Nessuno poteva immaginare che il progetto tecnico imbastito in estate dal Milan fosse prossimo al fallimento a dicembre. La caccia ai colpevoli è già iniziata da settimane, ci ha rimesso Montella – era la soluzione più facile e immediata – ma a questo punto serve trovare delle soluzioni per non buttare via la stagione.
Mirabelli e Fassone stanno assistendo a un crollo dei capitali investiti in estate perché i giocatori si stanno svalutando mentre il progetto della proprietà cinese del Milan avrebbe bisogno di una scossa, anche in vista del rifinanziamento del debito. Chi presta o presterà i soldi vuole, infatti, avere garanzie e la certezza che vengano spesi bene.
I problemi si sommano: fisici, tecnici, psicologici. La società è convinta del fatto che i guai derivino dalla preparazione atletica della gestione Montella. Forse è così, ma forse è anche comodo pensarlo. Gattuso ha raccolto i cocci nella consapevolezza di quanto sia difficile metterli insieme. Le due vittorie contro Bologna e Verona (parte prima) avevano ridonato un po’ di fiducia, il tonfo contro gli scaligeri (parte seconda) al Bentegodi ha riazzerato tutto.
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La giovane età dei rossoneri che scendono in campo è un alibi che non regge e la verità, come spesso accade, è raccontata dai numeri: l’ultima volta che il Diavolo aveva perso così tante partite in Serie A dopo 17 turni risaliva all’annata 1981-1982, stagione poi conclusa con 13 sconfitte (su 30 gare totali) e la retrocessione in Serie B. La Champions League in campionato è a 14 punti di distanza, ma la Roma (quarta) ha una partita in meno quindi potenzialmente potrebbe essere a 16, vale a dire i 40 punti dell’Inter (terza). Raggiungere l’Europa League è un obiettivo alla portata, ma non cambia la sostanza quindi il Milan dovrebbe concentrarsi sulle Coppe che restano le vere ancore di salvezza per aggiustare un anno nato malissimo.
All’Europa meno nobile si può approdare anche attraverso la Coppa Italia e il quarto di finale contro l’Inter rappresenta già uno snodo cruciale mentre per poter disputare la Champions non resta che vincere l’Europa League. Non è facile, ma a questo punto diventa obbligario provarci, anche perché trionfare in una di queste due competizioni darebbe accesso a un altro potenziale titolo in estate. D’altronde, se vincere aiuta a vincere, è altrettanto vero il contrario.
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