La Juventus pensa al restyling: niente rivoluzioni, ma si inizia a ragionare oltre la BBC

La bruciante sconfitta nell'andata dei quarti di Champions League permetterà a Beppe Marotta e Fabio Paratici di pensare con calma alla rosa della prossima stagione: la situazione più spinosa riguarda i sei giocatori in scadenza di contratto, tra cui Buffon, Barzagli e Chiellini. Gli ultimi due sono certi del rinnovo, ma cosa deciderà il portiere?

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La logica, ancor prima della programmazione, lo impone. Prendendo atto dello 0-3 di Torino e considerando come ben oltre i confini della storia un possibile ribaltone a Madrid, viene da pensare che alla Juventus 2017-18 non restino che altre dieci partite ufficiali da disputare. Le ultime otto sfide di campionato, la finale di Coppa Italia e il già citato retour match del Bernabeu. La cartina di tornasole della disfatta di martedì sera è infatti la possibilità concessa a Beppe Marotta e Fabio Paratici: iniziare a ragionare sulla rosa della prossima stagione. In estate non avverranno rivoluzioni, ma si inizierà a pensare al futuro dopo la BBC.

Da Buffon a Barzagli passando per Chiellini: la BBC è in scadenza

Nella rosa attuale, sono sei i giocatori il cui contratto scadrà il prossimo 30 giugno: Buffon, Pinsoglio, Asamoah, Barzagli, Chiellini e Lichtsteiner. Le indiscrezioni di mercato danno per fatto l’addio della coppia di terzini. Asamoah si è ormai promesso all’Inter, mentre per Lichtsteiner - dopo due anni di tentazioni - sembra davvero giunto il passo d’addio al termine di un settennato da urlo. Il grande punto interrogativo riguarda Buffon, che molto probabilmente si ritirerà in caso di mancata Champions League ma non ha ancora sciolto le riserve. Diverso il discorso per Barzagli e Chiellini. Le due colonne della BBC sono già state confermate dalla dirigenza, entro fine stagione si attende il loro rinnovo contrattuale. Al primo, prossimo ai 37 anni, sarà chiesto di fungere da chioccia ai difensori del futuro. A Chiellini, 34 anni ad agosto, di recitare ancora un ruolo da protagonista al fianco di Benatia.

Da Howedes a Douglas Costa: tra prestiti e riscatti

Il legame con la Germania si fa forte se si guarda a chi è in rosa ma a titolo temporaneo. Per Howedes (prestito annuale a 3,5 milioni di euro) non scatterà il riscatto obbligatorio alla 25esima presenza e a 13 milioni di euro, per il semplice fatto che avendo disputato un solo match è ormai impossibile raggiungere quella soglia. In ogni caso, è improbabile che Marotta faccia sforzi per trattenerlo. Agli antipodi la situazione di Douglas Costa, arrivato in bianconero con la formula del prestito annuale (6 milioni di euro) e un riscatto a titolo definitivo da 40 milioni di euro pagabili in due esercizi. Il futuro del brasiliano è a Torino, senza ombra di dubbio. Infine, ecco Pjaca. Finiti i sei mesi a Gelsenkirchen, sarà agli ordini di Massimiliano Allegri sin dal raduno. E, poi, proverà a farsi spazio in una trequarti piuttosto fitta.

Marchisio e Sturaro verso l’addio, Pjanic e Dybala nuove certezze

Le inquietudini principali riguardano le ambizioni di Alex Sandro, sotto contratto fino al 2020 eppure molto tentato dalle lusinghe estere. Più vicini all’addio sono invece due centrocampisti scarsamente utilizzati in stagione: Marchisio e Sturaro. Le certezze della mediana, del resto, sono ormai quattro: Khedira, Pjanic, Matuidi e il rampante Bentancur. Loro non si toccano, così come Bernardeschi, Dybala, Cuadrado e Higuain in attacco. Non è escluso che invece si finisca per ragionare sulle oppurtunità in uscita di Mandzukic.

Caldara e Spinazzola, i primi rinforzi

A Liverpool, l’amletico Emre Can non ha ancora deciso cosa farà del proprio futuro. Se deciderà di trasferirsi a Torino a parametro zero, la Juventus lo accoglierà a braccia aperte. Intanto, Marotta si è assicurato per tempo Mattia Caldara, pagato 15 milioni di euro all’Atalanta (se ne aggiungeranno altri 4 se giocherà 20 partite ufficiali nel 2018-19). E sempre da Bergamo arriverà il rimpiazzo di Asamoah (e all’occorrenza Lichtsteiner), Leonardo Spinazzola, reduce da un prestito biennale con la Dea. La sensazione è che il telaio della Juventus non verrà stravolto, ma che la dirigenza inizierà a guardare al futuro in vista dei ben sette contratti che scadranno nel 2020. Per le rivoluzioni c’è tempo, per migliorarsi è meglio mettersi subito all’opera.
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