Inter e Juve 54 punti, Lazio 53. Il big match dell'Olimpico di domenica sera tra i nerazzurri e la squadra di Simone Inzaghi è un appuntamento imperdibile della volata Scudetto. Nella consueta conferenza stampa della vigilia, l'allenatore biancoceleste ha presentato così Lazio-Inter.

La classifica dice che sarà una partita scudetto, sappiamo che affronteremo un avversario forte e determinato. Ci stiamo preparando al meglio, l'allenamento di oggi mi farà decidere sugli ultimi dubbi. Sarà un match molto importante ma non decisivo, mancheranno altre 14 gare. Certo vincere ci darebbe una spinta in più. Sappiamo da dove siamo partiti e da dove arriviamo. Abbiamo meritato questa posizione, abbiamo fatto ottime partite. Da tempo giochiamo un ottimo calcio e non abbiamo la pressione di questa posizione. Juve, Inter, Roma e Milan dovrebbero essere davanti a tutti per il loro fatturato. Ma il calcio è diverso, la carta vale poco e i pronostici vengono ribaltati. Vogliamo rimanere in alto più tempo possibile. Noi possiamo contare sul grande lavoro del ds e del presidente e sui tifosi che ci stanno trascinando. Questo deve essere un punto di partenza, non di arrivo.
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Sulle polemiche arbitrali scatenate dall'episodio Acerbi-Cornelius in Parma-Lazio, Inzaghi chiarisce:

Abbiamo meritato quanto ottenuto tutto sul campo. Noi non abbiamo più parlato di arbitri. A novembre siamo usciti dall'Europa League per un rigore sacrosanto non dato contro il Celtic, un fallo netto di mano su un tiro di Immobile. Anche a Napoli, in Coppa Italia, ci sarebbe da recriminare per ore ma non sarebbe giusto. Due anni e mezzo fa sappiamo come abbiamo perso la Champions, per demeriti nostri e fattori indipendenti da noi. Ma ora non dobbiamo guardare indietro, ma pensare soltanto all'Inter.

Sul'ipotesi di introdurre in Serie A la chiamata Var degli allenatori per rivedere le azioni di gioco controverse (il cosiddetto "challenge"), l'Inzaghi pensiero è chiaro.

Lascerei tutto così com'è. Si è faticato, non lo nego, perché eravamo abituati ad un altro tipo di calcio. Ora abbiamo accettato il Var, che in casi oggettivi è fondamentale, ed è giusto che non cambi adesso.

Sulla grande risposta del tifo biancoceleste che domani sera regalerà una cornice di 60mila spettatori, il tecnico piacentino aggiunge:

È motivo di grande orgoglio, l'ho detto a più riprese. Tornando indietro, da quel Lazio-Empoli, sono cambiate tante cose. Il merito è di tutti: penso ai ragazzi, allo staff tecnico e alla società. Vedere i tifosi così presenti ci dà qualcosa in più.

Chiusura su Jony che all'andata debuttò dal 1' a San Siro e da un suo errore nacque il gol-vittoria di D'Ambrosio.

Sta crescendo, l'avete visto anche domenica. Rispetto a 4 mesi fa è diverso, ha messo dentro tante nozioni rispetto a come vogliamo giocare. Ogni giorno cerca di capire sempre di più in quel ruolo, che in precedenza non aveva mai fatto. Domani mancherà Lulic, abbiamo anche Jordan Lukaku che è tornato da una settimana. Non ha minutaggio ancora ma se continua a lavorare così può darci una mano a gara in corso

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