Inter, a San Siro arriva il Napoli: è l'ultimo treno per il secondo posto?

Con ogni probabilità sì, anche se siamo solo a dicembre e c'è un intero girone di ritorno da giocare. Risulta evidente, tuttavia, che un pareggio o addirittura una sconfitta nel big match di Santo Stefano significherebbe quasi certamente dire addio alle speranze di avvicinarsi alla squadra di Ancelotti. I punti di distacco attuali (8) sono già tanti, non sfruttare il fattore San Siro o peggio ancora sprofondare a -11 sarebbe la parola fine. In questa stagione tutte le volte che Icardi e compagni hanno affrontato un esame di maturità l'hanno fallito: per i nerazzurri, alle prese con la bufera Nainggolan, dare una risposta sul campo in una partita così importante sarebbe un'importante boccata di ossigeno. Match molto delicato anche per il Napoli: contro una Juventus inarrestabile un passo falso metterebbe una pietra tombale sul campionato con larghissimo anticipo.
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La Juventus dei record e la trappola Atalanta: rilassarsi è un pericolo concreto?

Molto difficile da ipotizzare. Se è vero che i bianconeri hanno già conquistato aritmeticamente il titolo di campioni d'inverno, hanno vinto 16 partite su 17 e viaggiano a +8 sul Napoli, è altrettanto vero che Massimiliano Allegri nel corso degli anni ha dimostrato di essere un maestro quando è chiamato a tenere alta la soglia di attenzione, anche in vista di partite sulla carta abbordabili. Trovare motivazioni di classifica è estremamente complicato, l'aria di festa può giocare brutti scherzi ma Chiellini e compagni hanno la possibilità di centrare un altro record: chiudere il 2018 senza sconfitte esterne in campionato. Resta un ultimo ostacolo da aggirare, l'Atalanta di Gasperini: un avversario non propriamente morbido, che nelle ultime due stagioni ha imposto il 2-2 alla Juve all'Atleti Azzurri d'Italia. Gli stimoli, quindi, non mancano.
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La solitudine di Gattuso: riuscirà a rimettere in carreggiata il Milan?

Sì, ma a patto di ritrovare i suoi uomini migliori. La sconfitta di domenica scorsa a San Siro contro la Fiorentina ha lasciato il segno, prima in campo e poi fuori: l'assordante silenzio della società ha inevitabilmente indebolito la posizione di Gattuso, sempre più solo dopo gli ultimi deludenti risultati in campionato e la bruciante eliminazione in Europa League. Contro il Frosinone è vietato sbagliare: servono 3 punti, non sono ammessi ulteriori rallentamenti. Gattuso non ama cercare alibi e nelle difficoltà ha sempre trovato la forza e le idee per reagire. Serve però un aiuto dai giocatori più rappresentativi: da Higuain ci si attende un segnale forte, Suso deve scrollarsi di dosso un periodo no, Calhanoglu deve dimostrare di meritare la maglia numero 10. Altrimenti saranno dolori e anche il Frosinone di Baroni potrà dare fastidio.
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Gennaro Gattuso - 2018

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Bologna-Lazio, il derby di Natale dei fratelli Inzaghi: chi si gioca di più?

Sicuramente Filippo. I due 0-0 consecutivi contro Milan e Parma hanno ridato ossigeno al Bologna, ma se il campionato finisse adesso i rossoblù sarebbero retrocessi in B. Collezionare pareggi, di fatto, non muove più di tanto la classifica. In campionato gli emiliani non vincono dal 30 settembre (2-1 sull'Udinese al Dall'Ara) e hanno un estremo bisogno di ritrovare i 3 punti per dare una scossa a una stagione fin qui piatta sia a livello di gioco che di risultati. Compito sulla carta molto complicato perché di fronte avranno la Lazio di Simone Inzaghi, rigenerata dal successo sul Cagliari e che sembra finalmente avere ritrovato il Milinkovic-Savic e il Luis Alberto dei tempi migliori, due uomini chiave. Il Natale più pensieroso lo trascorrerà Filippo, su questo non ci sono dubbi: in attesa del verdetto del Dall'Ara.
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Di Francesco, test verità col Sassuolo: il vero campionato della Roma inizia adesso?

Le ultime versioni della Roma sono state contraddittorie: contro il Genoa è arrivato un rocambolesco successo per 3-2 al termine di una prestazione a tratti sconcertante, contro la Juventus allo Stadium si è vista una buona organizzazione di gioco ma è arrivata una sconfitta, seppure di misura. Per Di Francesco, da tempo sulla graticola, è arrivato il momento di affrontare l'ennesimo crocevia stagionale proprio contro il suo ex Sassuolo, una sfida carica di significati e incroci: il tecnico giallorosso ritrova il suo ex pupillo Berardi, suo figlio Federico e la squadra che gli ha consentito di affacciarsi al grande calcio. Alla Roma serve ripartire da quanto di buono fatto vedere a Torino: recuperando il migliore Dzeko e un El Shaarawy assente ormai da un mese, i giallorossi hanno la possibilità di lasciarsi alle spalle una prima parte di stagione balbettante e di iniziare un nuovo campionato.
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