Semplici sondaggi, timidi interessamenti, primi contatti. Da qualche giorno il nome di Mario Mandzukic ha cominciato ad insinuarsi nei corridoi e negli uffici di via Aldo Rossi, mentre i giornali accostano inevitabilmente il profilo del croato a quello di Zlatan Ibrahimovic, pronto a riaccendere il Diavolo 7 anni dopo l’ultima partita in rossonero. Piano A svedese e piano B croato. Almeno, così sembrerebbe.
Dopo l’iniziale entusiasmo per il possibile ritorno all’ombra della Madonnina, l’ormai ex Galaxy starebbe prendendo tempo. Due le motivazioni dietro l’esitazione del gigante di Malmö: da una parte vorrebbe un’offerta più allettante da parte di Boban e Maldini (l’ultima è 6 mesi di contratto a 2 milioni di euro, con opzione per la prossima stagione per altri 4 milioni), dall’altra è in attesa di una proposta concreta da Napoli dove l’arrivo in panchina di Gattuso ha scombinato le carte in tavola. Ibra e l’ex bandiera del Milan, si sa, sono da sempre grandi amici.
I miei compagni più forti? Non parlo del valore tecnico, preferisco rispondere in base a ciò che hanno rappresentato per il mio modo di giocare: senza dubbio Vieira e Gattuso. Rino non mollava mai, ti stava addosso. Non è Messi, ma ti dava una carica mostruosa. (Intervista di Ibrahimovic alla Gazzetta dello Sport, 19 ottobre 2019).
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Il tentennamento di Zlatan ha così costretto la dirigenza rossonera a guardarsi attorno alla ricerca di un altro nome per rinforzare l’attacco nel disperato tentativo di tornare a giocarsi il quarto posto con le prime della classe. I riflettori del mercato di Via Aldo Rossi si sono spostati su Torino dove l’esubero di lusso croato non vede l’ora di trovare una squadra. Al divorzio di Mandzu con la Juve manca solo l’ufficialità: zero presenze in stagione, scavalcato da Dybala e Higuain, 4 panchine in campionato prima dello strappo definitivo con Sarri con l’esclusione dalla lista Champions. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Fuori dal progetto”. Quest’estate l’attaccante ha cercato in tutti i modi una destinazione (Manchester su tutte), ma alla fine non si è mai trovato l’accordo con la Vecchia Signora. Ora una nuova opportunità di fuga nella finestra invernale: le ultime indiscrezioni parlano di un pre-accordo dell’ex Bayern Monaco con i Red Devils, ma Boban è pronto per l’assalto.
Come in ogni trattativa vanno ponderati i pro e i contro, ma in questo caso il piano B potrebbe risultare molto più attraente dell’obiettivo principale. Partiamo dagli ostacoli: Manzdukic percepisce 6 milioni netti a stagione ed ha un contratto che lo lega alla Juve fino al 2021. Una cifra che obbliga il Milan a considerare in ogni caso un esborso importante per accaparrarselo, soprattutto nell’ottica di un’asta con gli inglesi. Un altro freno potrebbe essere la reale condizione fisica del vice Campione del Mondo, fermo, di fatto, da maggio. Dettaglio che, comunque, lo accomuna a Ibra la cui ultima partita oltreoceano risale ad inizio ottobre.
Cinque anni di differenza tra i due bomber fanno pendere la bilancia della scelta dalla parte di SuperMario: il fascino del ritorno dello svedese ha già riempito i cuori dei tifosi rossoneri, ma si scontra inevitabilmente con l’anagrafe. Zlatan è abituato a dominare in ogni campionato, ma difficilmente riuscirà a mantenere un ritmo costante nelle prossime due stagioni. I 33 anni del croato sarebbero un’assicurazione di lungo termine per Pioli che avrebbe un terminale di peso in attacco, al pari dello svedese in quanto a esperienza e carisma. In più vale la pena confrontare i due palmares: se l’obiettivo del Diavolo è il ritorno in Europa, Mandzukic può vantare prestazioni di peso negli ultimi anni in bianconero nelle gare decisive e una Champions vinta da protagonista con il Bayern Monaco nel 2013. Una coppa che Ibra insegue da tutta la vita.
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