L’Italia sfiderà l’Argentina venerdì sera all’Etihad Stadium di Manchester. Un’amichevole che non offre tantissimi contenuti per gli azzurri di Di Biagio, ma che paradossalmente ci interessa per studiare da vicino i nostri avversari. L’osservato speciale è Lautaro Martinez, l’attaccante che proprio in queste ore ha confermato di aver scelto l’Inter per il suo futuro. Sampaoli l’ha premiato con la convocazione e potrebbe concedergli spazio contro l’Italia, dopo averlo monitorato negli ultimi mesi. Insieme al ct dell’Albiceleste c’era anche Piero Ausilio e la dirigenza nerazzurra è rimasta letteralmente stregata da questo giocatore: il Borussia Dortmund ha provato a inserirsi nella trattativa con un’offerta più alta al suo club, il Racing Club di Avellaneda, ma l’Inter ha bruciato la concorrenza convincendolo a sposare la causa nerazzurra per una cifra intorno ai 22 milioni di euro.

'Mi manda' Diego Alberto Milito

Un ruolo assolutamento decisivo in questo senso l’ha avuto Diego Alberto Milito, suo ex compagno di squadra e ora segretario tecnico del Racing. Il ‘Principe’ gli ha spiegato cos’è l’Inter, cosa significa giocare in Europa e quanto può dare a livello di crescita personale un club blasonato a un profilo dal suo potenziale. In tema di argentini, asse portante del Triplete, la tradizione dell’Inter ha avuto anch’essa il suo peso così come le parole del vicepresidente Javier Zanetti. D’altronde, anche il destino si è mosso per lui. La data è quella del primo novembre 2015: Lautaro Martinez fa il suo esordio con la maglia biancazzurra del Racing sostituendo, a 10 minuti dalla fine del match contro il Crucero del Norte, proprio Diego Milito (autore di una doppietta) che nel maggio 2016 avrebbe concluso la sua straordinaria carriera salutando la tifoseria in lacrime.
Serie A
Inter, Lautaro Martinez conferma: “È quasi fatta con l’Inter, siamo ai dettagli”
20/03/2018 A 14:19

Gli inizi, le prime porte in faccia e l'esplosione

Boca e San Lorenzo lo avevano scartato, il loro rifiuto lo aveva segnato. Quando gli proposi di venire da noi disse che prima avrebbe preso il diploma. Una risposta intelligente, per quell'età. In Argentina si crede che i talenti o si trovano a 13 anni o è troppo tardi, ma non sempre è così. Sono bastati pochi minuti per capire che lui era diverso, calciava di destro e sinistro, saltava l'uomo o lo buttava giù col fisico
Facciamo un passo indietro. La dichiarazione è di Fabio Radaelli, compagno di Zanetti nel Banfield, l'osservatore che lo pescò sul campo del Liniers di Bahia Blanca una sera del 2013, con la sub 17. Di anni il classe 1997 ne aveva 16 ed era cresciuto seguendo sui campi della B argentina il papà Mario, detto Pelusa, celebre mancino del futbol bahiense.
Serio, zitto, metodico. Si allenava con i più grandi nel tempo libero. Quando sua mamma mi disse che voleva mangiare solo pasta in bianco prima delle partite, per stare leggero, capii che forse non scherzava
Parola di Alberto 'Pichu' Desideri, uomo storico del Liniers, ed Hernan Rosell, ex compagno di squadra e per alcuni mesi suo allenatore, conferma:
Perdevamo 2-0 con il Comercial. Ci mise due minuti a fare quello che faceva nelle giovanili, segnare e far segnare. Buttò dentro di destro la prima palla che toccò, con la seconda fece l'assist per il 2-2
Attestati di stima importanti così come la gavetta a Bahia Blanca, città natale dell’ex ct argentino Alfio Basile, ma soprattutto di Manu Ginobili e di una vecchia conoscenza nerazzurra, Rodrigo Palacio.

Le caratteristiche tecniche: vice Icardi? Assolutamente no

Chi scrive in queste ore che Martinez possa essere l’alternativa a Icardi è lontano dalla realtà ed evidentemente non l’ha mai visto giocare. Il “Toro”, soprannome nato dalla sua prepotenza fisica, è un ragazzo di 1 metro e 75 per 72 kg. Il baricentro basso ha scatenato i paragoni: Aguero, Tevez, Falcao, chi più ne ha più ne metta. Al di là del gioco “a chi somiglia”, “è il nuovo”, ci interessano le sue caratteristiche: attaccante atipico che ama svariare per tutto il fronte offensivo, abbassarsi per ricevere palla e partire in progressione. Già questo fa capire quanto sia lontano da Icardi, bomber di razza e letale in area di rigore.
Lautaro Martinez è più una seconda punta e potrebbe anzi essere il partner ideale per il capitano nerazzurro completando un attacco tutto argentino da favola. Nel Racing agisce da 10 in coppia con la punta Lisandro Lopez o da esterno nel tridente. El Toro può anche essere impiegato da falso nueve liberando lo spazio per esterni abili ad accentrarsi, ma pensando all’Inter attuale l’ipotesi più immediata è un passaggio dal 4-2-3-1 al 4-4-2. Al fisico da mediano di rottura abbina dribbling, l’abilità con entrambi i piedi e un discreto gioco aereo: deve compensare con lo stacco la statura non imponente. Ha un carattere impulsivo e i difensori lo sanno: dovrà imparare a non cadere nelle provocazioni e a gestire le emozioni.
  • Racing Club di Avellaneda (Primera Division 2017-2018): 10 gol e 4 assist in 14 presenze
  • Copa Libertadores 2018: 1 presenza, 3 gol
  • Argentina Under 20: 11 presenze, 8 gol
  • Nel 2017 ha partecipato al Sudamericano Sub-20 con l'Argentina, diventando capocannoniere con 5 gol, di cui 3 dal 90' in poi
Dopo l'esplosione in Argentina, la tripletta siglata di fronte ad Ausilio contro l’Huracan e i gol esibiti al cospetto di Jorge Sampaoli contro il Cruzeiro in Copa Libertadores, Lautaro Martinez è pronto a catturare le luci della ribalta anche al Mondiale se ne avrà l’occasione: la concorrenza in attacco è spietata, ma la cattiveria e la fame, o meglio la garra, del futuro giocatore dell’Inter attendono la consacrazione. Il calcio europeo sarà l’esame definitivo.
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