Inter e Roma “normalizzate” da Pioli e Spalletti: per questo ci divertiremo

L’Inter viene da nove vittorie nelle ultime dieci gare. La Roma è un rullo in casa (12 su 12) e pure in trasferta non scherza: l’ha dimostrato nella tana del Villarreal. Molto è possibile, nel calcio, ma non riesco a immaginare un sfida bloccata, avara.

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Se Milan-Fiorentina coinvolgeva soltanto la periferia d’Europa, Inter-Roma di domenica sera riguarda scudetto, zona Champions, area Europa League. Tutto. Le squadre vi arrivano in forma. Stefano Pioli e Luciano Spalletti le hanno normalizzate, e non c’è verbo che renda meglio la svolta tecnico-tattica.
L’Inter viene da nove vittorie nelle ultime dieci gare. La Roma è un rullo in casa (12 su 12) e pure in trasferta non scherza: l’ha dimostrato nella tana del Villarreal. Molto è possibile, nel calcio, ma non riesco a immaginare un sfida bloccata, avara. Il 4-0 dell’andata ha permesso a Spalletti di risparmiare fior di titolari nel replay di ieri con gli spagnoli (anche se proprio bene non è andata; e senza le parate di Alisson, chissà).
Pioli, lui, recupera Mauro Icardi e perde per squalifica Miranda, il totem della difesa. I confini dettati dalle formazioni dovrebbero essere questi. Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Medel, Nagatomo (Ansaldi); Kondogbia, Gagliardini; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi. Roma (3-4-2-1): Szczesny; Manolas, Fazio, Rudiger; Bruno Peres, De Rossi, Strootman, Emerson; Salah, Nainggolan; Dzeko.
All’Olimpico c’era ancora Frank de Boer e finì 2-1 per la Roma al culmine di un tiro a segno che si spostava, a ogni azione, da una metà campo all’altra. I numeri indicano come la differenza emerga dal fatturato d’attacco (Roma 54 gol, Inter 40) più che dalla fase difensiva (Roma 22, Inter 24). Non solo: se la Roma ha trovato finalmente i gol di Edin Dzeko (19 in campionato, 8 in Europa League, 2 in Coppa Italia: 29 in tutto), l’Inter, da parte sua, ha «scoperto» cannonieri alternativi a Icardi, fermo a quota 15; l’ultimo, Gabriel Barbosa in persona.
Dzeko è il massimo oggi, Icardi era il massimo ieri. All’Inter piace l’aggressione ora sistematica ora cadenzata. Roberto Gagliardini e Ivan Perisic ne incarnano la nuova frontiera. Il ritorno alla linea a quattro non dovrebbe produrre scompensi drastici. Dzeko va isolato «di reparto», e possibilmente tagliato fuori dai rifornimenti. Occhio, inoltre, agli strappi di Radja Nainggolan, la mossa più creativa dello Spalletti-bis. La Roma alterna il controllo del territorio alle transizioni veloci, specialità di casa Salah, meno egoista di quanto non lo fosse diventato alla scuola di Gervinho.
Non c’è duello che non possa risultare decisivo od orientativo, a cominciare dal confronto, indiretto, tra i portieri. In rapporto agli obiettivi, il pareggio serve poco a entrambe. L’Inter ha trasformato San Siro in una piccola fortezza: vi vince da otto partite. La Roma non perde dal 29 gennaio, quando a Marassi la Sampdoria le inflisse una doppia rimonta. Le panchine offrono scorte di notevole spessore: da Marcelo Brozovic a Eder, a Ever Banega, da Stephan El Shaarawy a Diego Perotti (un po’ sfiorito, a dire la verità), a Leandro Paredes. Con Francesco Totti sospeso sulla storia e sulle solite storie.
Il mio pronostico: Inter-Roma 2-2. Tocca a voi.
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