La sconfitta contro il Torino ha fatto scattare un altro campanello d'allarme in casa Inter, l'ennesimo in una stagione contraddittoria. Un ko, quello maturato contro i granata dell'ex Mazzarri, frutto non di un episodio ma arrivato al termine di una prestazione per larghi tratti sconcertante. Nel mirino della critica, come inevitabile in questi casi, finisce l'allenatore, Luciano Spalletti. La decisione di puntare sul 3-5-2("per dare maggiore fisicità alla squadra", ha spiegato il tecnico), si è rivelata infelice: quasi mai pericolosa, l'Inter non ha mai dato davvero l'idea di poter raddrizzare la partita incassando la quinta sconfitta in campionato. E i punti persi per strada iniziano a essere tanti: si pensi alle sconfitte di inizio stagione contro Sassuolo e Parma, oppure ai recenti pareggi contro Chievo e lo stesso Sassuolo. Se fino a un certo punto della stagione a Spalletti veniva rimproverata una cattiva gestione dei cambi, ultimamente a essere messa in dubbio è la sua capacità di leggere le partite soprattutto lontano da San Siro dove i nerazzurri hanno vinto solo una delle ultime 7 gare (1-0 a Empoli prima della lunga sosta natalizia).
Come l'anno scorso il girone di ritorno è iniziato a marce basse e con pochi gol fatti. Si riuscirà ad evitare la pareggite?
2017/20182018/2019
17a giornata Inter-Udinese 1-3Chievo-Inter 1-1
18a giornataSassuolo-Inter 1-0Inter-Napoli 1-0
19a giornataInter-Lazio 0-0Empoli-Inter 0-1
Coppa ItaliaMilan-Inter 1-0Inter-Benevento 6-2
20a giornataFiorentina-Inter 1-1Inter-Sassuolo 0-0
21a giornataInter-Roma 1-1Torino-Inter 1-0
Quarti Coppa Italia-Inter-Lazio (?)
22a giornataSPAL-Inter 1-1Inter-Bologna (?)
23a giornataInter-Crotone 1-1Parma-Inter (?)
24a giornataInter-Bologna 2-1Inter-Sampdoria (?)
25a giornataGenoa-Inter 2-0Fiorentina-Inter (?)
Punti 8 (7 gol fatti, 10 gol subiti)Punti 11 (9 gol fatti, 4 gol subiti)
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L'Inter adesso e un anno fa: Spalletti sotto accusa

I numeri inquadrano ancora meglio il problema e sono un elemento in più a sostegno della tesi di chi vede in Spalletti il principale responsabile della mancata crescita dell'Inter rispetto alla passata stagione, nonostante un mercato estivo molto buono. Rispetto a un anno fa, ovvero all'indomani della 21esima giornata di Serie A, l'Inter ha migliorato di una posizione la propria classifica (era quarta un anno fa, è terza attualmente). Ma è lecito chiedersi se il passo avanti dell'Inter non dipenda in larga parte dal crollo delle due squadre romane: rispetto a 12 mesi fa la Lazio fa segnare un clamoroso -14, la Roma ha 7 punti in meno. Non è l'Inter che corre, quindi, ma sono le altre che hanno vistosamente frenato.

La classifica oggi e un anno fa: il confronto

PosizioneStagione 2017-18Stagione 2018-19
1.Napoli 54 puntiJuventus 59 punti
2.Juventus 53 puntiNapoli 48 punti
3.Lazio 46 puntiInter 40 punti
4.Inter 43 puntiMilan 35 punti
5.Roma 41 puntiRoma 34 punti

I casi Perisic e Icardi: quanto lavoro per Marotta

Spostandoci dal rettangolo di gioco al mercato, i problemi dell'Inter non diminuiscono, anzi. Il caso legato al rinnovo contrattuale di Icardi sta diventando un vero e proprio tormentone, tra le dichiarazioni esplosive di Wanda Nara e le recenti dure prese di posizione della società. E poi c'è la grana Perisic: il croato vicecampione del mondo, come confermato da Marotta e Spalletti, ha chiesto espressamente di essere ceduto. Una situazione esplosiva, a 3 giorni dalla conclusione del mercato di gennaio, una situazione che l'Inter avrebbe potuto e dovuto gestire decisamente meglio e che ora deve risolvere in modo da non indebolire squadra e spogliatoio. Ieri Marotta ha detto che il croato potrebbe rimanere da separato in casa ma quest'ulteriore momento di instabilità non rischia di minare il morale e creare malumori in uno spogliatoio dove gli scontenti crescono (anche Miranda avrebbe chiesto di essere ceduto e oltre a Icardi anche Skriniar deve sempre rinnovare il suo contratto...).

Mauro Icardi, Torino-Inter, Serie A 2018-2019, Getty Images

Credit Foto Getty Images

L'acquisto flop (finora) di Nainggolan

Restando in tema mercato, in estate l'operazione Nainggolan-Zaniolo-Santon era stata accolta con entusiasmo dai nerazzurri. Il belga, salutato in modo trionfale dai tifosi, era la pedina tanto desiderata da Spalletti, in grado almeno sulla carta di far fare un notevole salto di qualità a metà campo a Icardi e compagni. Il campo (e l'extra-campo) hanno detto l'esatto contrario: tra infortuni e bizze disciplinari il Ninja ha un bottino di sole 2 reti in campionato e una in Champions League. Davvero una miseria rispetto al potenziale del giocatore che proprio con Spalletti, nel 2016-17 alla Roma, aveva centrato il record personale di gol in Serie A (11).

Il bicchiere mezzo pieno

In uno scenario di sicuro non esaltante per i colori interisti, un dato rimane inconfutabile. La squadra è saldamente in zona Champions, è ai quarti di Coppa Italia e ha la possibilità di disputare un'Europa League da protagonista. Per Spalletti, quindi, il futuro può dirsi ricco di prospettive non così negative. Ora sta al tecnico di Certaldo chiudere la stagione nel migliore dei modi: un eventuale crollo in campionato e un cammino nelle coppe non da Inter, infatti, potrebbe costargli la permanenza. Detto con parole ancora più chiare, Spalletti ha 4 mesi per guadagnarsi la riconferma.
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