Patrice Evra dice basta: il 38enne terzino francese dice addio al calcio giocato e lo fa attraverso un'intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale snocciola alcuni aneddoti della sua strepitosa carriera nella quale ha vinto 21 trofei, la maggior parte dei quali (15) con il Manchester United, il club nel quale ha fatto la storia tra il 2006 il 2014. L'ormai ex giocatore, che anticipa di voler rimanere nel mondo del calcio facendo l'allenatore, svela qualche dettaglio della sua esperienza alla Juventus, club in cui ha militato dall'estate 2014 al gennaio 2017 prima di fare ritorno in patria all'Olympique Marsiglia.

Il retroscena dell'addio alla Juventus

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Romelu Lukaku: la Juventus sgambetta l'Inter, ma il nodo è Dybala
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Nel 2016-17 giocavo col contagocce, quasi solo in Champions: io però volevo scendere in campo sempre e lo feci presente ad Allegri. Non ero felice. Prima di Natale, nella Supercoppa italiana a Doha il tecnico mi comunicò che non ero titolare, toccava ad Alex Sandro. Per la prima volta in carriera non m'impegnai a fondo nel riscaldamento pre-match. Al 33' il mio collega brasiliano si infortunò e arrivò il mio turno, ma non ero pronto e invece di Evra giocò la sorella di Evra. Era arrivato il momento di cambiare aria, anche se la Juventus conserva sempre un posto speciale nel mio cuore

Il consiglio a Lukaku

Dove dovrebbe andare tra Juventus e Inter? Non saprei, io direi sempre la Juventus! Però devo affermare una cosa: se a Torino c'è un avversario di cui hanno davvero paura questo non è il Napoli, ma l'Inter. E quest'anno con un allenatore eccellente come Conte, che ha fatto mirabilie in particolare alla guida della Nazionale, la lotta per lo scudetto sarà affascinante
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