Lo sciagurato Dzeko e quel limbo senza fine: Spalletti persevera

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Spalletti punta ancora su Edin Dzeko nonostante i ripetuti errori sotto porta dell'ex attaccante del Manchester City: per lui è pronto a sacrificare provvisoriamente il redditizio modulo col "falso nueve". Pagherà la sua perseverenza?

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Nell'indimenticabile film del 1996 Space Jam - già, proprio quello con His Airness Michael Jordan nelle vesti di attore protagonista tra un nugolo di "super star" della Looney Tunes - un gruppo di alieni giunti da un pianeta lontano anni luce dalla Terra rubano il talento ad alcuni giocatori della NBA (tra cui Charles Barkley e Pat Ewing) e lo sfruttano a loro piacimento lasciando i campioni americani come svuotati e inermi, completamente irriconoscibili. Al netto delle gonfiature hollywoodiane, deve essere successo qualcosa di simile all'attaccante bosniaco della Roma Edin Dzeko, autore di una serie interminabile di defiance: dall'incredibile errore a porta vuota con il Palermo, a quel "sinistraccio" fuori misura a tu per tu con Keylor Navas al Bernabeu. Le paturnie psicologiche del numero nove giallorosso stanno costando caro al club capitolino ma mister Luciano Spalletti - manco avesse studiato alla scuola di Freud e Jung - è fermamente intenzionato ad insistere su di lui, tanto che che Dzeko dovrebbe figurare regolarmente al centro dell'attacco nella delicata sfida di domenica del Friuli contro l'Udinese.

I tre gol consecutivi in A: la grande illusione

Il gol decisivo nella trasferta di Carpi, la doppietta (più doppio assist) all'Olimpico contro il Palermo: dopo mesi di stenti, finalmente Edin Dzeko sembrava pronto a spiccare il volo e trascinare la Roma di Spalletti verso traguardi impensabili solo qualche tempo prima. Invece. Invece l'incubo era tutt'altro che finito: senza di lui (debilitato da un virus influenzale) la Roma del "falso nueve" Perotti e del redivivo El Shaarawy ha annichilito Empoli e Fiorentina e quando il bosniaco si è ripreso i galloni fa titolare contro il Real Madrid si è reso nuovamente protagonista di un errore francamente difficile da commentare. Pesantissimo nell'economia di match e qualificazione.
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Spalletti non vuole perderlo: la perseveranza pagherà?

Luciano Spalletti non sembra dunque intenzionato a "scaricare" l'attaccante bosniaco, speranzoso che da un momento all'altro possa ritrovare per imposizione divina il senso del gol perduto; d'altronde il recupero psico-fisico di Dzeko era uno dei punti cardine presentato dall'allenatore toscano nel suo programma di governo. Il dilemma è amletico, anche perché puntare a oltranza sul bosniaco costringerebbe il tecnico a riporre in soffitta il modulo con il "falso nueve" che tanto mette in difficoltà le difese avversarie in quanto non regala loro punti di riferimento di nessuna sorta. Mentre un plotone di "fantallenatori" maledice la scelta di inizio stagione di puntare tutto sull'ex Manchester City, Spalletti è convinto che da un momento all'altro ritrovi il suo talento: la sabbia sta però smettendo di scorrere all'interno della clessidra e quella di Udine - se davvero il tecnico gli regalasse una maglia da titolare - rischia di essere la sua ultima chance per farsi perdonare agli occhi dei tifosi giallorossi.
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