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Conte contro la società Inter: i motivi dello sfogo e gli scenari futuri

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Antonio Conte - Inter - Serie A 2019-2020

Credit Foto Eurosport

DaAlessandro Dinoia
02/08/2020 A 10:35 | Aggiornato 02/08/2020 A 11:06
@AlessandroDinoi

Il durissimo sfogo dell'allenatore nerazzurro crea una crepa con Suning e tutta la dirigenza: quali sono i motivi? Cosa accadrà ora? Prospettive e scenari di una caldissima estate nerazzurra.

"No more crazy". Era iniziata così l'avventura nerazzurra di Antonio Conte di fronte a Steven Zhang, con Alessandro Cattelan a presentare lo show. Un anno dopo il tecnico pugliese sbotta con una sparata che più "crazy" non si può. In perfetto stile Inter, insomma, la società che in un momento positivo riesce come nessun'altra a tirarsi la zappa sui piedi. Ci aveva tenuto a sottolineare alla vigilia che era il secondo compleanno trascorso all'Inter (il 50esimo e il 51esimo). Evidentemente perché covava dentro di sé una rabbia da esternare al termine di un anno per lui "veramente difficile" come ha più volte sottolineato nel post partita.

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La rabbia di Conte

A qualsiasi spettatore è bastata la prima frase, ai microfoni di DAZN, per capire immediatamente che Conte era pronto a farsi esplodere, che le sue parole avrebbero creato una crepa e che non si trattava della "solita" intervista post partita.

Ho visto attacchi gratuiti contro l'Inter e contro di me. E ho visto poca protezione da parte della società. E quindi questi 82 punti ce li gustiamo io e i calciatori. Con tutto il rispetto per gli altri. Io, lo staff e i calciatori

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Mi dicono che abbiamo fatto gli stessi punti dell'Inter del Triplete. Ma l'Inter del Triplete ha vinto prima 3 Scudetti e Coppe Italia. E poi al quarto anno hanno fatto la storia. Trattati male sia io che i giocatori. E ho visto poca protezione da parte del club
In questi 8 anni la distanza dalla Juve è stata di 25 punti di media. Noi abbiamo mangiato punti a tutti. Quest'anno hanno ammazzato me e hanno ammazzato i calciatori. E mi è piaciuto zero questo. Per vincere bisogna essere forti in campo ma anche fuori

Con chi ce l'ha Conte?

Conte se la prende con la società che non l'ha difeso quando si è parlato addirittura di esonero dopo i passi falsi che hanno impedito all'Inter di vincere il campionato: il pareggio con il Sassuolo, il ko interno con il Bologna e il pareggio di Verona (con una costante, le rimonte subite).

Non mi piace la gente che sale sul carro. La gente sul carro deve starci sempre, nei momenti positivi e negativi. Qui all'Inter non è successo. Lo capisco, se si è deboli è difficile poi proteggere la squadra e l'allenatore

"I ragazzi hanno superato tante situazioni. Le abbiamo superate noi. Oggi mi sento di dare il giusto merito a questi ragazzi e a chi lavora con questi ragazzi ad Appiano. Ma solo a questi, solo a questi".

Il riferimento a Luciano Spalletti

Gli attacchi di giornali e televisioni non sono piaciuti per nulla al tecnico nerazzurro che fa riferimento anche a Luciano Spalletti e a un'intervista del febbraio 2018: "L'altro giorno mi hanno mandato un'intervista di Spalletti. Spalletti denunciava cose gravissime, siamo nel 2020 e siamo di nuovo punto e a capo".

Fino a 15 giorni fa avete spalato non dico cosa perché non si dice in tv. Palate e palate di...ci vuole protezione in campo e fuori dal campo. Bisogna essere forti soprattutto fuori. Si potrà fare, non si potrà fare. Ognuno farà le sue valutazioni. Le palate di cacca le abbiamo prese io e i calciatori. E oggi gente sale sul carro. Ognuno ha curato il suo orticello

Come aveva fatto Spalletti (parlando della famosa "talpa" di Appiano), ma in maniera ancor più diretta e plateale, Conte denuncia la mancanza di protezione di una società distante, sotto tutti i punti di vista. La risposta sembra anche indirizzata a Marotta che, invece, nel post partita di Bergamo aveva elogiato la società Inter per il lavoro svolto in piena unità d'intenti.

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Cosa vuole ottenere Conte?

Qua nessuno è scemo, il parafulmine uno lo fa il primo anno. Il secondo anno no. Ma perseverare è diabolico. Spero che sia chiaro che non c'entra niente il mercato giocatori

Anche se sostiene il contrario, l'attacco di Conte potrebbe essere anche una richiesta plateale per ottenere un mercato che segua ogni suo desiderio. "Non sapete cosa ho dovuto fare per portare qui Lukaku" è una frase da leggere in questo senso. Conte vorrebbe un sostegno totale, a parole e nei fatti: certo, pretenderlo dopo queste esternazioni non sarà banale.

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Uno sfogo esagerato

In ogni caso si tratta di uno sfogo esagerato soprattutto perché i panni sporchi si lavano in casa propria e non nelle sedi che lui stesso ha criticato per averlo attaccato. Il paragone con la società Juventus non è andato giù ai tifosi nerazzurri che non vogliono sentir parlare di modello bianconero. Anche per quanto riguarda le critiche ricevute, si potrebbe obiettare che quest'anno ne ha ricevute di più Maurizio Sarri, il tecnico primo in classifica e campione d'Italia. José Mourinho con le dovute differenze - all'epoca c'era un presidente vicino e sempre a disposizione dei giornalisti come Massimo Moratti - usava la società Inter e il fatto di essere diversi dagli altri come strumenti per cementare l'ambiente e non per spaccarlo.

Antonio Conte; José Mourinho

Credit Foto Getty Images

Eppure i numeri parlano chiaro

Il paradosso, in pieno stile Inter, è che i motivi di soddisfazione per la prima stagione di Conte da allenatore nerazzurro sarebbero parecchi: secondo posto (non succedeva da 9 anni) a meno uno dalla Juve, miglior difesa e secondo miglior attacco. Il club ha ottenuto gli stessi punti dell'Inter del Triplete (82) e Conte è nell'élite dei tecnici migliori all'inizio della loro carriera nerazzurra. Inoltre, il successo in casa di Gasperini avrebbe potuto dare gioia e una spinta in vista dell'Europa League. Tutti condizionali, ovviamente, perché l'Inter non conosce mai la parola tranquillità...

Ora cosa succede?

La soluzione esonero anche oggi non può essere considerata così facilmente: intanto perché Conte costa 11 milioni di euro all'anno, poi perché è lui il top player interista che convince i top player a vestire il nerazzurro (Lukaku e Hakimi sono degli esempi). Insomma, alla base del progetto Inter non può non esserci Conte. E se fosse invece l'ex ct della Nazionale a decidere di mollare? Alla Juve andò via su due piedi d'estate perché il mercato non lo soddisfaceva. L'Inter ha l'imminente impegno contro il Getafe in Europa League: il gruppo come reagirà? Conte l'ha difeso e i calciatori giocheranno anche per lui, ma poi quali saranno le famose "valutazioni" di cui parla il mister? Tutte domande lecite, anche perché sul mercato di allenatori liberi non ce ne sono molti parlando di profili top. Ci sarebbe Allegri, ma l'estate calda della solita pazza Inter è solo cominciata...

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