big italiane, dalla Juve (Mandragora) al Napoli (Grassi), dall’Inter al Milan, si sono mosse poco o nulla, lavorando soprattutto su talenti di prospettiva. La Roma, che ha sborsato circa 30 milioni di euro (risultando il club italiano che ha investito maggiormente in questa sessione), ha pagato Gerson e per giugno e riscattato Iago Falque, lavorando poi sui prestiti con obbligo/diritto di riscatto (Perotti, El Shaarawy, Zukanovic). Il Sassuolo ha speso 12 milioni puntando sui soliti giovani da far crescere in futuro (Trotta, Sensi, Mazzitellli). Tutte le società, incluse le medio-piccole, hanno lavorato prevalentemente in uscita.
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Da Guarin a Gervinho: quanti addii

Serie A Ecuadoriana
Da Tello a Matavz: alla scoperta dei "nuovi" arrivati
02/02/2016 ALLE 08:03
Fredy Guarin via per 13 milioni e Gervinho per 17. La Cina ha dato una grossa mano a chi, come Inter e Roma, aveva necessario e immediate bisogno di denaro. Ma poi anche Maxi Moralez (ceduto in Messico per 5 milioni di euro) e German Denis hanno salutato l’Atalanta, mentre Alberto Paloschi ha rimpolpato le casse del Chievo con 10 milioni di euro, grazie a Guidolin e allo Swansea. Nel gennaio 2016 sono stati diversi e significativi gli addii alla Serie A, che in totale hanno prodotto oltre 60 milioni di euro di entrate, sui 106 in totale ricevuti da fronte dai nostri club. Al contrario, meno della metà degli 86 totali di spese provengono da acquisti da altri campionati.
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Come sempre un’infinità di prestiti

A farla da padrone (e lo si intuisce dal numero sempre altissimo di movimenti) sono stati gli ormai consueti prestiti, con obbligo (pochi) e diritto (la maggior parte) di riscatto. Un rimandare all’estate, per questioni di bilancio, esborsi che ora non sono possibili. Anche aspettando i risultati sportivi a stagione conclusa, per capire quali e quanti premi (UEFA compresa) si andranno a riscuotere. Nelle 200 operazioni in entrata, circa il 77% sono prestiti. Tre su quattro. A titolo definitivo si registrano operazioni di poco impatto come ad esempio Zarate (Fiorentina, 2 milioni di euro), Hallfredsson (Udinese, 1 milione) o Balogh (Palermo, 2 milioni).
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Premier senza limiti, altrove poche operazioni

E all’estero com’è andata? La Premier League si conferma paradiso finanziario ed economico impareggiabile per qualsiasi altro campionato europeo. Gli oltre 255 milioni di euro spesi, che hanno visto il loro apice nei 25 investiti dallo Stoke City per l’ex desiderio dell’Inter Giannelli Imbula, certificano l’esistenza di un mercato a parte. In Premier circolano cifre doppie rispetto a qualsiasi campionato, altr top-4 europei inclusi. In Bundesliga c’è stato un leggero passivo complessivo, su comunque un giro totale di denaro inferiore ai 100 miilioni di euro. Nella Liga spagnola si sarebbe registrato un passivo, se non fosse stato per la cession da 40 milioni di euro di Jakson Martinez. La Ligue 1, con il PSG praticamente immobile, ha investito poco più di 30 milioni di euro, ma con entrate di 45 milioni.
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