Calcio
Serie A

Chi è Kia Joorabchian: l'ombra grigia dietro al mercato dell'Inter

Condividi con
Copia
Condividi questo articolo

Kia Joorabchian, AFP

Credit Foto AFP

DaAgenti Anonimi
09/08/2016 A 07:01 | Aggiornato 09/08/2016 A 12:54

Dal nostro partner Agenti Anonimi

Un mercato strano, con un’ombra che incombe e non ha la minima paura di uscire allo scoperto e far capire a tutti il suo (enorme) coinvolgimento: da settimane ormai si può notare una strana ”eminenza grigia” nel mercato dell’Inter, che cresce di settimana in settimana, giorno dopo giorno, come i peli di una barba qualsiasi. Un’eminenza che in fondo, non vorrebbe essere affatto grigia, ma gode nell’essere visibile ed alla luce del sole, e risponde al nome di Kia Joorabchian: è lui ormai l’uomo in più del mercato dell’Inter, che sembra aver stretto un vero e proprio patto col Diavolo. Ma in cosa consiste questo rapporto tra l’Inter e Kia Joorabchian, che dura ormai da quasi due mesi? E qual è il rapporto tra il proprietario del fondo MSI e Suning? Andiamo a scoprirlo insieme ed a disvelare un’ombra che quest’oggi ha chiuso la sua prima operazione ufficiale coi nerazzurri (ne parleremo in seguito).

Serie A

Inter, il calendario completo: date, orari e programmazione di tutte le partite fino al 2 agosto

DA 18 ORE

Dal nulla al potere: ecco chi è Kia Joorabchian

Ma chi è davvero Kia Joorabchian, il controverso proprietario del fondo MSI che controlla i destini di svariati giocatori brasiliani? Sulla vera data di nascita dell’intermediario nato in Iran e cresciuto in Gran Bretagna regna il mistero: quel che è certo è l’anno di nascita, il 1971, ma i passaporti britannico e canadese assegnano rispettivamente la data di nascita al 14 ed al 25 luglio, e dissentono anche sul nome, che è Kia Joorabchian nel primo caso e Kia Kiavash (vero nome di Kia) nel secondo. Misteri a parte, sappiamo che il giovane Kia è scappato dall’Iran con la famiglia nel lontano 1979 durante la rivoluzione khomeinista, per poi non fare più ritorno nel suo paese d’origine: i Joorabchian gironzolano tra Canada e Gran Bretagna fino a che il piccolo Kiavash non ha 12 anni, e papà Mohammed opta per l’Inghilterra e per un tranquillo lavoro da rivenditore d’auto per mantenere la sua famiglia. Ma Kia Joorabchian sceglierà una strada completamente diversa per la sua vita: dopo aver finito le superiori, infatti, ecco arrivare la rinuncia all’università e la scelta di diventare broker finanziario e dare il via ad una carriera che vede come prima mossa l’impiego come trader alla International Petroleum Exchange. In questo periodo Kia si specializza nella creazione di fondi (lo apprendiamo dalle ricerche di Pippo Russo nel libro ”Gol di rapina”) e si trasferisce a New York, dove crea col connazionale Kermanian l’American Capital, un fondo con sede fiscale nelle Isole Vergini Britanniche (noto paradiso anti-tasse), e pone le basi per il suo ingresso nel mercato editoriale: nel 1999 infatti il duo acquista il giornale russo Kommersant e si pone in un’interessante società d’affari con svariati imprenditori russi che poi forniranno i fondi per creare e gestire MSI (riciclando denaro sporco).

