Mancini vuole lasciare l’Inter, troppo forti le divergenze sul mercato con Suning. La bomba era stata sganciata nella serata di ieri ma, come sempre, la verità sta nel mezzo, e dunque non dovrebbe esserci nessun clamoroso ribaltone nel futuro prossimo dell’Inter cinese.

Dal progetto-giovani all'ansia da Top 3

È vero, le visioni sul mercato sono differenti, con Mancini che vorrebbe giocatori pronti e rodati per vincere subito lo scudetto (i nomi sono quelli di Yaya Tourè e Candreva), ed il Suning Commerce Group che invece punta ad un progetto più sostenibile e votato all’acquisto (anche a cifre importanti) di giovani promesse che possano esplodere in maglia nerazzurra: e proprio da qui nascono le divergenze tra le parti, ”spinte” anche dalla decisione della proprietà cinese di mettere un tetto di spesa fissato a 20 milioni per gli acquisti over-30. Un gruppo nel quale rientrano anche Yaya Tourè e, pur non avendo ancora, 30 anni, quell’Antonio Candreva che è la vera e propria richiesta del Mancio per rinforzare la fascia destra del futuro 4-2-3-1 dell’Inter: Suning non è mai stato convinto dell’acquisto del laziale (nonostante l’accordo totale col giocatore), soprattutto dopo che Lotito ha sparato una richiesta da 30mln e, come dimostrano i contatti avviati nei giorni scorsi per Berardi e Pjaca (c’è l’accordo col club, ma il giocatore preferirebbe il Milan), e la trattativa insistita per Gabriel Jesus, ha idee diverse per rinforzare la squadra.
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Due visioni diverse dunque, che però non dovrebbero portare a quella rescissione unilaterale del contratto da parte di Mancini (che andrà a scadenza, col rinnovo che arriverebbe solo in caso di ottimi risultati) che resta l’extrema ratio da attuare solo in caso di un mercato totalmente fallimentare ed inferiore alle concorrenti per il terzo posto: solo in quel caso si aprirebbe la pista-Inghilterra, ma il tecnico jesino non dovrebbe muoversi da Milano nonostante il contratto a scadenza, e trovare un punto di contatto con la proprietà cinese.

Tregua "armata" sul mercato

Al momento siamo dunque in una fase di riflessione per l’Inter, che deve capire come sfruttare al meglio i 100mln messi dal Suning per il mercato e rinforzarsi: l’unica certezza si chiama Gabriel Jesus, col club nerazzurro che è ottimista sulle possibilità di chiusura della trattativa (ma la concorrenza di Bayern ed Atletico preoccupa) per il crack brasiliano, che però arriverebbe solo a gennaio, andando inoltre ad occupare il secondo posto da extracomunitario (il primo è di Erkin, con l’Inter che potrebbe aver commesso un errore di valutazione). E proprio qui si gioca la partita tra Mancini e la proprietà cinese: il tecnico sarebbe disposto ad aspettare Jesus, a condizione che però non venga lasciato un ”buco” in rosa e s’investa comunque su due talenti (anche U-25) pronti per fare subito la differenza sulle fasce, ed un centrocampista centrale che possa fare la differenza. Insomma, sì alla squadra di prospettiva ed alla rinuncia a Candreva (seppur a malincuore, Mancini vorrebbe lui, Yaya ed un giovane), a condizione però che le pressioni per il 3° posto non siano altissime, visto che la squadra non avrebbe quei giocatori ”rodati” che per il Mancio sono imprescindibili per tornare subito nella top-3 della Serie A.
Vedremo dunque quale sarà il mercato dell’Inter, che comunque punterà a rinforzare una rosa che è arrivata quarta nello scorso campionato, e se le mosse di Ausilio&co. soddisferanno Mancini: al momento c’è accordo totale solo sulle cessioni, con Santon, Ranocchia, Dodò, Felipe Melo, Juan Jesus (che rifiuta il Watford) e Jovetic che dovrebbero partire per costituire un tesoretto tale da rendere ”sacrificabile” il solo Brozovic. D’altronde Murillo, che rifiuta costantemente lo Zenit (facendo andare a monte l’affare-Garay), è difficile da piazzare, e dunque anche sul fronte-uscite ci sarà molto da lavorare…
di Marco Corradi
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