Lavagna tattica: il dopo Milik, per puntare su Gabbiadini, Sarri deve cambiare modo di giocare

Analizziamo gli scenari futuri in casa partenopea: se l'acquisto di un giocatore come Klose sarebbe perfetto, è innegabile che non sfruttare il diamante grezzo costituito dall'italiano sarebbe un peccato. Ecco come il tecnico potrebbe utilizzarlo al meglio.

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Non bastava la prima sconfitta stagionale maturata a Bergamo, una spruzzata polemica successiva al -4 rimediato dalla Juventus dopo sole sette giornate di campionato. Per il Napoli, ecco anche la tegola Arek Milik, infortunatosi con la nazionale polacca e destinato a rimanere fuori per un periodo che va dai quattro ai sei mesi. Per Maurizio Sarri è giunto il primo snodo della stagione. Proviamo a capire come potrebbe risolverlo con l’aiuto di Wyscout.

La differenza con Gabbiadini

Sulla carta, in questa stagione Manolo Gabbiadini sarebbe partito alla pari con il nuovo acquisto proveniente dall’Ajax. In teoria, il divario tra le due prime punte del Napoli non sarebbe stato nemmeno lontanamente paragonabile dell'anno scorso con Gonzalo Higuain. Eppure, giunti alla seconda sosta del campionato, ci si accorge di un’evidente differenza statistica tra Milik e Gabbiadini. Il primo ha segnato 7 gol tra Serie A e Champions League, il secondo soltanto uno. Certo, l’ex doriano ha giocato 235’ contro i 593’ del polacco. Ma non riesce a salvarsi né con le percentuali realizzative (esattamente la metà del rivale) e contributo alla squadra (zero assist e occasioni create, contro un assist e 4 key-passes di Milik). Guardando questi numeri, non vi sarebbe nulla per essere ottimisti in casa Napoli. E, in queste statistiche, verrebbe da ritrovare la conferma delle difficoltà dell’italiano, che partecipa al gioco di squadra con la metà dei passaggi di MIlik.
Il gol di Gabbiadini contro il Chievo. Aiuta la squadra nel recupero palla e si libera al tiro dal limite dell'area sullo scarico centrale di Callejon, che agisce in posizione di punta e non tanto di ala destra. L'impresisone è che Sarri dovrà ripartire da qui, cercando di sfruttare Gabbiadini tra le linee e non tanto nell'aggressione alla profondità, autentico punto debole dell'attaccante.

Le statistiche di Milik e Gabbiadini a confronto:

GIOCATOREMILIKGABBIADINI
GOL71
TIRI IN PORTA144
TIRI TOTALI227
% REALIZZATIVA50%25%
% REALIZZATIVA TOTALE31,8%14,2%
ASSIST10
OCCASIONI CREATE40
MINUTI GIOCATI593235
GOL OGNI MINUTI84,7235
PASSAGGI MEDI12,95,4

Dove si può lavorare

Come mai esiste questa differenza? Può essere che Milik sia un giocatore di qualità superiori a Gabbiadini, ma anche che sia meno conosciuto ai difensori avversari di quanto non sia l’italiano. E, in fondo, non si devono dimenticare alcune motivazioni psicologiche. Gabbiadini è parso subire parecchio il dualismo, con inevitabili contraccolpi sul rendimento in campo. Concludendo il discorso relativo al contributo dell’attaccante al gioco di squadra, non possiamo non mettere a confronto le due heat-map dei giocatori, scegliendo le partite in cui sono risultati più incisivi. E, evidente, è la somiglianza sulle aree in cui i due vanno a ricevere la palla e cercano di fare la differenza. Su questo Sarri ha già lavorato parecchio e dovrà lavorare ancora nel breve termine, con la speranza che il contributo di Gabbiadini migliori.

Le heat map di Milik e Gabbiadini a confronto:

Cambia veramente poco tra i due se si prendono in esame le zone del campo in cui gestiscono la palla. E, al tempo stesso, è evidente come nessuno dei due abbia un coinvolgimento eccessivo nella manovra, visto il basso numero di tocchi. Quello che cambia, semmai, è ciò che fanno del pallone, le decisioni che prendono in quelle stesse zone di campo. (grafico Whoscored.com)

Meno colpi di testa, più tiri da fuori

Le statistiche citate delineano il quadro in cui a una punta, nello scacchiere di Sarri, si chiede soprattutto di fare il movimento giusto al momento giusto e concludere quanto creato dal resto della squadra. Uno scenario sostanzialmente ideale anche per un Miroslav Klose che potrebbe rimettersi gli scarpini dopo qualche mese di stop. Eppure, Sarri ha tutto per vincere la sfida Gabbiadini, diamante grezzo del nostro calcio. Come farlo? Nel passaggio da Higuain a Milik, il Napoli ha modificato leggermente la propria struttura potendosi permettere una prima punta forte di testa. Ora, sarà obbligato a una nuova variazione sul tema. Perché Gabbiadini non ha ancora vinto un duello aereo in stagione, ma calcia da fuori area nel 66,6% dei casi contro il 15,9% di Milik. Chiedere qualche ripiegamento difensivo in meno a José Callejon sfruttandone la vena realizzativa attuale e utilizzare Manolo come finta punta potrebbe essere una soluzione. Perché una cosa è certa. Sarri non potrà mai chiedere a Gabbiadini di essere un nuovo Higuain, ma nemmeno un altro Milik.
Uno dei due gol di Milik a Kiev, la miglior prova delle differenze rispetto all'anno scorso. E' impossibile chiedere a Gabbiadini un colpo di testa simile su un cross quasi dalla trequarti.

Le differenze nel gioco:

GIOCATOREMILIKGABBIADINI
TIRI MEDI SUI 90'3,453,6
% TIRI DA FUORI15,9%66,6%
% DUELLI AEREI VINTI44,6%0%
Le statistiche spiegano che, per forza di cose, se Sarri vorrà puntare su Gabbiadini come prima punta, dovrà cambiare il modo di giocare.
VIDEO: Sarri descrive le caratteristiche di Milik
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