Non siamo una big. Da qui alla fine io e i calciatori dobbiamo mostrare di meritare l'Inter [Antonio Conte]
Nella giornata più dura si arriva alla resa dei conti. Conte e Marotta a colloquio, il confronto con i giocatori nello spogliatoio e un patto per il finale di stagione: tutti si devono meritare l'Inter. La sconfitta con il Bologna è la pagina più nera del campionato: sopra di un gol e di un uomo, con un rigore a disposizione, una squadra con ambizioni da grande non può farsi rimontare.

Conte: "Tutti dobbiamo meritarci l'Inter, io per primo. Altrimenti giusto prendere altre decisioni"

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Le colpe di Conte

Si parte da lì, dal rigore sbagliato da Lautaro. Perché l'ha calciato lui? Il bacio al pallone e la voglia di sbloccarsi per rompere la maledizione non bastano. Le gerarchie devono essere chiare dal dischetto e sull'1-0 si pensa alla squadra, non al singolo. In questo caso, Antonio Conte doveva imporsi e mandare Lukaku a calciare dagli undici metri.
Questo è il mio primo anno di lavoro all'Inter, ho preso un pacchetto preconfenzionato con situazioni che c'erano già che stiamo tentando di migliorare [Antonio Conte]
Anche in questo frangente si potrebbe osservare che Lukaku, Sanchez, Young e Moses o, più in generale, 11 giocatori nuovi approdati alla Pinetina tra l’estate passata e gennaio, non erano nel pacchetto "preconfenzionato". L'Inter ha speso e continua a investire su richiesta dell'allenatore. Hakimi è solo l'ultimo della lista in ordine cronologico. Inoltre, contro il Bologna si sono palesati ancora una volta i limiti di una rosa non all'altezza, almeno nelle riserve, ma anche una gestione dei cambi rivedibile.
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I limiti della rosa

Allora è tutta colpa di Conte? Assolutamente no, perché i nerazzurri si portano dietro difetti atavici da anni di delusioni. La tenuta difensiva, i cali di concentrazione e la qualità media presentano il conto giocando ogni tre giorni.
Male. Lento, poco in partita. Sbaglia il tap-in sul rigore di Lautaro, poi svirgola in maniera indecente sulla rete di Juwara. Errore gravissimo. Voto 4,5 [Gagliardini - Le pagelle di Inter-Bologna a cura di Enrico Turcato]
A prescindere dalle responsabilità dei singoli, sono stati davvero troppi gli infortuni in questa stagione e le ricadute sempre nello stesso reparto: Conte non ha mai avuto la possibilità di dare continuità a un centrocampo fisso e affiatato.

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I vecchi problemi di sempre

Bisogna chiedersi, inoltre, perché nelle ultime tre stagioni ci sia sempre stata una curva discendente da gennaio in poi in casa Inter: i numeri lo confermano, a prescindere dai miglioramenti in termini di punti.
I nerazzurri hanno perso lo Scudetto contro le piccole, squadre che la Juventus regola nel giro di dieci minuti.
  • Punti contro le prime 9: Juve 25 - Inter 28
  • Punti contro le ultime 9: Juve 44 - Inter 36
  • Scontri diretti: Juve 6 - Inter 0
Questo gap, almeno a livello mentale, si pensava potesse essere superato con un tecnico carismatico come Conte, un allenatore che ha sempre vinto al primo anno e che guadagna come nessun altro in Serie A (11 milioni di euro). Però, attenzione, la quinta in classifica (la Roma) è a meno 16 e se qualcuno ricorda Inter-Empoli dello scorso anno, si può dire che qualcosa è cambiato.

Il finale di stagione

Dopo l’eliminazione prematura in Champions e Coppa Italia, l’Inter con otto giornate ancora da giocare è fuori anche dalla corsa Scudetto, ma tralasciando i facili isterismi non è tutto da buttare. In questa prima stagione Conte sta mettendo le basi per il futuro ed è giusto lasciargli il tempo di lavorare perché qualcosa di buono si è visto. Per diventare grande l'Inter non può prescindere dalla continuità: certi black-out mentali non sono ammissibili e i giocatori devono rendersene conto in fretta. Resta, infine, l'Europa League, un torneo strano e impronosticabile nella formula post Covid-19: i nerazzurri, per una volta, hanno il dovere di onorare una competizione troppo spesso snobbata alle nostre latitudini.

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