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Facciamo i conti: il calcio riparte, ma non c’è accordo con le tv, ballano 233 milioni di euro

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DaEnrico Turcato
23/05/2020 A 19:31 | Aggiornato 23/05/2020 A 19:31
@EnricoTurcato

Ormai FIGC, Club e governo remano nella stessa direzione: si va verso la ripartenza. Sky, DAZN e Img devono ancora versare l’ultima rata

Il protocollo proposto dalla FIGC è stato approvato, le squadre stanno ricominciando ad allenarsi seriamente, sono arrivate le deadline per la chiusura della stagione e anche il ministro dello Sport Spadafora si è convinto ad appoggiare la ripartenza. L’unico e ultimo ostacolo per la ripresa della Serie A sembra essere dettato dai diritti televisivi. E non è ostacolo di poco conto. Sky, DAZN e Img non hanno versato alle varie società l’ultima rata bimestrale dell’annata 2019/20 e mancano quindi all’appello 233 milioni di euro. Un tema spinoso fonte di confronto e scontro continuo tra i vari broadcaster e la commissione diritti tv della Lega, che sta esaminando vari scenari e l’atteggiamento da assumere in questi giorni di attesa.

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La Serie A incassa oltre un miliardo a stagione dai diritti tv

Prima di approfondire l’attuale disputa, è opportuno ricordare che Sky, DAZN e Img detengono i diritti tv per la Serie A nel triennio 2018-2021 (e cioè le stagioni 2018/19, 2019/20, 2020/21). Circa due anni fa, infatti, hanno vinto il bando che garantisce circa un miliardo di euro annui alla Lega, saldato attraverso rate trimestrali o bimestrali. In questo caso a mancare è l’ultimo pagamento della seconda delle tre stagioni, che senza questa pandemia sarebbe stato normalmente liquidato ad aprile. Non va dimenticato che la maggior parte dei club del massimo campionato ha necessariamente bisogno di questo denaro per “sopravvivere”, perché nel fatturato delle società italiane la voce “diritti tv” rappresenta una componente irrinunciabile.

Sky chiede uno scontro, DAZN una dilazione

Oltre il 50% dei 233 milioni di euro mancanti devono essere versati da Sky. I vertici del colosso dell’informazione la scorsa settimana si sono indispettiti e hanno inviato una lettera a club e Lega per ribadire che l’emittente non salderà la sesta rata e per lamentare il fatto di non aver ricevuto controproposte: 19 club su 20 hanno già emesso fatturazione e chiederanno che i contratti siano rispettati (“La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo”). Stando a quanto riporta Il Sole24Ore, Sky aveva chiesto alla Lega Serie A una riduzione del pagamento tra il 15 e il 18% (pari a un minimo di 120 milioni) in caso di ripartenza del campionato e di rimborso totale in caso di mancata ripresa. Proposta che, tuttavia, i club avrebbero giudicato come irricevibile. Dazn ha invece avanzato l’idea di dilazionare il pagamento nei prossimi mesi e Img ha chiesto di posticipare i pagamenti a luglio 2020.

Futuro incerto, resiste la proposta di CVC

L’accordo, quindi, non è ancora stato trovato e la soluzione non pare così imminente vista la distanza tra le parti in causa. La Lega di Serie A, dal canto suo, sta analizzando possibili iniziative nei confronti delle tv, che vanno dalla diffida di pagamento al decreto ingiuntivo, senza escludere dunque la possibilità che la questione sia portata addirittura in tribunale. Nel frattempo, resta sul tavolo dei club e dei vertici del calcio italiano l’offerta di CVC Capital Partners per rilevare una quota dei diritti dal 2021 e per i successivi 10 anni. CVC punterebbe a una quota compresa tra il 10 e il 15% con una valutazione di 2,2 miliardi di euro, mentre tutta la newco – che verrebbe creata per gestire i diritti – sarebbe valutata 11 miliardi di euro. Un ulteriore fattore da considerare in questa lunga contesa che dovrà a breve trovare un vincitore, altrimenti i sacrifici messi in atto per ripartire potrebbero anche risultare vani.

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