E proprio qui Joorabchian conosce ed apprezza Roman Abramovich, che diventerà uno dei maggiori acquirenti di MSI e farà sia grandi affari che grandi flop con Joorabchian: ma che cos’è MSI, questo nome che continua a ricorrere nel nostro discorso? Beh, parliamo del primo fondo d’investimento operativo alla luce del sole, fondato e piantato da Kia nel territorio brasiliano: nel 2004 MSI si ritrova a controllare tutta una serie di talenti brasiliani (spicca Robinho), e la quasi totalità della linea sul mercato del Corinthians. Joorabchian si fa infatti avanti col Timão per aiutare a pagare i debiti del disastrato club (circa 20mln), guadagnando in cambio il 15% dei profitti dei brasiliani per i 10 anni successivi: un salasso a livello economico, al quale si aggiunge anche il 75% sulla futura cessione di quei giocatori che lo stesso Joorabchian aveva piazzato nella rosa del Corinthians. Un vero e proprio accordo-capestro, che porta Kia a gestire di fatto il club e decidere l’allontamento dell’allenatore Tite (l’attuale ct del Brasile, proprio lui), criticato nello spogliatoio dall’infuriato intermediario dopo una sconfitta e rimpiazzato col disastroso Passarella. Joorabchian dunque si comporta come se fosse il re del Corinthians, e nel frattempo effettua una delle operazioni più controverse del mercato mondiale: il trasferimento di Carlitos Tevez e Javier Mascherano, gioielli del calcio argentino, nelle fila del Timão per una cifra mostruosa. Il loro passaggio nel calcio brasiliano sarà però breve, il 31 agosto del 2006 il duo si trasferirà al West Ham per il cosiddetto ”undisclosed fee”: perchè in realtà una cifra per il trasferimento non esiste, dato che il WH ha acquisito i due in leasing da MSI pagando un affitto annuale. Ed infatti entrambi i giocatori salutano nel breve periodo: Mascherano va al Liverpool dopo soli sei mesi, Tevez salva gli Hammers dopo che si era creato un caso internazionale sul suo impiego (con tanto di indagine contro Joorabchian) e se ne va allo United, che ovviamente non paga nulla al West Ham per ingaggiarlo e tratta direttamente con MSI in spregio alle norme-FIFA.

Carlos Tevez, Javier Mascherano West Ham 2006, Imago

Credit Foto Imago

E lo stesso accadrà in seguito per il trasferimento dallo United al City e per ogni passaggio di proprietà di Carlitos, ora militante nel Boca ed offerto a svariati club dallo stesso Kia, che punta al grande ritorno in Europa: ma Tevez è solo la punta dell’iceberg della MSI, che controlla o gestisce moltissimi giocatori brasiliani. Tra i clienti ”storici” spiccano Julio Cesar, Kakà (Joorabchian orchestrò il suo trasferimento al Real), Robinho e Pato, mentre è nuovo l’inserimento nella scuderia di Kia del laziale Felipe Anderson, subito accostato al Chelsea come da copione (Oscar, Ramires e non solo: quanti assistiti di Kia hanno vestito il Blues). Ma cosa c’entra Joorabchian con l’Inter? Andiamo a scoprirlo insieme.

Da Joao Mario a Gabigol: l'Inter viaggia con Kia

La prima apparizione di Kia Joorabchian in orbita-Inter risale alla fine di giugno: Suning ha da poco acquistato l’Inter, ed all’improvviso appare al tavolo col ds Piero Ausilio il noto intermediario (da sempre sodale del Milan e di Galliani, nonostante il pacco tirato per Tevez) Kia Joorabchian. Le domande sulla presenza in chiave-Inter si sprecano, ma poi analizzando meglio il tutto si scopre il suo grande legame coi cinesi del Suning Commerce Group (che analizzeremo in seguito) ed il dubbio aumenta: la presenza di Kia è casuale, oppure destinata ad entrare nella storia di questa sessione di mercato? Ed a poco a poco inizia il trionfo della seconda ipotesi: Joorabchian parte gestendo l’assalto (fallito) a Joao Mario da intermediario, andando a trattare per conto del Jiangsu (che acquisterebbe e girerebbe all’Inter) il giocatore portoghese con lo Sporting Lisbona ed offrendo fino a 50mln di euro, poi rifiutati del club che chiede il pagamento della clausola da 60mln a 15 minuti dalla fine del mercato asiatico. Una richiesta che porta al ”grazie e arrivederci”, ma questa è solo l’operazione che fa da cavallo di troia per il suo ingresso in pompa magna nel mercato dell’Inter: nelle settimane successive, infatti, Joorabchian offre all’Inter Carlitos Tevez ed inizia ad impostare un possibile prestito di Alex Teixeira ai nerazzurri, qualora non dovesse arrivare nessun big prima della fine del mercato.

