Buon compleanno Serie A! Il primo campionato italiano a girone unico, così come lo conosciamo noi oggi, cominciò il 6 ottobre del 1929. Era una domenica, pioveva in buona parte del Nord Italia e in nove stadi italiani si giocavano le prime partite del nuovo campionato di calcio. Curiosamente, oggi come allora, si incontrarono Bologna e Lazio e i biancolesti (da sfavoriti) s’imposero 3-0. La Juventus vinse 3-2 sul Napoli, in una partita che ancora non si portava dietro la rivalità dei nostri giorni. Il Milan batté, invece, 4-1 il Brescia, in un match che sembrava il preludio a una grande stagione. Non fu così. Vinse l’Ambrosiana, nome che aveva assunto l’FC Internazionale Milano durante il fascismo, che in quel 6 ottobre espugnò 2-1 il campo del Livorno: nove mesi più tardi avrebbe vinto il primo campionato di Serie A della storia.

Il percorso che portò alla Serie A, così come la conosciamo oggi

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L’allenatore di quella squadra era Árpád Weisz, il presidente Oreste Simonotti e la rosa era guidata da un certo Giuseppe Meazza. Prima di allora vigeva un’altra formula, un altro calcio. Il primo torneo si svolse nel 1896, anche se quello che è considerato il primo vero campionato risale al 1898, vinto dal Genoa e disputato in un’unica giornata tra quattro squadre (le altre erano l’Internazionale Torino, la Ginnastica Torino e la Torinese). Negli anni successivi i campionati inclusero più squadre, nacquero categorie diverse divise in gironi regionali e ci furono ripetuti esperimenti per accorparli da parte della FIGC. Il campionato continuava a svolgersi in leghe separate tra Nord e Sud, divise a loro volta in gironi, ma nel 1928 Leandro Arpinati, ministro dell’Interno e presidente della FIGC, prese la decisione di organizzare un girone unico per la massima divisione a partire dalla stagione 1929-1930, chiamandola Serie A, come già succedeva in altri Paesi europei.

L'inizio della leggenda Giuseppe Meazza

Come sottolinea il 'Post', si giocò per nove mesi con 34 partite per squadra, con un girone di andata e uno di ritorno in cui vennero assegnati due punti per le vittorie e uno per i pareggi. Il Torino e il Bologna partirono da favoriti – si erano giocati il precedente Scudetto – ma entrambe le squadre avrebbero finito il campionato nettamente staccate dalla testa della classifica. La vera corsa per il titolo riguardò soprattutto la Juventus, il Genova 1893 (il nome che aveva assunto il Genoa) e l’Ambrosiana. Il 19enne Giuseppe Meazza segnò all’esordio e si sarebbe laureato capocannoniere del campionato con 31 gol guidando l’Ambrosiana alla vittoria con 50 punti totali. Secondo arrivò il Genoa con 48, terza la Juventus con 45. Poi Torino, Napoli, Roma, Bologna, Alessandria, Pro Vercelli, Brescia, Milan, Modena, Pro Patria, Livorno, Lazio e Triestina. Padova e Cremonese, le ultime due classificate, retrocessero in Serie B.

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