Dalla Juventus all’Inter. Ecco a voi la seconda puntata delle formazioni ideali fra storia e cronaca, emozioni e omissioni. Ribadisco i paletti: 1) rari blitz sotto gli anni Cinquanta; 2) minimo di tre stagioni di servizio; 3) equilibrio tattico (se non assoluto, almeno decente).
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Inter

Serie A
Juventus: l’undici più forte di tutti i tempi. Da Zoff a Sivori passando per Zidane e Platini
20/03/2020 A 10:33
  • Schema: 4-3-1-2

Portiere

  • Walter Zenga
L’uomo ragno, il lucchetto dello Scudetto-record del 1989. Davanti a Julio Cesar, il culturista dello squadrone triplettista, e Gianluca Pagliuca, tuffi e arena.

Walter Zenga

Credit Foto Getty Images

Difensori

  • TERZINO DESTRO: Tarcisio Burgnich
Che concorrenza: Beppe Bergomi lo zio, Maicon il ballerino, Javier Zanetti il jolly. Burgnich e Bergomi marcavano, Maicon attaccava, Zanetti mediava. Simboli di epoche diverse. Alla fine, per bilanciare la pila di punte e puntine, ho scelto la roccia friulana.
  • COPPIA CENTRALE: Armando Picchi e Walter Samuel
Il libero e lo stopper. Un livornese che salì al rango di capitano, un argentino che per tutti sarebbe stato The Wall, il muro. Il mondo di Samuel era l’avversario. Picchi era, «anche», correttore di bozze: ritoccava al volo le dritte del Mago, quando dalla panchina gli scappava un refuso.

2011-12 Serie A Inter Walter Samuel AP/LaPresse

Credit Foto LaPresse

  • TERZINO SINISTRO: Giacinto Facchetti
Altro che tenutario della corsia, come si predicava all’epoca del catenaccio. Fascia (molto) elastica. Libertà di circolazione. E un sacco di gol. Allargò i confini del ruolo, consegnandolo alla posterità.

Centrocampisti

  • MEDIANO DESTRO: Lothar Matthäus
Il termine, mediano, è riduttivo. Si parla di un tedesco eclettico, di un Tardelli altrettanto «carro» ma decisamente più «armato». Capace di sfondare la porta dopo aver disarmato Diego Maradona.
  • REGISTA: Luis Suarez
Nel Barça giocava più avanti, nell’Inter arretrò fino a diventare la bussola e, con Picchi, il trascinatore. Lanci al bacio e tackle al veleno. Se gli chiedete d’indicarvi l’erede, aspettatevi sempre la stessa risposta: Andrea Pirlo.
  • MEZZALA SINISTRA: Mario Corso
Calzettoni giù, il più mancino dei tiri (dal libro di Edmondo Berselli). Le zolle come cuscini, tante soste, tante magie. E quella «foglia morta», mai così viva.

Trequartista

  • Giuseppe Meazza
Chi, se non il Peppin? Prima punta o, negli anni azzurri di Silvio Piola, punta d’appoggio. Un nove e un dieci, brillantina e adrenalina, due volte campione del Mondo, quel dribbling che mandava il portiere di là e l’arte di qua. Per Gianni Brera, da maestro a maestro, era «il folber».

Giuseppe Meazza, 1934

Credit Foto Imago

Attaccanti

  • PUNTA MOBILE: Sandro Mazzola
Il figlio di Valentino, l’eroe del Prater. Veloce e diretto, gran palleggio e gran tiro: fino a quando - più saggio o più scaltro? - non si nascose fra i riccioli del centrocampo.
  • PUNTA CENTRALE: Ronaldo
Di coscia spessa e piedi elettrici, rombava sugli speroni. Detto, non a caso, il Fenomeno. Le cicatrici del destino ne sabotarono la cilindrata.
https://i.eurosport.com/2020/03/27/2799853.png

Allenatore

  • Helenio Herrera
I giovani interisti scenderanno in piazza per José Mourinho (solo due anni di milizia, però). Li capisco. Ma attenzione: Helenio «creò» il mestiere dell’allenatore moderno e l’Inter del mito. Non mi sembra poco.
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