2016, Gabriel Barbosa Gabigol, Santos, Imago

Credit Foto Imago

E non finisce qui, dato che Kia diventa l’uomo di fiducia dell’Inter sul Brasile: ci sono tracce della sua presenza sia nell’affare Gabriel Jesus, che nell’assalto a Gabigol, con Joorabchian che va a trattare per conto dell’Inter prima dell’arrivo di Ausilio e parla con Doyen da ds-ombra nerazzurro, anticipando l’offerta da 25mln+3 di bonus che al momento lascia i nerazzurri in vantaggio sul crack brasiliano (ma occhio al Leicester). E poi offre all’Inter prima Oscar, in uscita dal Chelsea (che potrebbe rimpiazzarlo con Thiago Maia del Santos: inutile dirvi chi sia il suo agente), e poi Luiz Gustavo, che di punto in bianco diventa l’obiettivo numero uno dei nerazzurri per la mediana: l’offerta da 18 milioni difficilmente soddisferà il Wolfsburg, ma la trattativa è avviata. Ma la prima operazione ufficiale di Kia Joorabchian con l’Inter è un’altra, e porta externalFrank De Boerhttp://www.agentianonimi.com/inter-laddio-da-mancini-e-una-liberazione-necessaria-ora-sotto-con-de-boer-tutto-sulla-svolta-nerazzurra/None a sedere sulla panchina nerazzurra: è l’intermediario nato in Iran a gestire la trattativa col tecnico olandese, suo assistito, e spingere per la sua nomina e per il triennale da 2mln annui nel 2016-17 e tre milioni per il biennio successivo. Il suo legame con l’Inter, da oscuro e celato, viene così sdoganato ufficialmente, per la gioia degli ”amici” del Suning.

Suning-Joorabchian: amici e sodali

Esatto, amici, perchè usare questo termine per Suning e Joorabchian non è affatto azzardato: si può dire, infatti, che dall’acquisizione del Jiangsu da parte del gruppo cinese che poi ha acquistato anche l’Inter, Kia sia diventato l’uomo di fiducia di Zhang Jindong sul mercato. Come sta accadendo all’Inter nell’ultimissimo periodo, infatti (ed a maggior ragione per l’assenza di un uomo forte com’è Ausilio), l’angloiraniano si ritrova ad agire da ds del club e portare un vagoncino di suoi assistiti nelle fila della società con sede a Nanchino: apre le danze l’attaccante (trasferitosi con Robinho al City nella stagione dell’apertura del legame MSI-Mansour), che viene poi seguito da Ramires, strappato al Chelsea per circa 30mln e dal clamoroso colpo che porta Alex Teixeira al Jiangsu Suning.

Clamoroso perchè Teixeira è un giocatore dominante nello Shakhtar, con 21 gol in 14 gare di campionato e giocate da funambolo in Champions, ma lascia l’Europa a gennaio per 50mln ed uno stipendio intorno ai 20mln annui: la classica offerta irrinunciabile, che però non corrompe Luiz Adriano (altro assistito di Kia), che rifiuta l’offerta milionaria del Suning per restare al Milan ed è ora vicinissimo al Porto. Poco male, perchè Joorabchian chiude tutto portando Sammir nelle fila cinesi ed avendo quattro dei cinque stranieri consentiti dalla Chinese Super League griffati dal suo marchio. Ecco perchè non è affatto impensabile una chiamata diretta del Suning Commerce Group al momento dell’acquisto del club nerazzurro, ed ecco perchè il potere di Joorabchian sull’Inter sembra solo destinato a crescere. Perchè il buon (eufemismo) Kia è affetto dalla mania di protagonismo tipica di chi va costantemente in cerca di un pollastro da spennare, ed all’Inter potrebbe aver trovato (Fair-Play Finanziario permettendo) il terreno perfetto per le sue scorribande: De Boer dovrebbe essere solo il primo di una lunga serie di affari targati-Joorabchian per l’Inter, e chissà quale sarà la quota finale al termine della sessione estiva di calciomercato, la prima targata-Suning e Kia…

(di Marco Corradi)

Roberto Mancini non è più l'allenatore dell'Inter: arriva Frank De Boer

00:00:34

Leggi tutti gli articoli su Agenti Anonimi

Serie A

Juventus, Lazio e Inter: tutte le sfide per lo Scudetto dal 20 giugno al 2 agosto

DA 21 ORE
Serie A

La Serie A in Diretta TV e Live Streaming: date, orari e nuovo calendario di tutti i match

DA UN GIORNO
Contenuti correlati
CalcioSerie AInter
Condividi con
Copia
Condividi questo articolo

Ultime notizie

Serie A

Gravina, pugno duro contro i "furbetti" del protocollo: chi sgarra viene escluso dal campionato

DA 36 MINUTI

Nuovi video

Serie A

Dalla "giungla" al "mollo", le più divertenti conferenze stampa di Alberto Malesani

00:03:24

Più letti

Tennis

Federer, il passante di rovescio è una meraviglia: Djokovic ko nella semifinale 2011

03/06/2020 A 08:14
Mostra più